<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-15768384</id><updated>2011-12-02T04:44:56.276-08:00</updated><title type='text'>The Haunted House</title><subtitle type='html'>"Ci sono più cose in cielo e in terra di quante ne sognino le nostre filosofie"      

Se pensate che sia difficile vivere con delle altre persone è perché non avete mai provato a vivere con dei fantasmi</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Carmilla</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07575266222361802997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://static.flickr.com/90/254843952_ac4c2c320e_o.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>43</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15768384.post-3486665442578836756</id><published>2009-03-12T08:19:00.000-07:00</published><updated>2009-03-12T08:27:55.418-07:00</updated><title type='text'>Somiglianze [parte terza]</title><content type='html'>L'attenzione di tutti si dirige improvvisamente verso di me. Sono soddisfatta della vittoria ma mi rendo conto, all'improvviso, di non avere la minima idea di come gestire la situazione.&lt;br /&gt;La mia interlocutrice si volta interamente verso di me e mi guarda, per la prima volta, con vero interesse&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_2pbIl1kx6uQ/Sbko8KCGzqI/AAAAAAAAADY/V7QR4Vy8-TI/s1600-h/conradphoto.png"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 140px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_2pbIl1kx6uQ/Sbko8KCGzqI/AAAAAAAAADY/V7QR4Vy8-TI/s200/conradphoto.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5312322249410662050" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Donna elegante: "Questa sì che è una cosa affascinante. Dimmi qualcosa di più. È bello?" mi parla con complicità e io non avrei nessuna voglia di confidare proprio a lei cose che, prima d'ora, non avevo ammesso nemmeno a me stessa. Nonostante i migliori propositi, subito dopo la sua melliflua domanda mi ritrovo ad abbassare lo sguardo e ad andare in confusione come un'adolescente infatuata che non aspetta altro che di parlare del proprio oggetto di adorazione.&lt;br /&gt;Carmilla: "Sì, credo di sì. Cioè, a dire il vero, non saprei. Nel senso che... beh, a me piace. Ecco."&lt;br /&gt;La donna ha una faccia evidentemente compiaciuta che me la rende ancora meno simpatica, eppure una forza malevola al di fuori del mio controllo mi fa provare piacere nel parlare di Henri. Persino con lei.&lt;br /&gt;Donna elegante: "E com'è?"&lt;br /&gt;Carmila: "Lui?"&lt;br /&gt;Donna elegante: "Certo, il tuo lui"&lt;br /&gt;L'idea che Henri potesse appartenermi aveva sempre avuto, per ovvie ragioni, i contorni di una inavverabile illusione. Eppure in questo momento la cosa sembra quasi pallidamente credibile&lt;br /&gt;"Lui è... non è facile descriverlo. Ha qualcosa delle poesie di Rimbaud. Ma anche dei romanzi di Conrad. E certo, per tutte le sue esperienze, mi ricorda spesso le cronache di Saintexupery. Però... no, non è così. Non è corretto. La verità è che lui non è come nient'altro. Somiglia solo a se stesso."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La bella dama mi guarda incuriosita. Io evito intanto di verificare velocemente quale sia stata la reazione dei miei conquilini alle mie affermazioni. Per fortuna so che il pericolo di un colpo apoplettico è scongiurato dalla loro stessa natura.&lt;br /&gt;Intanto la donna prende la sua borsetta sobria ma elegante e ne trae un pettinino di osso.&lt;br /&gt;Lo brandisce con aria vagamente minacciosa e, al contempo, mi guarda. Le rivolgo un'occhiata interrogativa che ella ignora con grande naturalezza; poi, dopo avermi ben squadrata, inizia a dividermi i capelli.&lt;br /&gt;Donna elegante: "Ecco qua, questi li portiamo tutti in avanti e poi... voilà una bella riga al centro. Questi qui di lato, mi raccomando, un po' spettinati e mai troppo curati. Naturalmente dovrai farli crescere."&lt;br /&gt;Carmilla: "Ma io non pensavo affatto di far crescere i miei capelli e nemmeno di cambiare pettinatura. Se non le dispiace" protesto. Mi sembra che lo zelo di questa donna stia diventando, oltre che offensivo, anche piuttosto fastidioso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_2pbIl1kx6uQ/SbkpNj79drI/AAAAAAAAADg/CFHd_K6LHYE/s1600-h/jenny_lind.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 147px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_2pbIl1kx6uQ/SbkpNj79drI/AAAAAAAAADg/CFHd_K6LHYE/s200/jenny_lind.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5312322548421981874" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Donna elegante: "Ma se ora abbiamo la soluzione! Data la tua situazione mi sembra chiaro che hai bisogno di un look romantico, in senso storico si intende. Una specie di finto gotico, hai presente?"&lt;br /&gt;Prosegue come se avessi annuito&lt;br /&gt;Donna elegante: "Qualcosa tra Cime tempestose e la Lucia di Lammermoor mi sembra perfetto. Quindi, naturalmente, capelli lunghi, spettinati e riga al centro. O quello che ne resta. E ora pensiamo al guardaroba!" Pronunciata questa frase sparisce preoccupantemente dalla mia vista.&lt;br /&gt;Esito qualche secondo. Cerco intorno a me un alleato. Trovo Teo ma invece di vederlo, come avrei sperato, completamente scandalizzato, scopro che ha più l'aria incuriosita dello spettatore fortuito di uno spettacolo di strada.&lt;br /&gt;Carmilla: "Secondo te cosa voleva dire con «ora pensiamo al guardaroba?»"&lt;br /&gt;Teo: "Sei sicura di volerlo sapere?"&lt;br /&gt;Carmilla (esitante): "Direi di sì"&lt;br /&gt;Teo: "Non posso fare affermazioni sicure al cento per cento però al posto tuo, se questa idea ti mette a disagio, eviterei di lasciarla da sola con Ruthven nella tua camera da letto..."&lt;br /&gt;Le parole di Theo assumono immediatamente, nel mio cervello, il suono di un allarme che annuncia una pericolosa catastrofe. Mi lancio verso le scale e raggiungo prima possibile la mia camera e il mio armadio.&lt;br /&gt;La scena che si presenta davanti ai miei occhi è psicologicamente devastante.&lt;br /&gt;La perfida protolesbica è riuscita già a coinvolgere anche il Giocatore di football senza volto che, dietro sua richiesta, tiene le braccia tese e attende pazientemente di svolgere la sua funzione. Non comprende, ovviamente, di essere complice inconsapevole di un'azione criminosa&lt;br /&gt;Donna elegante (mentre svuota con disapprovazione il mio armadio e accumula tutti i vestiti bocciati sulle braccia del giocatore): "Questo no... questo per carità!... questo non se ne parla nemmeno..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_2pbIl1kx6uQ/SbkpnepVABI/AAAAAAAAADo/JwIdMEi05io/s1600-h/a7793r.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 183px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_2pbIl1kx6uQ/SbkpnepVABI/AAAAAAAAADo/JwIdMEi05io/s200/a7793r.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5312322993678254098" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Sono talmente annichilita che mi siede sulle scale fuori della porta, senza reagire. Teo mi mette un braccio peloso intorno alla spalla.&lt;br /&gt;Carmilla (rassegnata ma che ancora cova timide speranze): "Ha salvato qualcosa?"&lt;br /&gt;Theo (dopo aver sbirciato nella stanza): "Un paio di camicie da notte"&lt;br /&gt;Cerca inutilmente di consolarmi.&lt;br /&gt;Carmilla (avvilita): "Secondo te potrò tenere il vestito con i fiorellini fuxia, quello che ha un'aria un po' neorealista?"&lt;br /&gt;Teo (dopo un rapido controllo): "Temo sia già tra le braccia del Giocatore".&lt;br /&gt;Carmilla: "Ma è uno dei miei preferiti!"&lt;br /&gt;Teo si stringe nelle spalle.&lt;br /&gt;Carmilla: "E la gonna con gli elefanti indiani?"&lt;br /&gt;Teo: "Credo, sinceramente, che tu possa scordartela".&lt;br /&gt;Questo è decisamente troppo. Mi alzo in piedi decisa a lottare contro l'imposizione di uno stile più accattivante.&lt;br /&gt;Carmilla: "Ne ho abbastanza. Ho il diritto di vestirmi e pettinarmi come mi pare!"&lt;br /&gt;Ruthven (spuntando all'improvviso): "Anche male?"&lt;br /&gt;Carmilla (momentaneamente destabilizzata ma decisa a non far scemare la sua combattività): "Certo, anche male! Ma prima vorrei premettere che «male» e «bene» sono due concetti privi di senso nell'ambito del gusto personale"&lt;br /&gt;Ruthven: "bla bla bla"&lt;br /&gt;Carmilla: "E va bene! Quella donna si veste molto meglio di me, è affascinante e ha uno sguardo magnetico. Ma chi si crede di essere per privarmi dei miei elefanti indiani?"&lt;br /&gt;Ruthven: "Geroge Sand"&lt;br /&gt;Carmilla: "Eh?"&lt;br /&gt;Ruthven: "Hai detto «chi si crede di essere...» etc etc e io ti ho risposto: Geroge Sand"&lt;br /&gt;Mi giro verso Teo perché di Ruthven non mi fido.&lt;br /&gt;Carmilla: "Dice davvero?"&lt;br /&gt;Teo (sorpreso): "Ah, non l'avevi riconosciuta?"&lt;br /&gt;Carmilla: "No, a dire il vero proprio no"&lt;br /&gt;Teo: "Ma dai Carmilla, non hai mai letto nessuno dei suoi romanzi? Di solito c'è sempre un suo ritratto, anche nelle edizioni economiche".&lt;br /&gt;Carmilla (con ostentazione): "No, non ho mai letto nulla di suo"&lt;br /&gt;Teo: "E perché mai? È un'ottima scrittrice, oltre che un personaggio chiave dell'ottocento europeo."&lt;br /&gt;Carmilla: "Non ho mai nello un suo romanzo perché... perché..."&lt;br /&gt;Teo e Ruthven: "Perché?"&lt;br /&gt;Carmilla (dopo un iniziale imbarazzo e poi con enfasi): "Perché la odio!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15768384-3486665442578836756?l=storiedifantasmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/feeds/3486665442578836756/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15768384&amp;postID=3486665442578836756&amp;isPopup=true' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/3486665442578836756'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/3486665442578836756'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/2009/03/somiglianze.html' title='Somiglianze [parte terza]'/><author><name>Carmilla</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07575266222361802997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://static.flickr.com/90/254843952_ac4c2c320e_o.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_2pbIl1kx6uQ/Sbko8KCGzqI/AAAAAAAAADY/V7QR4Vy8-TI/s72-c/conradphoto.png' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15768384.post-3065159528154668433</id><published>2008-05-13T15:06:00.000-07:00</published><updated>2008-05-13T15:14:48.561-07:00</updated><title type='text'>Bisogna avere stile (anche nei momenti peggiori)  [parte seconda]</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_2pbIl1kx6uQ/SCoR6S0BGCI/AAAAAAAAABc/AcIoPfjJpFI/s1600-h/georges3.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_2pbIl1kx6uQ/SCoR6S0BGCI/AAAAAAAAABc/AcIoPfjJpFI/s320/georges3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5199988412932757538" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La signora, in effetti, ha l'aria di essere un tipo affascinante.&lt;br /&gt;Forse non è proprio una bellezza tradizionale ma sa come richiamare su di sè l'attenzione.&lt;br /&gt;Signora elegante: "Posso aiutarvi?" Lo chiede con l'amabilità discutibile di chi si concede ad un pubblico.&lt;br /&gt;Ruthven prende in mano (se così si può dire) la conversazione.&lt;br /&gt;Rurhven: "Non so se si può ancora intervenire. Cosa ne dite? "&lt;br /&gt;Signora elegante: "Dipende dal problema..."&lt;br /&gt;La maledetta cornacchia mi indica con un gesto teatrale&lt;br /&gt;Rurhven: "La situazione parla da sola"&lt;br /&gt;Con un colpo ben assestato lo faccio cadere dallo schienale del divano su cui era appollaiato.&lt;br /&gt;Teo cerca di venirmi incontro&lt;br /&gt;Teo: "La nostra amica qui cercava qualche consiglio per rinnovare la sua immagine e ci sembrava che voi poteste avere qualche buona idea a riguardo"&lt;br /&gt;La donna sorride con una sfumatura di magnanimità. Deve esserci abituata. Credo che abbia fatto dello stile un motivo di vanto personale.&lt;br /&gt;Mi scruta con attenzione imbarazzandomi un po'.&lt;br /&gt;Signora elegante: "Che tipo di immagine state cercando di costruire per lei?"&lt;br /&gt;Ruthven riconquista la sua visibilità nel discorso&lt;br /&gt;Rurhven: "Qualcosa di più.. maudit... che ne dite?"&lt;br /&gt;La donna sorride con sufficienza, come se fosse un progetto disperato che solo lei può portare a termine con successo. È quasi inevitabile che susciti ammirazione ma la simpatia... quella ancora no...&lt;br /&gt;Signora elegante: "Per creare uno stile non bisogna mentire, non c'è nulla di meno elegante della menzogna. Per trovare la linea giusta occorre essere sinceri. Dobbiamo partire dalla sua vita. "&lt;br /&gt;Signora elegante (rivolgendosi a me): "Sei pronta?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_2pbIl1kx6uQ/SCoSBS0BGDI/AAAAAAAAABk/XViYhsf7nUg/s1600-h/1100George_sand_and_her_friend.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_2pbIl1kx6uQ/SCoSBS0BGDI/AAAAAAAAABk/XViYhsf7nUg/s320/1100George_sand_and_her_friend.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5199988533191841842" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Sì, lo sono - mi dico mentalmente - , magari un'immagine più accattivante potrebbe effettivamente giovare alla mia ispirazione. In fondo tante volte basta crederci...&lt;br /&gt;Annuisco e mi siedo di fronte a lei.&lt;br /&gt;Signora elegante (maliziosamente): "Qual è la cosa più inconfessabile che hai fatto?"&lt;br /&gt;Ci penso un po'... non dovrei metterci tanto a rispondere... oddio non mi viene in mente nulla&lt;br /&gt;Carmilla (sorridendo nervosamente): "Sapete... quando gli esempi sono così tanti non ne viene in mente neanche uno"&lt;br /&gt;Annuisce compassionevolmente ma si vede un lampo di disprezzo nei suoi occhi.&lt;br /&gt;Signora elegante: "Forse è più facile se io ti faccio delle domande e tu mi rispondi"&lt;br /&gt;Carmilla (con un filo di voce): "Forse sì"&lt;br /&gt;Signora elegante: "Vediamo un po'... hai ucciso qualcuno?"&lt;br /&gt;Carmilla (con decisione): "no"&lt;br /&gt;Signora elegante: "Bene bene, non è grave. Hai partecipato a movimenti rivoluzionari?"&lt;br /&gt;Carmilla (colpevole): "Non che io ricordi, no..."&lt;br /&gt;Signora elegante: "Relazioni con uomini sposati?"&lt;br /&gt;Carmilla (speranzosa): "Valgono i rapporti platonici?"&lt;br /&gt;Signora elegante, Ruthven e Teo (all'unisono): "no"&lt;br /&gt;La donna si volta verso Ruthven&lt;br /&gt;Signora elegante (tra il preoccupato e il disgustato): "La cosa è più difficile di quanto pensassi"&lt;br /&gt;Rurhven: "Me ne rendo conto, mi spiace di avervi trascinata in questa situazione"&lt;br /&gt;Non solo parlano di me come se fossi assolutamente senza speranza ma ignorano anche la mia presenza. Non mi sembra particolarmente corretto, specie a casa mia.&lt;br /&gt;Carmilla (cercando di richiamare l'attenzione): "Ho una collezione di posacenere rubati nei bar&lt;br /&gt;(continuano ad ignorarmi)&lt;br /&gt;A volte ceno a letto, infilata sotto le lenzuola (sguardo infastidito di Ruthven e della donna)&lt;br /&gt;Sono innamorata di un fantasma"&lt;br /&gt;La conversazione tra i due si blocca immediatamente e tutti gli sguardi sono puntati su di me.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15768384-3065159528154668433?l=storiedifantasmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/feeds/3065159528154668433/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15768384&amp;postID=3065159528154668433&amp;isPopup=true' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/3065159528154668433'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/3065159528154668433'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/2008/05/bisogna-avere-stile-anche-nei-momenti.html' title='Bisogna avere stile (anche nei momenti peggiori)  [parte seconda]'/><author><name>Carmilla</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07575266222361802997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://static.flickr.com/90/254843952_ac4c2c320e_o.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_2pbIl1kx6uQ/SCoR6S0BGCI/AAAAAAAAABc/AcIoPfjJpFI/s72-c/georges3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15768384.post-8281055580682074445</id><published>2008-04-15T13:51:00.000-07:00</published><updated>2008-05-13T15:13:39.692-07:00</updated><title type='text'>Je (ne) suis (pas) maudit [parte prima]</title><content type='html'>(&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Carmilla&lt;/span&gt; legge ad alta voce)&lt;br /&gt;«la donna dai capelli rossi scese dalla carrozza senza pronunciare una parola. Aveva ancora indosso il suo splendido vestito ma nella fuga precipitosa aveva dimenticato le scarpe. Stringeva al petto con ostinazione le poche cose che ancora possedeva. Arrivata davanti alla soglia sputò in terra con disprezzo, poi entrò.&lt;br /&gt;Tommaso aveva guardato tutta la scena in perfetto silenzio. Poi si era rivolto al suo amico e gli aveva domandato, senza risultare eccessivamente turbato "è quella tua moglie?"»&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Carmilla&lt;/span&gt;: " Che te ne pare?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_2pbIl1kx6uQ/SAUYIaCKZjI/AAAAAAAAABU/kcj3LEaPv5U/s1600-h/crow.jpg+2inter.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_2pbIl1kx6uQ/SAUYIaCKZjI/AAAAAAAAABU/kcj3LEaPv5U/s320/crow.jpg+2inter.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5189580678320776754" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Theo&lt;/span&gt;: "uh... dipende. Come continua?"&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;Carmilla&lt;/span&gt;: "Che noia! Perché bisogna per forza sapere come continua? Non si può avere un parere in senso assoluto?" chiedo esasperata mentre mordicchio una penna.&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;Theo&lt;/span&gt; cerca di assumere un tono diplomatico&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;Theo&lt;/span&gt;: "A dire il vero credo di no..."&lt;br /&gt;Lo so che ha ragione. Incrocio le braccia sul tavolo e ci poggio sopra la testa con un tono lievemente più drammatico del necessario.&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;Carmilla&lt;/span&gt;: "Va bene, lo ammetto. Mi manca l'ispirazione."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;Ruthven&lt;/span&gt; (comparendo all'improvviso e intromettendosi): "E speri davvero di trovarla qui dentro?"&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;Carmilla&lt;/span&gt;: "Non ricordo si aver chiesto il tuo parere". Cerco di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;estrometterlo&lt;/span&gt; dalla conversazione, ma senza risultati.&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;Ruthven&lt;/span&gt;: "Sei sempre chiusa in casa, ci credo che non hai nulla da dire."&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;Carmilla&lt;/span&gt;: "Prima che tu ti metta anche a declamare "&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;nevermore&lt;/span&gt;, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;nevermore&lt;/span&gt;" vorrei precisare che non sono affatto sempre chiusa in casa. E poi non ho nessuna intenzione di ingrossare le fila di quelli che raccontano la propria vita convinti che interessi a qualcuno. Io non scrivo di me, quindi la tua argomentazione è ininfluente."&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;Teo&lt;/span&gt; inizia a sentirsi a disagio, sa che sta per scatenarsi un fortunale e che lui verrà coinvolto a breve.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;Ruthven&lt;/span&gt;: "&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;Carmilla&lt;/span&gt;, mia adorata! L'idea che tu possa scrivere della tua vita è la cosa più esilarante del decennio. Ti ringrazio davvero per averla suggerita anche solo come evento irreale."&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;Carmilla&lt;/span&gt; (stizzita): "Ti stai divertendo?"&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;Ruthven&lt;/span&gt;: "Moltissimo, ma non ho finito. Il fatto è che non hai capito nulla di quello che intendevo".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Faccio una mossa scorretta, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;scorrettissima&lt;/span&gt;: è il momento di tirare in ballo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;Theo&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;Carmilla&lt;/span&gt;: "&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;Theo&lt;/span&gt;, ricordami &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_23"&gt;quand&lt;/span&gt;'è che &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_24"&gt;Ruthven&lt;/span&gt; è diventato un &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_25"&gt;critico&lt;/span&gt; letterario perché devo aver scordato questo felice evento."&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_26"&gt;Theo&lt;/span&gt;: "Io credo che queste questioni non dovrebbero travalicare il piano teorico per &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_27"&gt;sconfinare&lt;/span&gt; in quello &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_28"&gt;personale&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;Se &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_29"&gt;Theo&lt;/span&gt; spera di cavarsela così si &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_30"&gt;sbaglia&lt;/span&gt; di grosso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_31"&gt;Carmilla&lt;/span&gt; (a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_32"&gt;Ruthven&lt;/span&gt;): "Ad ogni modo la mia vita non è affar tuo".&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_33"&gt;Ruthven&lt;/span&gt;: "Non è affar mio? Ma stai scherzando? Non ho altra occupazione che farmi gli affari tuoi. Anche per questo ti sarei estremamente grato se rendessi la tua vita un po' più emozionante."&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_34"&gt;Carmilla&lt;/span&gt; (titubante): "Cosa vorresti dire?"&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_35"&gt;Ruthven&lt;/span&gt;: "Oh andiamo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_36"&gt;Carmilla&lt;/span&gt;. Hai bisogno che te lo spieghi? L'emozione più forte che hai provato nell'ultimo mese è stata domandarti se ti sarebbe bastata la lana per finire la tua sciarpa."&lt;br /&gt;Inizio a sentirmi a disagio.&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_37"&gt;Carmilla&lt;/span&gt; (con esagerata convinzione): "A me la mia vita piace moltissimo così com'è, grazie."&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_38"&gt;Ruthven&lt;/span&gt;: "Non ci sarebbe nulla che non va nella tua vita, se tu volessi fare un lavoro qualunque. Ma non puoi pensare di essere una scrittrice e vivere una vita così... deprimente."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_2pbIl1kx6uQ/SAUXZqCKZiI/AAAAAAAAABM/6JUBJMLNBGk/s1600-h/jeanne+hebuterne.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 183px; height: 235px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_2pbIl1kx6uQ/SAUXZqCKZiI/AAAAAAAAABM/6JUBJMLNBGk/s200/jeanne+hebuterne.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5189579875161892386" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_39"&gt;Carmilla&lt;/span&gt;: "Beh, non mi sono mai sentita una scrittrice... ma nemmeno pensavo che la mia vita fosse così... così... " mi mancano le parole, mi trema la voce, il labbro inferiore sopravanza quello superiore.&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_40"&gt;Theo&lt;/span&gt; (a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_41"&gt;Ruthven&lt;/span&gt; sottovoce, con rimprovero): "Guarda che hai combinato!"&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_42"&gt;Theo&lt;/span&gt;: "Mi sembra che tu stia esagerando adesso" dice ad alta voce offrendo al crudele pennuto la possibilità di &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_43"&gt;riabilitarsi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_44"&gt;Ruthven&lt;/span&gt; (per nulla impressionato dalla messa in scena di dolore): "Vedi, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_45"&gt;Carmillina&lt;/span&gt;, il tuo problema è che sei... terribilmente... innocua, ecco."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le folli parole della cornacchia iniziano a mettermi in crisi. E se provassi davvero a vivere più pericolosamente?&lt;br /&gt;Mi risiedo lentamente. Ho optato per un atteggiamento più possibilista...&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_46"&gt;Carmilla&lt;/span&gt;: "Solo per curiosità, secondo te cosa dovrei fare visto che hai le idee così chiare in materia."&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_47"&gt;Ruthven&lt;/span&gt;: "ESCI innanzitutto. Cerca di arrivare a Istanbul in autostop, partecipa ad un'orgia in costume, diventa un'adoratrice di &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_48"&gt;Satana&lt;/span&gt;, scrivi con lo spray sui muri L'IMMAGINAZIONE AL POTERE"&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_49"&gt;Carmilla&lt;/span&gt; (sfiduciata): "Non ho mai sentito una tale sequela di idiozie! Ti informo che scrivere stronzate sui muri con lo spray è reato!"&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_50"&gt;Ruthven&lt;/span&gt;: "&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_51"&gt;Carmilla&lt;/span&gt;, è per quello che la gente lo fa! Alla tua età non sei mai stata in prigione. Non hai mai nemmeno preso una multa!"&lt;br /&gt;C'è un sincero &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_52"&gt;disprezzo&lt;/span&gt; nella sua voce e comincio a preoccuparmi. Cerco di giustificare la mia posizione.&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_53"&gt;Carmilla&lt;/span&gt; (a bassa voce): "Non guido spesso..."&lt;br /&gt;So che dare ascolto a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_54"&gt;Ruthven&lt;/span&gt; non è mai una buona idea ma inizio a pensare che forse non ha tutti i torti. Magari dovrei osare di più...&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_55"&gt;Carmilla&lt;/span&gt; (speranzosa): "Possiamo organizzare qualcosa insieme?"&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_56"&gt;Ruthven&lt;/span&gt;: "Scordatelo! Basta scorciatoie. Devi trovare da sola la strada per diventare un'artista dannata. Abbiamo delle lamette in casa?" Chiede la cornacchia con fare autoritario&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_57"&gt;Carmilla&lt;/span&gt; (preoccupata): "A che servono le lamette?"&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_58"&gt;Ruthven&lt;/span&gt;: "Ma devo spiegarti tutto io? Per le scarificazioni! Ti fai dei tagli profondi su tutto il corpo per esprimere il tuo disprezzo per il dolore fisico e per il mondo materiale"&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_59"&gt;Carmilla&lt;/span&gt; (sempre più preoccupata): "Ma io non disprezzo il dolore fisico!"&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_60"&gt;Ruthven&lt;/span&gt;: "Se combini i tagli con attenzione puoi anche scrivere delle parole o tracciare semplici simboli esoterici..."&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_61"&gt;Theo&lt;/span&gt; decide che è il caso di intervenire.&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_62"&gt;Theo&lt;/span&gt;: "Non credo che tagliuzzarsi gioverà alla sua ispirazione &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_63"&gt;artistica&lt;/span&gt;."&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_64"&gt;Ruthven&lt;/span&gt;: "Ma che fai, mi remi contro? L'avevo quasi convinta!"&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_65"&gt;Theo&lt;/span&gt;: "Ho un'idea migliore, perché non chiedi un consiglio a lei?"&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_66"&gt;Carmilla&lt;/span&gt; (disorientata): "A chi?"&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_67"&gt;Theo&lt;/span&gt;: "A lei, a occhio e croce direi che un suo parere potrebbe giovarti."&lt;br /&gt;Mi indica con la mano pelosa il mio divano, al momento occupato da una donna che non ho mai visto prima, abbigliata di tutto punto con eleganti indumenti maschili di metà ottocento.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15768384-8281055580682074445?l=storiedifantasmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/feeds/8281055580682074445/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15768384&amp;postID=8281055580682074445&amp;isPopup=true' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/8281055580682074445'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/8281055580682074445'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/2008/04/je-ne-suis-pas-maudit.html' title='Je (ne) suis (pas) maudit [parte prima]'/><author><name>Carmilla</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07575266222361802997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://static.flickr.com/90/254843952_ac4c2c320e_o.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_2pbIl1kx6uQ/SAUYIaCKZjI/AAAAAAAAABU/kcj3LEaPv5U/s72-c/crow.jpg+2inter.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15768384.post-3001818973433321032</id><published>2007-10-06T14:23:00.000-07:00</published><updated>2007-10-07T02:30:02.252-07:00</updated><title type='text'>Copacabana (parte ottava e ultima)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_2pbIl1kx6uQ/Rwf9ccqGZEI/AAAAAAAAAA0/WTzyN3Y59zI/s1600-h/71093543.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_2pbIl1kx6uQ/Rwf9ccqGZEI/AAAAAAAAAA0/WTzyN3Y59zI/s200/71093543.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5118338166700794946" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Tutti almeno una volta abbiamo finto che un regalo ci piacesse. Per non ferire chi lo aveva donato in buona fede, perché comunque, per quanto brutto, inutile o ingombrante, era pur sempre un segno d'affetto.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Confesso, però, che una noce di cocco mi mette in una certa difficoltà. A trarmi d'impaccio è la scarsa ricettività del donatore che non può nemmeno concepire che un suo presente possa essere meno che gradito.&lt;br /&gt;Ruthven: "Che bel pensiero. Peccato che abbiamo finito l'ananas..."&lt;br /&gt;Carmilla (cercando di coprire la voce di Ruthven): "Maestà sono... senza parole..."&lt;br /&gt;Theo (sottovoce): "Questo è sicuro..."&lt;br /&gt;Rodolfo sorride compiaciuto: "Sono felice che la teniate voi. L'avete meritata con la vostra genitlezza."&lt;br /&gt;Ruthven (eccessivamente cerimonioso): "No maestà, non possiamo accettare"&lt;br /&gt;Il nostro imperatore respinge con magnanimità le proteste di Ruthven che non immagina ironiche.&lt;br /&gt;Rodolfo II: "Un grande sovrano si misura dalla sua generosità".&lt;br /&gt;Ruthven: "Ora capisco come sia finito il Sacro Romano Impero..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una noce di cocco. Immagino anche andata a male, per inciso. Una noce di cocco del 1600. Chi sa se ha un valore antiquario. O botanico...&lt;br /&gt;Rodolfo II: "Ho preso una decisione importante". dice con voce teatrale. "Mi recherò a Roma in pellegrinaggio. Il papa mi riceverà".&lt;br /&gt;Immaginare la scena mi diverte molto. Pretenederà di farsi ricevere dal papa in carica? Il buon Ratzinger può vedere i fantasmi? O l'imperatore cercherà lo spirito del papa che lo incoronò? Chi sa se tutti gli ex papi infestano bonariamente il Vaticano, mi chiedo tra me e me.&lt;br /&gt;Intanto mi gingillo con la noce di cocco.&lt;br /&gt;Rodolfo II: "Madame..."&lt;br /&gt;Rodolfo secondo mi riporta alla realtà. Per quanto l'espressione possa suonare involontariamente ridicola&lt;br /&gt;Carmilla: "Dite pure maestà"&lt;br /&gt;Rodolfo II: "Se fossi in voi non lo farei". Non è proprio un rimprovero, più una raccomandazione. Mi scuso con lui. Non vorrei che pensasse che non ho apprezzato il suo regalo.&lt;br /&gt;Carmilla: "Vado a riporlo in un luogo più... adeguato"&lt;br /&gt;Ruthven: "Il frigo è pieno!"&lt;br /&gt;Rodolfo II: "In una cassaforte?"&lt;br /&gt;Carmilla (prima stranita poi accondiscendente): "Certo sì, qualcosa di simile."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Salgo nella mia camera da letto e poggio cerimoniosamente la noce di cocco sulla specchiera. Rodolfo potrebbe essere ancora in giro. Accarezzo la superficie levigata dagli anni. A chi può venire in mente di conservare una noce di cocco così a lungo?&lt;br /&gt;Theo entra nella stanza con un'aria divertita.&lt;br /&gt;Theo: "Questa devi leggerla assolutamente". Ha in mano la guida di Praga e mi mostra un piccolo articolo sui «tesori» di Rodolfo secondo.&lt;br /&gt;Carmilla: "Certo che ha dissipato un impero"&lt;br /&gt;Theo: "Sì ma la cosa divertente è un'altra" e mi indica una foto. "Il cocco doveva piacergli proprio tanto!"&lt;br /&gt;Carmilla: "Non è possibile! Ha fatto incastonare di oro e pietre preziose una noce di cocco!"&lt;br /&gt;Theo: "Sì, è esposta."&lt;br /&gt;Carmilla (sorridendo): "Questo dimostra, se non altro, che ci stima molto"&lt;br /&gt;Theo sorride e alza le spalle pelose&lt;br /&gt;Theo: "Ti lascio lavorare".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_2pbIl1kx6uQ/Rwf-DMqGZFI/AAAAAAAAAA8/ZxfVhzvG1oM/s1600-h/C1530ch11X_.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_2pbIl1kx6uQ/Rwf-DMqGZFI/AAAAAAAAAA8/ZxfVhzvG1oM/s200/C1530ch11X_.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5118338832420725842" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Accendo il computer e per qualche ora il mondo dei vivi mi riassorbe. Quando decido di fare una pausa è già buio da un pezzo. Non ho nemmeno cenato. Scendo in cucina e accendo la luce.&lt;br /&gt;Sul divano, con l'aria smarrita, c'è Rodolfo II. La luce lo ha spaventato e ci mette un po' a riconoscermi. Povero imperatore, speriamo che riesca a cavarsela in giro da solo per il mondo.&lt;br /&gt;Carmilla: "Siete ancora qui, maestà?"&lt;br /&gt;Rodolfo II sembra vergognarsi. Non mi è mai apparso così vecchio e fragile.&lt;br /&gt;Rodolfo II: "Io... non ricordo più dove dovevo andare."&lt;br /&gt;Carmilla (dolcemente): "Dal papa, maestà."&lt;br /&gt;Si illumina di gioia.&lt;br /&gt;Rodolfo II: "Esatto. Proprio da Sua Santità."&lt;br /&gt;Vorrei scriverglielo su un biglietto ma di certo lo perderebbe. Mi guarda con tenerezza.&lt;br /&gt;Rodolfo II: "Non l'avrei regalata a nessun altri che a voi"&lt;br /&gt;Carmilla (simulando orgoglio): "La noce di cocco?"&lt;br /&gt;Rodolfo II: "La noce di cocco ha una sua eleganza naturale che apprezzo molto ma è sciocco da parte vostra tenerla più da conto della miniatura"&lt;br /&gt;Carmilla: "La miniatura?"&lt;br /&gt;Rodolfo sorride: "Una spledida miniatura di giada giapponese. Molto antica. Un gioiello di perfezione."&lt;br /&gt;Carmilla incredula: "Maestà mi avete regalato un'opera d'arte antica di secoli?"&lt;br /&gt;Rodolfo II: "Sono sempre stato munifico con chi era nelle mie grazie"&lt;br /&gt;La notizia mi agita. Possiedo una cosa di incalcolabile valore. E ci giocherellavo. Che farci? Venderla a qualche mercante? A un museo? Tenerla per me? Donarla al popolo? La questione mi sembra di difficile risoluzione ma di certo ogni opzione prevede un passo preliminare&lt;br /&gt;Carmilla: "Maestà qual è il modo corretto di... estrarla dal suo elegante involucro?"&lt;br /&gt;Rodolfo II: "Dalla noce di cocco, dite?"&lt;br /&gt;Annuisco con forza sperando che la lucidità dell'imperatore duri a sufficienza per darmi questa informazione cruciale prima che lui sparisca e probabilemnte si dimentichi che noi siamo mai esistiti&lt;br /&gt;Rodolfo II: "Oh ma non si può"&lt;br /&gt;Carmilla: "COSA?!"&lt;br /&gt;Rodolfo II: "Non immaginate quanti esperimenti ho fatto! Sono arrivati alla mia corte artigiani e artisti di tutto il mondo. Ma solo uno è stato capace di richiudere la noce alla perfezione. Se guardate è quasi imppossibile persino scorgere il taglio." È visibilmente fiero dell'impresa.&lt;br /&gt;Carmilla: "Ma la miniatura, come si può separare dal legno?"&lt;br /&gt;Rodolfo II (sorpreso): "Perché farlo?"&lt;br /&gt;Carmilla: "Beh non so, per guardarla per esempio?"&lt;br /&gt;Rodolfo si ferma a riflettere come se l'idea lo toccasse per la prima volta e non gli sembrasse poi del tutto balorda. Poi scuote la testa con noncuranza. "Ad ogni modo non è più possibile"&lt;br /&gt;Carmilla (addolorata): "Ne siete proprio sicuro?"&lt;br /&gt;Rodolfo II: "Sì, la miniatura andrebbe in pezzi se si provasse ad aprire l'involucro"&lt;br /&gt;La situazione è talmente paradossale che non riesco nemmeno a soffrire. Forse imprecherò domani.&lt;br /&gt;Rodolfo (sorridendo): "Potreste vederla come una metafora dell'essere umano: una grande ricchezza racchiusa in un involucro ben misero."&lt;br /&gt;Non sono particolarmente incline alla spiritualità in quetso preciso momento...&lt;br /&gt;Rodolfo prende la sua borsa misteriosa e si avvia. Ma si ferma un ultimo momento sulla porta.&lt;br /&gt;Rodolfo (accarezzando Carmilla): "Sono stato bene qui. Vi ricorderò."&lt;br /&gt;Non posso che sorridere e sperare, per ora, che continui a ricordarsi chi è lui.&lt;br /&gt;Fa due passi poi torna indietro&lt;br /&gt;Rodolfo II: "Quasi dimenticavo di dirvelo, la lettera che stavate aspettando è arrivata."&lt;br /&gt;Carmilla: "Maestà è sempre un dolore contraddirvi ma io non aspettavo nessuna letter..."&lt;br /&gt;È già andato. Questa volta non solo in senso figurato.&lt;br /&gt;Anche se non aspetto nessuna missiva la curiosità risvegliata mi obbliga a dare una controllatina veloce alla mia cassetta postale. Quel vecchio squinternato aveva ragione, si intravede un'ombra. Apro velocemente con le chiavi.&lt;br /&gt;Spedire lettere cartacee è una splendida usanza che scompare, inesorabilmente soppiantata dall'indiscussa maggiore funzionalità dell'email. Io per prima appartengo alla schiera dei colpevoli di questo crudele misfatto. Conosco una sola persona che scrive e spedisce ancora cartoline. Forse «persona» non è la definizione più consona.&lt;br /&gt;Rigiro tra le mani il rettangolo di cartoncino che riproduce una graziosa stampa giapponese tradizionale. Farà buona compagnia alla miniatura ming o a qualunque altra diavoleria - vera o immaginaria - sia contenuta in quella noce di cocco.&lt;br /&gt;Dietro non c'è scritto nulla, non è necessario. Rientro in casa e salendo le scale mi fermo un momento a immaginare Henri con un kimono di seta.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15768384-3001818973433321032?l=storiedifantasmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/feeds/3001818973433321032/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15768384&amp;postID=3001818973433321032&amp;isPopup=true' title='4 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/3001818973433321032'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/3001818973433321032'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/2007/10/copacabana-parte-ottava-e-ultima.html' title='Copacabana (parte ottava e ultima)'/><author><name>Carmilla</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07575266222361802997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://static.flickr.com/90/254843952_ac4c2c320e_o.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_2pbIl1kx6uQ/Rwf9ccqGZEI/AAAAAAAAAA0/WTzyN3Y59zI/s72-c/71093543.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15768384.post-4038118281013338328</id><published>2007-03-30T17:21:00.000-07:00</published><updated>2007-03-30T17:30:45.102-07:00</updated><title type='text'>Cose preziose (parte settima)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_2pbIl1kx6uQ/Rg2qU1p0u3I/AAAAAAAAAAs/kiaa0rEkSoA/s1600-h/10026678.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_2pbIl1kx6uQ/Rg2qU1p0u3I/AAAAAAAAAAs/kiaa0rEkSoA/s200/10026678.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5047878032328801138" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Sono stata in apprensione tutto il giorno e ora finalmente rientro a casa. Quello che vedo aprendo la porta non aiuta a dissipare le mie paure.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’assicuratore e Rodolfo II sono ancora seduti allo stesso tavolo. La nota positiva è che l’odioso individuo sembra davvero provato. Non deve essere facile passare una giornata intera con l’imperatore.&lt;br /&gt;La nota negativa, invece, è la pila di fogli prestampati che campeggia minacciosa.&lt;br /&gt;Ruthven e Theo assistono placidamente alla scena.&lt;br /&gt;Carmilla (preoccupata): “Che sta succedendo?”&lt;br /&gt;Theo (senza guardarla): “È pazzesco, ne ha firmati a decine”&lt;br /&gt;Carmilla (sempre più preoccupata): “Di cosa?”&lt;br /&gt;Ruthven: “Di moduli per l’assicurazione, naturalmente. Si è assicurato contro tutto. Anche contro la rottura del parabrezza. Tu conosci qualcuno a cui si è improvvisamente rotto il parabrezza?”&lt;br /&gt;Carmilla: “E voi siete semplicemente rimasti a guardare? Non potevate fare qualcosa?”&lt;br /&gt;Ruthven (con candore): “Theo voleva fermarli in un primo momento, ma era una scena troppo divertente! Guarda!”&lt;br /&gt;Sebbene trovi disdicevole il loro comportamento la tentazione di una sbirciatina è più forte.&lt;br /&gt;Rodolfo (cercando di fare il punto): “Quindi se mi succede questa cosa prevista dal modulo voi mi pagate”&lt;br /&gt;Assicuratore (sfinito, si sforza di essere ancora gentile): “Certo maestà, ne abbiamo già parlato.”&lt;br /&gt;Rodolfo :”Basta che io firmi, allora”&lt;br /&gt;Assicuratore: “Sì e che versiate ogni anno una piccola quota”&lt;br /&gt;Rodolfo (burbero): “No vi sbagliate, siete voi che dovete pagare me. Io non posso assicurarvi”&lt;br /&gt;Assicuratore: “No maestà, ma dovete pagare una quota annuale se volete che l’assicurazione sia valida al momento del bisogno”&lt;br /&gt;Rodolfo (pensieroso): “Ma devo pagarvi solo quando la cosa per cui sono assicurato si verifica?”&lt;br /&gt;Assicuratore (sempre più stanco): “No vostra grazia, quando la cosa si verifica paghiamo noi”&lt;br /&gt;Rodolfo (esultante): “Allora era come dicevo io!”&lt;br /&gt;Assicuratore: “Ma se non si verifica nulla pagate voi.”&lt;br /&gt;Rodolfo (resta in silenzio, un po’ contrariato, poi esclama): “Non ho capito, rispiegatemelo.”&lt;br /&gt;Theo (rapito): “Carmilla, è incredibile, avranno ripetuto questa scena dozzine di volte. Inizio a provare pena per quel poveretto.”&lt;br /&gt;Io, lo confesso, ancora no&lt;br /&gt;L’Assicuratore, è chiaro, non desidera che una cosa: finire e andare via&lt;br /&gt;Assicuratore: “Rimane solo la polizza contro le epidemie”&lt;br /&gt;Rodolfo scoppia in una fragorosa risata.&lt;br /&gt;L’assicuratore lo guarda perplesso, questa polizza non è più assurda delle altre.&lt;br /&gt;Rodolfo: “Il mio tocco è taumaturgico” spiega con accondiscendenza.&lt;br /&gt;Non gli sembra vero, ha finito. Raccoglie tutte le sue scartoffie, si aggiusta cravatta e giacca e dice, con la poca energia che gli è rimasta: “Maestà, per il compenso ho calcolato...”&lt;br /&gt;Rodolfo (interrompendo): Non dite nulla. Ho deciso di premiare la vostra pazienza e perseveranza pagandovi certo più di quanto avreste avuto l’ardire di chiedere.”&lt;br /&gt;Per un attimo torno a veder brillare l’ingordigia nei suoi occhi. E si riaccende l’odio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_2pbIl1kx6uQ/Rg2qDlp0u2I/AAAAAAAAAAk/pVtSK8GWK_A/s1600-h/%2124praga.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_2pbIl1kx6uQ/Rg2qDlp0u2I/AAAAAAAAAAk/pVtSK8GWK_A/s200/%2124praga.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5047877735976057698" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Carmilla (insofferente): “Theo facciamo qualcosa. Che quel tizio riceva anche un compenso non lo sopporto”&lt;br /&gt;Theo: “Che vuoi fare? Non puoi impedirgli di disporre di sé e di ciò che possiede. Lo offenderesti. Non puoi trattarlo come un vecchio demente”&lt;br /&gt;Carmilla: “Beh però lo è...”&lt;br /&gt;Theo: “Sì ma non è carino dirglielo”&lt;br /&gt;Restiamo pensierosi&lt;br /&gt;Rodolfo: “Portatemi la mia borsa”&lt;br /&gt;Ruthven obbedisce di malavoglia e poi viene a posarsi sulla mia spalla&lt;br /&gt;Ruthven: “Se stacca una pietra dalla borsa mi cadranno tutte le piume per la tristezza. Con una sola di quelle bambine potremmo andarci avanti vari mesi”&lt;br /&gt;Carmilla (sconsolata): “Non ci pensare.”&lt;br /&gt;Rodolfo pesca nella sua borsa poi ne tira fori una scatoletta di legno, una penna d’oca e una barretta rossa.&lt;br /&gt;Rodolfo (declamando): “Per tutti i vostri preziosi servigi io vi nomino attendente del vice ciambellano del Sacro Romano Impero”. E poi aggiunge confidenzialmente “È una carica per cui molti uomini si sono assassinati. Del fuoco!”&lt;br /&gt;Dalla scatola tira fuori una pergamena e con la penna d’oca verga in pomposi e svolazzanti caratteri una nomina imperiale. Gli porgo timidamente un fiammifero acceso, lui scalda la barretta di cera e vi appone il suo sigillo.&lt;br /&gt;Rodolfo (soddisfatto): “Ecco a voi”&lt;br /&gt;L’assicuratore non può che ringraziare cerimoniosamente, nonostante sia verde di bile. Ha passato una mattina d’inferno e tutto quello che ha guadagnato è la nomina ad una carica che non esiste più in un regno scomparso. Di sicuro non lo vedrò più da queste parti.&lt;br /&gt;Rodolfo: “Vi consiglio di iniziare a recarvi al castello per insediarvi. Vi vedrò con piacere al mio ritorno. Intanto chiedete del mio cameriere, sarà a vostra disposizione. Alla vista del sigillo nessuno dubiterà. Ora potete andare.”&lt;br /&gt;Il suo tono non ammette repliche o aggiunte e la sua attenzione, del resto è già tutta da un’altra parte.&lt;br /&gt;Apro con gioia la porta e saluto con un sorriso ciò che resta dell’assicuratore.&lt;br /&gt;Carmilla (ironicamente): “Buon insediamento”&lt;br /&gt;Appena l’intruso è andato via Rodolfo inizia a ridere di gusto.&lt;br /&gt;Rodolfo: “Che scena impagabile! Erano anni che non mi divertivo così. Forse decenni!”&lt;br /&gt;Guardo il sovrano con sorpresa&lt;br /&gt;Carmilla: “Maestà, ma voi...”&lt;br /&gt;Mi guarda con aria maliziosa&lt;br /&gt;Rodolfo: “Ma io?”&lt;br /&gt;Carmilla: “Nulla, volevo dire...”&lt;br /&gt;Rodolfo: “Temevate che m’ingannasse?”&lt;br /&gt;Carmilla: “Beh, ero preoccupata per voi, lo confesso.”&lt;br /&gt;Rodolfo (dolcemente): “Non sono sciocco come sembro”&lt;br /&gt;Carmilla (nascondendo l’imbarazzo): “Ma perché lo avete fatto?”&lt;br /&gt;Rodolfo: “Non mi sono mai piaciuti i villani.”&lt;br /&gt;Temo di averlo mal giudicato&lt;br /&gt;Carmilla: “Gli avete fatto davvero un bello scherzo!”&lt;br /&gt;Rodolfo (allegrissimo): “Già, ho usato il sigillo di sicurezza! Quando arriverà al castello scoprirà che l’atto non è valido.”&lt;br /&gt;Sono confusa. Si prende gioco anche di me o è completamente idiota?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rodolfo: “Per voi e per i vostri amici però ho un regalo vero.”&lt;br /&gt;La parola regalo risuona come un campanello e i miei “fidi” compagni si materializzano accanto a me.&lt;br /&gt;Sua maestà riprende a pescare nella sua imperiale borsa aumentando la suspance.&lt;br /&gt;Ruthven: “Mary Poppins con la barba è un’immagine disgustosa”&lt;br /&gt;Carmilla: “Non pensarci”&lt;br /&gt;Le nostre futili supposizioni vengono interrotte dal grido di trionfo di Rodolfo II. Il mistero di cosa contenga esattamente la sua borsa resta insoluto.&lt;br /&gt;Come spesso accade, almeno nella mia vita, la realtà ha superato l’immaginazione. L’imperatore sbiellato ci porge una noce di cocco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15768384-4038118281013338328?l=storiedifantasmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/feeds/4038118281013338328/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15768384&amp;postID=4038118281013338328&amp;isPopup=true' title='8 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/4038118281013338328'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/4038118281013338328'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/2007/03/cose-preziose-parte-settima.html' title='Cose preziose (parte settima)'/><author><name>Carmilla</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07575266222361802997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://static.flickr.com/90/254843952_ac4c2c320e_o.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_2pbIl1kx6uQ/Rg2qU1p0u3I/AAAAAAAAAAs/kiaa0rEkSoA/s72-c/10026678.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15768384.post-5050829165300904572</id><published>2007-03-19T16:39:00.000-07:00</published><updated>2007-03-28T15:01:47.978-07:00</updated><title type='text'>Rassicurazioni (parte sesta)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_2pbIl1kx6uQ/Rf8fV9DTLkI/AAAAAAAAAAM/YpjIShKAUC8/s1600-h/200498336-001.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_2pbIl1kx6uQ/Rf8fV9DTLkI/AAAAAAAAAAM/YpjIShKAUC8/s200/200498336-001.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5043784569704361538" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Al mio risveglio si è verificato un curioso paradosso spaziotemporale: sono trascorsi solo due minuti ma l’orologio cerca di convincermi che le magre ore di sonno a mia disposizione sono già scadute.&lt;br /&gt;Mi alzo, afferro a i primi indumenti che mi capitano sottomano e raggiungo la cucina.&lt;br /&gt;Pesco dalla credenza qualcosa che abbia “cioccolato” tra gli ingredienti e mi dirigo frettolosamente verso la porta; ma pochi istanti prima che io poggi la mano sul pomello il campanello suona.&lt;br /&gt;Meraviglioso, sarà il postino. Non c’è nulla di meglio che ricevere una lettera di primo mattino, sarà una bella giornata, lo sento.&lt;br /&gt;Apro con l’impeto dell’ottimismo ma, invece del postino, mi trovo davanti un perfetto sconosciuto.&lt;br /&gt;Ha un età imprecisata e indossa un completo scuro a righe, una camicia col collo rigido e una cravatta grande come una tovaglia. Un’idea discutibile di eleganza.&lt;br /&gt;Vedendomi cerca di produrre il suo miglior surrogato di un’espressione accattivante ma, sarà l’implicito rimprovero di non essere il postino, il tentativo non è particolarmente riuscito.&lt;br /&gt;Sconosciuto buzzurro: “Buongiorno signora”&lt;br /&gt;Carmilla (seccata che qualcuno l’abbia chiamata “signora”): “Prego?”&lt;br /&gt;Sconosciuto buzzurro: “Vorrei farle delle domande, se mi consente”&lt;br /&gt;Carmilla: “Veramente stavo uscendo”&lt;br /&gt;Sconosciuto buzzurro: “Solo pochi minuti...”&lt;br /&gt;Si intrufola in casa con la stessa abilità di un capitone.&lt;br /&gt;Sconosciuto buzzurro: “Innanzitutto vorrei sapere se lei è viva o morta”&lt;br /&gt;È un cretino o cosa? Sto per chiederglielo, proprio così, testualmente, quando capisco che è solo l’ennesimo trapassato che non ha di meglio da fare che importunare la gente che lavora.&lt;br /&gt;Carmilla (antipatica): “Sono viva, naturalmente”&lt;br /&gt;Sconosciuto buzzurro (con entusiasmo): “Complimenti signora! Non sembra, davvero.”&lt;br /&gt;Non c’è niente di peggio che incontrare uno stronzo di prima mattina. Sarà una giornata difficile, temo.&lt;br /&gt;Carmilla: “Posso fare altro per lei?” chiedo sperando che il tono stizzito sia più eloquente del significato letterale delle mie parole. Ma l’importuno non capisce o, forse, finge di non capire.&lt;br /&gt;Sconosciuto buzzurro: “Sa, signora è meraviglioso incontrare qualcuno di vivo con cui possa parlare.”&lt;br /&gt;Carmilla: “Me ne rallegro ma sono molto in ritardo.”&lt;br /&gt;Sconosciuto buzzurro (insinuante): “È qui che la volevo! Lo sa che la fretta è uno dei principali fattori che fa aumentare il rischio?”&lt;br /&gt;“Il rischio di che?” faccio l’errore di chiedere.&lt;br /&gt;Sconosciuto buzzurro: “Ma come di che?” risponde con il suo insostenibile piglio da televenditore “Il rischio che le succeda qualcosa. Un sinistro, un accidente. Dal semplice fastidio a... mi capisce... la tragedia, contemplando tutti gli stati intermedi.”&lt;br /&gt;Direi che quest’uomo mi sta esplicitamente portando sfiga e trovo la cosa perlomeno scortese.&lt;br /&gt;Carmilla: “Non ricordo cosa ha detto di volere in casa mia”&lt;br /&gt;Sconosciuto buzzurro: “Suvvia signora non si alteri, cerchi di essere comprensiva. Sono stato un assicuratore tutta la vita, non so fare altro. Ma ora sono morto e posso parlare quasi esclusivamente con degli altri morti. Ma lei crede che i morti vogliano assicurarsi? Il peggio che poteva succedergli è già successo e io? Cosa posso fare? Sia buona, una piccola assicurazione. Contro incendi, terremoti. E se succedesse qualcosa alla casa?”&lt;br /&gt;Mastico bestemmie mute&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_2pbIl1kx6uQ/RgrlpVp0u0I/AAAAAAAAAAU/_qzQzsWr0k8/s1600-h/rudolph.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_2pbIl1kx6uQ/RgrlpVp0u0I/AAAAAAAAAAU/_qzQzsWr0k8/s200/rudolph.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5047098830772026178" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Carmilla: “Guardi la sua storia è commovente, ma io devo proprio andare”&lt;br /&gt;Assicuratore: “Mi permetto di insistere”&lt;br /&gt;RodolfoII: “Io sarei interessato a queste cosidette «assicurazioni»...”&lt;br /&gt;Un lampo misto di ingordigia e pura gioia si accende nelle pupille dell’ambiguo individuo.&lt;br /&gt;Parzialmente smorzato nello scoprire che il suo interlocutore è un attempato signore barbuto dall’aria non esattamente penetrante.&lt;br /&gt;Assicuratore: “Sarò felice di spiegarle tutto. Ha cinque minuti da dedicarmi?”&lt;br /&gt;Il suono di questa locuzione automatica, quasi il preludio ad una sinfonia di truffa fa scattare in me l’istinto di protezione. Lasciare Rodolfo II con questo tizio è omissione di soccorso, circonvenzione d’incapace, insomma il mio senso morale mi impone di fare qualcosa.&lt;br /&gt;Carmilla: “Maestà perdonate l’intrusione. Come il signore spiegava prima i suoi servigi sono... ridondanti... per le persone nella sua situazione.”&lt;br /&gt;RodolfoII (interdetto): “Quale situazione?”&lt;br /&gt;Carmilla (sperando di non provocare imbarazzo): “Beh, le persone morte...”&lt;br /&gt;Rodolfo sorride sollevato: “ah ma un imperatore non muore mai. A livello giuridico ho gli stessi diritti di un vivo.”&lt;br /&gt;Carmilla: “Secondo quale ordinamento giuridico?”&lt;br /&gt;RodolfoII: “Il mio... Ma non eravate in ritardo? Su, andate...”&lt;br /&gt;“Sì, andate...” rincara l’infingardo.&lt;br /&gt;Discutere lo so, non serve.&lt;br /&gt;Assicuratore: “Signora?”&lt;br /&gt;Carmilla: “Si?”&lt;br /&gt;Assicuratore: “Mi raccomando, mai di fretta eh?”&lt;br /&gt;Sarà una giornata di merda, lo so...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15768384-5050829165300904572?l=storiedifantasmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/feeds/5050829165300904572/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15768384&amp;postID=5050829165300904572&amp;isPopup=true' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/5050829165300904572'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/5050829165300904572'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/2007/03/rassicurazioni.html' title='Rassicurazioni (parte sesta)'/><author><name>Carmilla</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07575266222361802997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://static.flickr.com/90/254843952_ac4c2c320e_o.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_2pbIl1kx6uQ/Rf8fV9DTLkI/AAAAAAAAAAM/YpjIShKAUC8/s72-c/200498336-001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15768384.post-117278878202004421</id><published>2007-03-01T14:29:00.000-08:00</published><updated>2007-03-01T14:40:24.403-08:00</updated><title type='text'>Vivir para contarla (parte quinta)</title><content type='html'>Rodolfo II d’Asburgo, imperatore, ci sta implorando di trovare un modo per lenire il suo dolore.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7947/1470/1600/17860/Blue-Flower-Watercolor-Tile-Design-Giclee-Print-C11857617.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7947/1470/200/233012/Blue-Flower-Watercolor-Tile-Design-Giclee-Print-C11857617.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Mi sento impotente e mi si spezza il cuore. Anche Teo, Ruthven e Muriel si guardano alla ricerca, infruttuosa, di una buona idea.&lt;br /&gt;L’unica a non aver perso la calma è la Barosessa che, senza compatirlo troppo e senza perdere il suo cipiglio, lo fa riaccomodare sul divano.&lt;br /&gt;Non credo lo faccia per mancanza di sensibilità ma piuttosto perché l’imperatore ha l’aria di uno di quei personaggi che è sempre pericoloso compiangere.&lt;br /&gt;Baronessa: “Parlateci di lei”&lt;br /&gt;Rodolfo II: “Cosa volete dire?”&lt;br /&gt;Baronessa: “Come era Esther?.”&lt;br /&gt;Rodolfo II pare dimenticare i suoi tristi affanni e con la gioia con cui tutti gli innamorati si dilungano sulle virtù del proprio oggetto d’amore, incomincia: “Esther era piena di vitalità e di un fascino senza artifici. Era minuta e bruna, aveva lunghissimi capelli neri e incredibilmente crespi” Rodolfo II sorride affettuosamente e poi continua, senza rivolgersi a nessuno in particolare “lei odiava i suoi capelli, per questo li portava quasi sempre coperti con un dei teli morbidi. A me invece piacevano molto e quando la vedevo li scoprivo, subito. Le dicevo che quella era la prova che, qualche secolo prima, i suoi antenati avevano camminato nel deserto.”&lt;br /&gt;Carmilla: “E poi?” Ormai sono preda della curiosità ma non ci sarebbe davvero bisogno di invitarlo a parlare.&lt;br /&gt;Rodolfo II: “Aveva la pelle chiara e grandi occhi neri. Le labbra avevano una piega quasi severa, ma tutta la sua sensualità era rivelata da una spia impertinente... (sorride) un piccolo neo scuro, proprio qui” dice appoggiano l’indice poco sopra il suo labbro superiore.&lt;br /&gt;Baronessa: “Cosa le piaceva?”&lt;br /&gt;Rodolfo II: “Il blu, le piacevano gli oggetti e i tessuti che avessero quel colore. E anche i fiori o le pietre. Ho comprato innumerevoli ceramiche dall’oriente solo perché possedevano una sfumatura di blu. Come se un giorno lei potesse vederle...”&lt;br /&gt;Rodolfo sta per ripiombare nella malinconia ma la Baronessa lo pungola&lt;br /&gt;Baronessa: “Cosa facevate insieme?”&lt;br /&gt;Rodolfo II: “Io non lo so esattamente... credo quello che fanno tutti gli innamorati...”&lt;br /&gt;Lancio uno sguardo inibitore a Ruthven prima che dica qualcosa di inopportuno&lt;br /&gt;Rodolfo II: “Stavamo vicini, quanto più potevamo, e parlavamo continuamente. Di cosa poi... non saprei dirlo... credo che quasi sempre parlassimo di noi stessi e di quanto ci fossimo mancati e di quanto fosse lungo e privo di senso il giorno senza l’altro e quanto fosse più amabile e dolce la notte che ci riuniva. Credo che fossero discorsi molto sciocchi...”&lt;br /&gt;Baronessa: “Camminavate insieme?”&lt;br /&gt;Rodolfo II: “A volte, facevamo brevi passeggiate e osservavamo le stelle o i gatti randagi. Eravamo felici. È difficile raccontare la felicità.”&lt;br /&gt;Baronessa: “La tenevate per mano?”&lt;br /&gt;Rodolfo II: “Sì, non avrei dovuto ma sapevo di percorrere le strade di una città incantata, non ne ero certo ma sentivo che non avremmo incontrato nessuno e che avremmo potuto essere davvero liberi. Come nessuno è mai, nella vita reale.”&lt;br /&gt;Rodolfo si ossrva la mano e la stringe dolcemente, come se volesse racchiudervi qualcosa di fragile e prezioso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7947/1470/1600/684374/0479-000621.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7947/1470/200/687755/0479-000621.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Rodolfo II: “Aveva belle mani, Esther. Piccole ma forti. A me piaceva riempirle di baci...”&lt;br /&gt;Rodolfo II riprende contatto con la realtà e d’improvviso si accorge che oltre ad una elegante signora di mezza età ha davanti a sè un uditorio folto e molto meno distinto. Comprensibilmente il riserbo prende il sopravvento e il sovrano triste decide che è il momento di interrompere il suo racconto.&lt;br /&gt;Capita la situazione ci disperdiamo simulando disinteresse.&lt;br /&gt;Baronessa: “Allora maestà, com’è stato?”&lt;br /&gt;Rodolfo II: “Cosa madame?”&lt;br /&gt;Baronessa: “Ricordare. E raccontarlo.”&lt;br /&gt;Rodolfo II: “Meraviglioso” risponde con dolorosa malinconia&lt;br /&gt;Baronessa: “Era quasi come quando la sognavate?”&lt;br /&gt;Rodolfo II: “Niente è come quando la sognavo. Però... sì grazie, è stato molto bello. Era come se la rivedessi. Mi sono sentito meno solo.”&lt;br /&gt;La Baronessa gli prende la mano e la stringe con affetto.&lt;br /&gt;Chissà se questo riappacificherà Rodolfo II e la realtà. Temo di no ma sono felice di vederlo meno angosciato.&lt;br /&gt;È quasi l’alba. Se mi teletrasporto nel letto forse potrò dormire un’ora o due.&lt;br /&gt;I fantasmi sono creature piuttosto prevedibili, solitamente. Da Rodolfo II mi sarei aspettata che ci ringraziasse e togliesse il disturbo. Invece il nobile Asburgo è ancora lì, pensieroso (o assente, è difficile giudicare) sul mio divano.&lt;br /&gt;Il suo sguardo incontra il mio e dopo qualche secondo di silenzio sua grazia mi dice&lt;br /&gt;Rodolfo II: “Credo che rimarrò qui ancora per un po’.”&lt;br /&gt;Certo un morto fuori di testa in più o in meno non fa una gran differenza. Ma c’è qualcosa che mi fa sospettare che non sia una buona idea. Anche se non saprei dire esattamente perchè.&lt;br /&gt;Ci penserò domani, ora devo cercare di dormire.&lt;br /&gt;Carmilla: “Allora io mi ritiro nella mia stanza, maestà”&lt;br /&gt;Rodolfo II: “Certo, certo vi do il permesso”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7947/1470/1600/634467/aa_franklinb_writer_1_e.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7947/1470/200/158182/aa_franklinb_writer_1_e.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;I motivi di perplessità si fanno meni confusi...&lt;br /&gt;Mentre salgo le scale lo sguardo mi cade su un quaderno che avevo comprato qualche giorno fa dimenticando colpevolemnte che ormai scrivo quasi esclusivamente al computer.&lt;br /&gt;È talmente tardi che non saranno 10 minuti di sonno in più a salvarmi dall’emicrania. Scendo di nuovo a pian terreno e prendo il quaderno e una penna.&lt;br /&gt;Mi avvicino al divano&lt;br /&gt;Carmilla: “Meastà?”&lt;br /&gt;Rodolfo II: “Dite pure”&lt;br /&gt;Carmilla: “Io avevo pensato che quando vi sentite solo, quando Esther vi manca molto... potreste scrivere qui tutti i vostri ricordi di quando eravate con lei.&lt;br /&gt;Non sarà come starle accanto, ma io credo che vi farà sentire più vicino a lei. Così non correte il rischio di dimenticare nulla. E quando vorrete potrete rileggere quello che avete scritto e rivederlo davanti ai vostri occhi. Oppure potreste leggerne qualche pagina a noi. Solo le parti che sceglierete voi...” aggiungo ricordando l’imbarazzo di prima.&lt;br /&gt;Rodolfo mi guarda e cerca per diversi secondi le parole per rispondermi. Poi, dopo una lunga attesa non so più se derivata dall’emozione o dalle sue disconnessioni, dice semplicemente “grazie”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Corro a infilarmi sotto le coperte.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15768384-117278878202004421?l=storiedifantasmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/feeds/117278878202004421/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15768384&amp;postID=117278878202004421&amp;isPopup=true' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/117278878202004421'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/117278878202004421'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/2007/03/vivir-para-contarla-parte-quinta.html' title='Vivir para contarla (parte quinta)'/><author><name>Carmilla</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07575266222361802997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://static.flickr.com/90/254843952_ac4c2c320e_o.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15768384.post-116614521004317601</id><published>2006-12-14T17:06:00.000-08:00</published><updated>2006-12-14T17:22:13.576-08:00</updated><title type='text'>Sotto il ponte di pietra (parte quarta)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7947/1470/1600/641525/ponte%20carlo%20nebbia.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7947/1470/200/832665/ponte%20carlo%20nebbia.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Se la possibilità di riposare è ormai svanita quantomeno la situazione si è fatta interessante. Stringo la tazza calda di tisana, che ha appena riacquistato un suo senso, e mi metto a sedere comodamente. Aspetto che qualcuno chieda quello che tutti vorremmo sapere.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Teo: “Lei chi?”&lt;br /&gt;Rodolfo II: “Il mio solo amore, Esther”&lt;br /&gt;Ruthven: “Somigliava ad un rosmarino?”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Rodolfo II: “In un certo senso” risponde dopo qualche istante l’imperatore dissolvendo l’ironia della domanda “era gentile e forte come quella pianta, indispensabile e modesta. Esther era gloriosamente bella, come una guerriera. Era la più bella ebrea di Praga.”&lt;br /&gt;Carmilla: “Era vostra moglie?”&lt;br /&gt;Un’ombra di dolore vela il viso dell’imperatore e capisco di aver toccato il tasto sbagliato&lt;br /&gt;Rodolfo II (laconico): “No”&lt;br /&gt;Teo: “Non era abbastanza nobile?”&lt;br /&gt;Rodolfo II (accaldato): “Ho spostato la sede di un impero, ho trasformato il mio palazzo nel più costoso circo del mondo, ho terrorizzato la corte con i miei capricci... credete davvero che sarebbe stato un problema per me sposare una donna che non fosse nobile?”&lt;br /&gt;Carmilla: “Allora perché non avete sposato Esther?”&lt;br /&gt;Rodolfo II rimane in silenzio, pensoso. Io inizio a temere che abbia dimenticato la domanda ma poi risponde, sognante: “Quando io la vidi - e mi bastò vederla una sola volta per sapere che non avrei amato altre che lei - era già la moglie di un altro uomo.”&lt;br /&gt;Restiamo imbarazzati in silenzio. Avremmo dovuto considerare anche questa infelice ipotesi.&lt;br /&gt;Ruthven: “Non hai mai valutato l’ipotesi di... renderla libera?” con l’ala compie un gesto secco ed esplicito all’altezza della gola&lt;br /&gt;Carmilla: (con odio) “Ruthven!!!”&lt;br /&gt;Rodolfo II (per nulla turbato): “Oh certo. Se si fosse trattato di un altro uomo. Ma il marito di Esther era Mordecai, l’ebreo più importante di Praga dopo il rabbino. Ucciderlo era impossibile”. Spiega rammaricato. Inutile chiedergli come l’avrebbe presa la povera Esther in tal caso.&lt;br /&gt;Teo: “Ma come potevate incontrarla se era sposata?”&lt;br /&gt;Rodolfo II: “Io... la vedevo... ogni notte”&lt;br /&gt;Carmilla (perplessa e sorpresa): “Ogni notte?”&lt;br /&gt;Rodolfo II (con dolcezza infinita) “Sì ogni notte potevo stringerla, accarezzarla...”&lt;br /&gt;Ruthven: “Che vita d’inferno!” Ma non dormiva mai la povera Rosmarina?”&lt;br /&gt;Rodolfo II lo guarda sorpreso. Poi spiega, come se parlasse di qualcosa di ordinario “Ogni notte io potevo incontrarla in sogno.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7947/1470/1600/788165/1praga1024.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7947/1470/200/407826/1praga1024.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Di nuovo cala un silenzio carico di imbarazzo. Ci guardiamo senza proferir parola.&lt;br /&gt;Rodolfo II ne approfitta per proseguire il suo racconto: “Nel sogno eravamo liberi e potevamo amarci. Con una forza che non è possibile nella realtà. Io e lei eravamo come uno dentro l’altra.”&lt;br /&gt;Teo: “La sognavate ogni notte?”&lt;br /&gt;Rodolfo II: “E’ più corretto dire che ci incontravamo in sogno ogni notte”.&lt;br /&gt;Carmilla: “E durante il giorno la vedevate?”&lt;br /&gt;Rodolfo II: “No mai, era la moglie di Mordecai non potevo vederla. La incontrai alla luce del sole una sola volta, quella in cui mi innamorai di lei. Da allora l’ho avuta accanto a me ogni notte. Ma io in quei sogni ero vivo, capite? Molto, molto più di quando ero sveglio. Solo nei sogni sentivo di esistere davvero. La vita durante il giorno, invece, mi appariva annebbiata, lontana, indistinta.”&lt;br /&gt;Povero imperatore. Chissà se la sua vacuità è un effetto o una causa del suo amore surreale.&lt;br /&gt;Teo: “Ma cosa facevate di giorno, allora?”&lt;br /&gt;Rodolfo II (candidamente): “Aspettavo che arrivasse la notte.”&lt;br /&gt;Ruthven (a Carmilla): “Suvvia, non è possibile che la sognasse ogni notte. Questo non si chiama amore ma fissazione ossessiva.”&lt;br /&gt;Baronessa (appena comparsa): “No mio bruno amico, si chiama incantesimo”&lt;br /&gt;Carmilla “Baronessa!”&lt;br /&gt;Baronessa (a Rodolfo II): “Buona sera, maestà”&lt;br /&gt;Rodolfo II: “Incantato, madame”&lt;br /&gt;Baronessa (a Ruthven): “Non erano dei veri sogni, era come se le loro anime si potessero incontrare, ogni notte.”&lt;br /&gt;Ruthven (esasperato): “Ti ci metti anche tu, Tania?”&lt;br /&gt;Baronessa: “Non sorprenderti. Nulla era impossibile a Rabbi Loew.”&lt;br /&gt;Carmilla: “Rabbi Loew? Ma non è quello...”&lt;br /&gt;Teo: “È quello che avrebbe creato il golem?”&lt;br /&gt;Baronessa: “Proprio lui. Rodolfo aveva perso la ragione (la poca che la natura gli aveva concesso) per Esther e non si sarebbe fermato davanti a nulla pur di averla. Loew non poteva contrastarlo apertamente né poteva disonorare Mordecai. Allora decise di ricorrere alle sue arti magiche e li stregò entrambi: la bella e appassionata Esther e l’orgoglioso e folle sovrano. Di giorno Esther viveva con Mordecai...”&lt;br /&gt;Rodolfo II: “Ma di notte era tra le mie braccia”&lt;br /&gt;Baronessa: “Sì maestà, conoscevo la vostra storia. Alcuni la raccontano ancora.”&lt;br /&gt;L’imperatore del Sacro Romano Impero guarda la Baronessa come se fosse stato improvvisamente folgorato&lt;br /&gt;Rodolfo II: “Allora forse potete aiutarmi”&lt;br /&gt;Baronessa: “Farò ciò che posso con estremo piacere”&lt;br /&gt;Rodolfo II si getta in ginocchio davanti a lei e le prende le mani. Il gesto è poco regale ma di sicuro effetto&lt;br /&gt;Rodolfo II: “Voi... voi dovete aiutarmi, io non resisto più.”&lt;br /&gt;L’espressione del suo volto adesso è quella di un autentico e disperato dolore.&lt;br /&gt;Rodolfo II: “Io... io da quando sono morto... non sogno più.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(continua...)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15768384-116614521004317601?l=storiedifantasmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/feeds/116614521004317601/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15768384&amp;postID=116614521004317601&amp;isPopup=true' title='8 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/116614521004317601'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/116614521004317601'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/2006/12/sotto-il-ponte-di-pietra-parte-quarta.html' title='Sotto il ponte di pietra (parte quarta)'/><author><name>Carmilla</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07575266222361802997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://static.flickr.com/90/254843952_ac4c2c320e_o.gif'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15768384.post-116475838206699382</id><published>2006-11-28T15:37:00.000-08:00</published><updated>2006-11-28T16:06:10.636-08:00</updated><title type='text'>Con una rosa (parte terza)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/1600/190.3.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/200/190.3.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Guardo la pendola nel salotto e alzo gli occhi al cielo È tardissimo.&lt;br /&gt;Certo che dovrei dormire.&lt;br /&gt;Carmilla (sbuffando): “Grazie, avevo davvero bisogno che qualcuno me lo ricordasse”&lt;br /&gt;Come se fosse facile riaddormentarsi dopo essere stati costretti ad alzarsi dal letto.&lt;br /&gt;Carmilla: “Credo che una tisana calda potrebbe aiutarmi”&lt;br /&gt;Mentre raggiungo la cucina Ruthven si posa sulla mia spalla.&lt;br /&gt;Ruthven: “Preferisco stare con te”&lt;br /&gt;Carmilla: “Cos’è tutto questo affetto improvviso? Forse sei un po’ deluso perché Teo è un “magnifico esemplare” e tu non sei stato nemmeno notato?”&lt;br /&gt;Ruthven gira la testa di lato con stizza&lt;br /&gt;Ruthven: “No, è solo che non mi va di fare il terzo incomodo”.&lt;br /&gt;Carmilla: “Sei bellissimo anche tu” lo canzono dandogli un bacio sulle penne grigiastre.&lt;br /&gt;Intanto traffico con le bustine da infusione&lt;br /&gt;Carmilla: “Cosa preparo? Mela e cannella, menta e liquirizia o limone e cumino?”&lt;br /&gt;Ruthven: “Ma dove fai la spesa? In un Sabbath? Caprifoglio ed erba di San Giovanni non ce l’hai?”&lt;br /&gt;Carmilla: “Cosa vuoi capirne tu?”&lt;br /&gt;Rodolfo II: “Signora scusate”&lt;br /&gt;Io credo che il garante della privacy dovrebbe scrivere un capitolo sui defunti.&lt;br /&gt;Non trovo giusto che il semplice fatto di essere morti consenta loro di intromettersi, in qualunque momento e in qualunque luogo, nella vita di quelli in carne ed ossa.&lt;br /&gt;L’imperatore malinconico ci ha seguiti anche in cucina&lt;br /&gt;Rodolfo II (senza alcun sentore della sua invadenza): “Io sto cercando una pianta”&lt;br /&gt;“Una pianta?” Chiedo perplessa&lt;br /&gt;Rodolfo II: “Oh sì, ne ho assoluto bisogno. Mi farebbe sentire molto meglio”&lt;br /&gt;Ruthven: “Ora si spiegano molte cose...”&lt;br /&gt;Scrollo Ruthven dalla mia spalla&lt;br /&gt;Carmilla: “Io non ho il pollice verde, maestà, perdonatemi. Qui c’è solo un anthurium rosa che sopravvive nonostante l’incuria.”&lt;br /&gt;Ruthven: “Sì, il limone e il cumino lo chiamano Ghandi, per via dell’ascetismo”&lt;br /&gt;Rodolfo II si sforza di tenere insieme i suoi pensieri. L'operazione sembra provarlo visibilmente.&lt;br /&gt;Rodolfo II: “No signora, non è una pianta che si coltiva. È selvatica, ma se sono fortunato riesco a trovarla nelle cucine.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/1600/ROSMARINO.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/200/ROSMARINO.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ok forse la mia cucina non è quella di mastro Lindo ma ancora non ci cresce nulla, direi.&lt;br /&gt;Carmilla: “Maestà vorrei davvero aiutarvi. Provate a descrivere questa pianta.”&lt;br /&gt;Rodolfo II: “La sua chioma è lussereggiante eppure ha un aspetto mite. Ha piccoli fiori di un celeste tenue, semplice ma raro. È una pianta gentile e modesta. Ed emana un profumo delizioso.”&lt;br /&gt;Rodolfo II parla della sua pianta fatata ed è come se l’avesse davanti a sè.  Sembra entrato in un luogo che gli è più familiare di quello reale.&lt;br /&gt;Carmilla (con desolazione): “Temo di non avere nulla di così poetico qui dentr...”.&lt;br /&gt;Rodolfo II (interrompendola e con enfasi): “Eccola!&lt;br /&gt;Esclama lanciandosi verso la mensolina alle mie spalle. Intanto provo a ricordare se il cumino ha per caso i fiori celesti.&lt;br /&gt;L’improbabile imperatore stringe con cupidigia affettuosa un banalissimo (e velato di unto) barattolo di plastica di quelli che contengono le spezie da cucina. Per la precisione quello che ha suscitato l’entusiasmo di un così nobile signore è il vasetto del rosmarino.&lt;br /&gt;Dopo tutte quelle descrizioni di profumi gentili e ondeggianti distese di fiorellini celesti fa male al cuore vederlo stringere con gioia un barattolo industriale col tappo rosso.&lt;br /&gt;Ma cosa ci farà un imperatore di mezzo mondo allora conosciuto con del rosmarino in scatola?&lt;br /&gt;Rodolfo II: “Lo prendo” si dà la pena di avvisarmi&lt;br /&gt;Carmilla: “Certo maestà, del resto tutto quello che si trova sui vostri domini vi appartiene.”&lt;br /&gt;Annuisce felice che abbia finalmente imparato le più elementari norme della vita di un impero. Poi, fissando il suo prezioso feticcio, torna in salotto.&lt;br /&gt;Io comincio a sospettare che il sonno si stia allontanando di nuovo. Preparo la mia (ormai inutile) tisana e raggiungo gli altri.&lt;br /&gt;Rodolfo II ha svuotato il barattolo e ha rovesciato tutto il suo contenuto sul tavolino. Prende delle manciate di foglioline verdi e appuntite e le porta al naso, inebriato.&lt;br /&gt;Carmilla: “Va avanti da molto?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/1600/72199982.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/200/72199982.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Teo (senza staccare lo sguardo dalla scena): “Almeno 5 minuti”.&lt;br /&gt;Rodolfo II: “Rosmarino, come ho potuto dimenticare questo nome? È parte integrante della sua bellezza.” Indugia sulla parola e la ripete assaporandola.&lt;br /&gt;A dir la verità non riesco a scorgere una bellezza che possa giustificare il suo atteggiamento ma provo a fare uno sforzo poetico-immaginativo.&lt;br /&gt;Rodolfo II: “Rosmarino... non la trovate una parola affasciante?”&lt;br /&gt;Io e Teo abbozziamo per pura cortesia.&lt;br /&gt;L’imperatore ne prende alcune foglie e le fa scivolare tra indice e pollice.&lt;br /&gt;Rodolfo II: “È un’immagine piena di suggestioni” dice e capisco che parla di nuovo dal suo mondo, quello che gli appartiene e da cui è ancora più difficile seguirlo.&lt;br /&gt;Teo: “Ehm quale immagine?”&lt;br /&gt;Ruthven: “Le patate al forno o l’arrosto di vitella?”&lt;br /&gt;Per fortuna Rodolfo II è impermeabile alle facezie. Specie quando è perso nel suo labirinto.&lt;br /&gt;Rodolfo II: “Una rosa marina. Una rosa che cresce solitaria e magnifica sulla riva del mare, bagnata dalle onde.” chiarisce. Poi aggiunge sussurrando: “La vedete, la rosa?”&lt;br /&gt;Quando entra davvero nelle sue terre l’imperatore non sembra più un idiota. Sorrido dolcemente e cerco di immaginare questa rosa unica al mondo, capace di crescere sull’acqua del mare.&lt;br /&gt;Carmilla: “Per me è bianca, come la spuma delle onde”.&lt;br /&gt;Scuote la testa.&lt;br /&gt;Rodolfo II: “No le imprese impossibili riescono solo se si è traboccanti di passione. La rosa è rossa, e si scorge da molto lontano...”&lt;br /&gt;Ruthven (sarcastico): “Anche il rosmarino gronda di passione?”&lt;br /&gt;Rodolfo II: “Il rosmarino mi ricorda lei.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(continua...)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15768384-116475838206699382?l=storiedifantasmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/feeds/116475838206699382/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15768384&amp;postID=116475838206699382&amp;isPopup=true' title='29 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/116475838206699382'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/116475838206699382'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/2006/11/con-una-rosa-parte-terza.html' title='Con una rosa (parte terza)'/><author><name>Carmilla</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07575266222361802997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://static.flickr.com/90/254843952_ac4c2c320e_o.gif'/></author><thr:total>29</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15768384.post-116438795108483430</id><published>2006-11-24T08:53:00.000-08:00</published><updated>2006-11-26T03:54:14.850-08:00</updated><title type='text'>Praga magica (parte seconda)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7947/1470/1600/479108/Rudolf2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7947/1470/200/772371/Rudolf2.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Teo: “Secondo te sono storie vere?”&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ruthven: “Assolutamente sì”&lt;br /&gt;Teo: “Anche la signora di Pozzuoli?”&lt;br /&gt;Ruthven: “Certo”&lt;br /&gt;Muriel: “Da non crederci”&lt;br /&gt;Ruthven: “Eppure è così”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carmilla: “Mi duole interrompervi ma sareste così gentili da liberare il divano, così potremmo permettere al nostro ospite di stendersi e trovare sollievo?”&lt;br /&gt;Guardano prima il mio poco convincente accompagnatore,  poi si guardano tra loro e infine pigramente si sollevano dal mio sofà.&lt;br /&gt;Carmilla: “Prego maestà, sistematevi pure qui, nel modo che preferite”&lt;br /&gt;Sedicente regnante: “Grazie mia cara” dice con gratitudine&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ruthven e Teo mi si avvicinano perplessi&lt;br /&gt;(tutti a bassa voce)&lt;br /&gt;Ruthven: “Dovresti fare una selezione maggiore all’ingresso della tua camera da letto, Carmilla”&lt;br /&gt;Teo: “Chi sarebbe?”&lt;br /&gt;Carmilla: “Questa è una domanda interessante...”&lt;br /&gt;Teo: “Vuol dire che non lo sai?”&lt;br /&gt;Carmilla: “Dice di essere un re”&lt;br /&gt;Teo: “Un re, quello? Mio nonno aveva più carisma. Ed era un orso...”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sedicente regnante: “Non ho mai detto di essere un re” si inserisce il nostro oggetto di discorso.&lt;br /&gt;Sembro la sola preoccupata di averlo potuto offendere, lui è decisamente più interessato a puntualizzare le cose.&lt;br /&gt;Ruthven: “Il vecchio è svanito ma anche tu sei messa male, cosa ti ha fatto pensare che quello sciroccato potesse essere stato un re se non nella recita di quinta elementare?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7947/1470/1600/168652/TR005579.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7947/1470/200/423644/TR005579.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Sedicente regnante: “Sono imperatore” completa. Lo dice senza enfasi, piuttosto un po’ tediato. Ma forse è solo il suo mal di testa immaginario che non gli dà pace.&lt;br /&gt;Noi ci guardiamo ancora più disorientati.&lt;br /&gt;Si comprime la testa in modo penoso. Sembra che soffra davvero.&lt;br /&gt;Sedicente imperatore: “Non mi resta che la solita soluzione” dice rassegnato, più parlando a se stesso che agli altri. Apre la sua valigia e tira fuori... la più alta e voluminosa corona che io abbia mai visto. Se la pone in capo ed emette un sospiro di sollievo.&lt;br /&gt;Noi lo guardiamo inebetiti.&lt;br /&gt;Sedicente imperatore: “Il peso sulla fronte allevia il mal di testa” spiega.&lt;br /&gt;Annuiamo con la testa senza trovare parole&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Teo (esitando): “Carmilla... Lo stemma sulla valigia è quello degli Asburgo”&lt;br /&gt;Carmilla: “Il ricamo  a vetrini?”&lt;br /&gt;Ruthven: “Ah ah ah, vetrini?! Tesoro, se avessi saputo che non sai distinguere tra vetro e pietre preziose ti avrei chiesto di essere la mia fidanzata”&lt;br /&gt;Carmilla: “Idiota, era buio e... chi poteva immaginare...”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7947/1470/1600/839214/arcimboldo1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7947/1470/200/804455/arcimboldo1.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il nostro imperatore torna per un attimo presente a se stesso e si accorge di Teo.&lt;br /&gt;Imperatore: “Magnifico esemplare” dice con sincera ammirazione&lt;br /&gt;Teo gonfia il petto e risponde “Grazie maestà, in effetti discendo da una famiglia celebre per la prestanza fisica”&lt;br /&gt;Imperatore: “Dunque parlate anche, meraviglioso...”&lt;br /&gt;I suoi occhi si sono accesi di entusiasmo&lt;br /&gt;Teo: “Ad essere sincero me la cavo discretamente anche nella scrittura”&lt;br /&gt;Imperatore: “Ottimo, ottimo” dice l’uomo, conquistato, “Mi piacerebbe offrirvi tutti gli agi che meritate nella mia dimora, insieme alle altre cose fuori dall’ordinario di cui ho amato circondarmi”.&lt;br /&gt;Teo: “Dove mi ospitereste, esattamente, maestà?”&lt;br /&gt;Non capisco se sia un trucco di Teo per scoprire qualcosa di più sul nostro ospite o se stia sinceramente soppesando la proposta.&lt;br /&gt;Imperatore: “Praga” risponde come se non potesse esserci altro luogo al mondo in cui un imperatore trasognato può raccogliere le più strampalate e costose curiosità. E in effetti, a pensarci meglio...&lt;br /&gt;Poi, anche se tardiva, giunge l’illuminazione: “Praga!” Esclamo&lt;br /&gt;Ruthven (con sufficienza): “Sì, ho sentito”&lt;br /&gt;Carmilla: “Ecco chi è, Rodolfo II d’Asburgo, Imperatore del Sacro Romano Impero. Come ho fatto a non riconoscerlo, con quel profilo!”&lt;br /&gt;Ruthven: “È lui? Sei sicura? Ero convinto che fosse fatto di peperoni e zucchine. Ma tu non dovresti dormire a quest’ora?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(continua...)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15768384-116438795108483430?l=storiedifantasmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/feeds/116438795108483430/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15768384&amp;postID=116438795108483430&amp;isPopup=true' title='5 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/116438795108483430'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/116438795108483430'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/2006/11/praga-magica-parte-seconda.html' title='Praga magica (parte seconda)'/><author><name>Carmilla</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07575266222361802997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://static.flickr.com/90/254843952_ac4c2c320e_o.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15768384.post-116423565167321240</id><published>2006-11-22T14:36:00.000-08:00</published><updated>2006-11-26T03:53:47.523-08:00</updated><title type='text'>Notturno metropolitano (parte prima)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/1600/53197363.0.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/200/53197363.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;C'è chi dice che l'unico momento in cui non possiamo mentire è mentre dormiamo. Durante il sonno non possiamo fingere tranquillità se siamo agitati, sicurezza se ci sentiamo indifesi. Ognuno, forse, somiglia un po’ al suo riposo. O quanto meno il sonno riflette i nostri stati d'animo.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Io, ad esempio, dormo bene solo se la finestra è aperta. Anzi spalancata. Nella stanza deve entrare quel misto indecifrabile di luce siderale, lampioni cittadini e insegne luminose; quella luminescenza variabile che si posa dolcemente nella stanza e culla i pensieri.&lt;br /&gt;Se poi la direzione del vento è tale per cui il rumore di un treno che passa sferragliando arriva attutito fino alle mie orecchie, allora il mio sonno sarà davvero beato.&lt;br /&gt;Non so questo cosa dica di me e della mia personalità. So solo che quando fatico ad addormentarmi e mi rigiro nel letto, quella luce azzurrina mi conforta. Quando troppi pensieri affollano la mia testa, come stanotte, mi piace rivolgere lo sguardo verso il panorama familiare della mia finestra e trovarci qualcuno affacciato.&lt;br /&gt;Un momento...&lt;br /&gt;Mi metto a sedere di scatto. Ma chi è la sagoma alla finestra?&lt;br /&gt;La notte è più luminosa di quanto la gente pensi. Una finestra metropolitana aperta illumina un ambiente con sufficiente chiarezza.&lt;br /&gt;È un uomo, senz'altro. Ha avvicinato una poltrona al davanzale e si è seduto. Con la mano si sorregge il mento mentre guarda fuori, con un'espressione malinconica.&lt;br /&gt;È talmente assorto che sembra aver dimenticato che nella stanza ci sono anch'io.&lt;br /&gt;Potrei girarmi dall'altra parte e dormire.&lt;br /&gt;Ma voi riuscireste ad addormentarvi sapendo che c'è uno sconosciuto inconsolabile affacciato alla vostra finestra?&lt;br /&gt;Mi rigiro. Mi metto le scarpe e con gli occhi ancora assonnati raggiungo il mio ospite.&lt;br /&gt;Lo osservo meglio alla luce diretta della luna.&lt;br /&gt;Avrà almeno 50 anni, una folta barba più bianca che bruna e una ingombrante gorgiera. Mi accorgo che è vestito con grande sfarzo ma ciò nonostante ha un’aria trascurata.&lt;br /&gt;Non è possibile che non mi abbia sentito alzarmi dal letto e avvicinarmi a lui. Eppure non si è mosso, nemmeno per cortesia. O mi ignora con ostentazione o la sua mente è davvero da un'altra parte. Cerco di scrutarlo e di capire come comportarmi con lui. Ha lo sguardo liquido di chi ha pensieri rarefatti, fluttuanti.&lt;br /&gt;Cosa starà guardando?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7947/1470/1600/982302/72044447.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7947/1470/200/130373/72044447.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Mi affaccio accanto a lui e cerco con lo sguardo l’oggetto della sua attenzione. No, non guarda assolutamente nulla.&lt;br /&gt;Però, in fondo, non è poi così male starsene così, affacciati.&lt;br /&gt;Mi perdo anch'io nei miei pensieri.&lt;br /&gt;L'uomo barbuto sembra avvertire finalmente la mia presenza.&lt;br /&gt;Mi guarda senza sorpresa ma quasi con curiosità. Deve essere abituato a riprendere all'improvviso contatto con la realtà. Seppure parziale.&lt;br /&gt;Sconosciuto barbuto: “E voi chi siete?”&lt;br /&gt;Non mi ero aspettata questa domanda. Non ha un tono inquisitorio. Sembra che abbia davvero bisogno di saperlo&lt;br /&gt;Sconosciuto barbuto: “Siete mia moglie o la mia cameriera?”&lt;br /&gt;Ok, il contatto con la realtà forse non è più recuperabile, però magari prima che sia l'alba potrei convincerlo dolcemente a scegliere un luogo per le sue riflessioni notturne che turbi meno il mio sonno&lt;br /&gt;“Io sono la vostra ospite”, dico non sapendo bene cosa altro inventare&lt;br /&gt;“Siete nella mia casa”&lt;br /&gt;Sconosciuto barbuto: “Ciò è vero in parte dal momento che nulla qui è vostro in senso assoluto”. Lo dice senza prepotenza, come se non potesse non fare le opportune precisazioni.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non che io sia attaccata ai beni materiali, però, insomma, in un periodo di incertezza socioeconomica almeno sapere di possedere una casa infestata è già meglio di niente.&lt;br /&gt;Carmilla: “Non vorrei contraddirla ma questa casa mi appartiene”. Lo dico cercando di assumere lo stesso tono non polemico ma non so se ci riesco.&lt;br /&gt;L'uomo appare quasi annoiato, come se fosse costretto a ripetere per l'ennesima volta qualcosa che anche i sassi dovrebbero sapere.&lt;br /&gt;Sconosciuto barbuto: “Qualunque cosa si trovi sul mio dominio mi appartiene. È affidata temporaneamente a nobili o borghesi ma posso revocarne la proprietà in qualunque momento”&lt;br /&gt;Ecco! Ci mancava giusto un re o un sedicente tale. Mi chiedo quale marca o granducato abbia avuto la disgrazia di essere amministrato da un uomo così... irreale.&lt;br /&gt;Carmilla: “Perdonatemi signore, sono passati secoli dal vostro dominio (dico basandomi sulle tremenda gorgiera che porta al collo) non ricordo con quale nome erano conosciuti nella vostra epoca questi possedimenti”&lt;br /&gt;Ma l’uomo sembra aver perso interesse alla conversazione e neanche si dà la pena di rispondermi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7947/1470/1600/215309/JJ6085-001.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7947/1470/200/612889/JJ6085-001.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Temo che dovrò sfogliare i miei libri di storia per avere qualche informazione in più.&lt;br /&gt;Intanto dovrei portarlo via dal mio davanzale ma non mi viene in mente nessuna buona idea. L'uomo inizia a lamentarsi&lt;br /&gt;Carmilla: “Cosa c'è, ehm... altezza?”&lt;br /&gt;Sconosciuto barbuto: “La testa, mi fa male. Mi succede spesso.”&lt;br /&gt;La cefalea sparisce con la morte, è ovvio. L'ipocondria no. Quindi anche un fantasma può lamentare disturbi psicosomatici se non si preoccupa di quello che gli altri possono pensare di lui.&lt;br /&gt;Carmilla: “Maestà siate così gentile da seguirmi. Sono sicura che se vi stendeste sul divano in salotto vi sentireste subito meglio.”&lt;br /&gt;Sconosciuto barbuto: “Potrei stendermi qui, sul letto”&lt;br /&gt;Carmilla: “NO! Volevo dire, non lo trovo indicato.”&lt;br /&gt;Sconosciuto barbuto: “Per le vibrazioni volete dire? È esposta a nord?” chiede con apprensione.&lt;br /&gt;Rimango qualche secondo interdetta poi colgo l’occasione insperata: “Sì, era esattamente quello che intendevo”.&lt;br /&gt;Sconosciuto barbuto: “Allora assolutamente non posso nemmeno avvicinarmici. Domani ordinerò di bruciare quel letto.”&lt;br /&gt;Sorvolando sul fatto che basterebbe spostarlo, comunque, blasonato o meno, non è bello che qualcuno terrorizzi il mio letto. Lo guardo con affetto, come per rassicurarlo.&lt;br /&gt;Eppure non riesco ad arrabbiarmi. L’ospite bislacco mi guarda fiducioso attendendo che lo conduca in un luogo in cui si potrà sentire meglio. Forse avrebbe piacere persino che lo prendessi per mano. Ma la sua regalità mi frena.&lt;br /&gt;Sconosciuto barbuto: “Aspettate, ho dimenticato la mia borsa”. Recupera vicino alla mia finestra una grande borsa da viaggio su cui è ricamato a vetrini uno stemma nobiliare. Due uccelli o qualcosa del genere.&lt;br /&gt;Lo accompagno al piano di sotto.&lt;br /&gt;Come sospettavo Teo, Muriel e Ruthven sono davanti allo schermo che guardano ipnotizzati le cartomanti televisive.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(continua...)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15768384-116423565167321240?l=storiedifantasmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/feeds/116423565167321240/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15768384&amp;postID=116423565167321240&amp;isPopup=true' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/116423565167321240'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/116423565167321240'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/2006/11/notturno-metropolitano-parte-prima.html' title='Notturno metropolitano (parte prima)'/><author><name>Carmilla</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07575266222361802997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://static.flickr.com/90/254843952_ac4c2c320e_o.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15768384.post-115818268774538146</id><published>2006-09-13T14:20:00.000-07:00</published><updated>2006-10-04T07:28:31.400-07:00</updated><title type='text'>La cosa più importante (parte sesta e ultima)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/1600/goblesleep.0.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/200/goblesleep.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Non era destino che godessi del mio meritato riposo. Qualcosa mi sveglia di soprassalto.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Potocki (scuotendomi leggermente): “Madame, madame”&lt;br /&gt;Carmilla: “chi è? cos’è successo?”&lt;br /&gt;Potocki: “Tranquilla mia cara, non c’è alcun pericolo. Volevo soltanto salutarvi. Le vostre parole mi hanno fatto riflettere. I miei nemici non mi consentiranno mai di vivere una vita tranquilla ma imparerò ad affrontare la mia condizione con diverso spirito. Inoltre” dice abbassando lo sguardo “mi sembrava doveroso restituirvi questo e rinnovarvi le mie più profonde scuse”.&lt;br /&gt;Carmilla: “Il mio orecchino? Oh no, conte tenetelo voi, per ricordo.”&lt;br /&gt;Sorride con dolcezza.&lt;br /&gt;Potocki: “Non mi sbagliavo. Sapevo che avreste meritato il mio regalo. Tenete, ho deciso che non è più opportuno che lo tenga io.”&lt;br /&gt;Appoggia sul mio comodino una catenina, mi bacia la mano e fa per andar via..&lt;br /&gt;Non so spiegare perché ma quasi mi dispiace che ci lasci.&lt;br /&gt;Potocki: “Madame, un’ultima cosa...”&lt;br /&gt;Carmilla: “Sì?”&lt;br /&gt;Potocki: “Non avete la faccia da strega.”&lt;br /&gt;Per fortuna è troppo buio perché veda la vergogna dipingersi sul mio viso.&lt;br /&gt;Potocki: “Anzi, con me siete stata angelica. Proprio per questo mi permetto di darvi un consiglio affettuoso: non dovete prendere troppo sul serio la letteratura, specie quella gotica. Non avete idea delle conseguenze che ne possono derivare.”&lt;br /&gt;In realtà una mezza idee delle conseguenze ce l’avrei, ma non è il caso di esplicitarle in questo momento. Dopo un ultimo cenno di saluto Potocki&lt;br /&gt;esce dalla casa, spadino alla mano e in atteggiamento guardingo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/1600/bilibinbaba5.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/320/bilibinbaba5.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ruthven: “Ma bene signor cardinale, e i nostri candelabri d’argento a Jean Valjean non glieli abbaimo dati? Se vuoi lo richiamo, eh.”&lt;br /&gt;Carmilla: “Sei davvero senza cuore, vuoi farmi credere che non ti eri un po’ affezionato a lui? E comunque anche lui mi ha lasciato un regalo.”&lt;br /&gt;Ruthven: “Sì, una collana che ha rubato a qualcun’altra. Davvero interessante. Mancava solo che in merito raccontasse una nota leggenda popolare lituana.”&lt;br /&gt;Theo: “Scusate ma alla fine nessuno ha detto a Potocki che è un fantasma?”&lt;br /&gt;Carmilla: “No il nostro fine psicologo ha ritenuto più opportuno non deluderlo traumaticamente.”&lt;br /&gt;Ruthven: “Che problema c’è? Fantasma, lupo mannaro, in fondo sono gruppi minoritari solidali.”&lt;br /&gt;Carmilla: “Ricordami di non contare più su di te per le questioni delicate, Theo passami il regalo del conte, voglio guardarlo meglio.”&lt;br /&gt;Theo si avvicina al mio comodino, prende la collanina in mano e poi si ferma.&lt;br /&gt;Theo: “Carmilla... io credo che... questa sia la chiave del tesoro.”&lt;br /&gt;Mi precipito giù dal letto&lt;br /&gt;Carmilla: “Ne sei sicuro?”&lt;br /&gt;Theo: “Sembra proprio quella che portava al collo.”&lt;br /&gt;Ruthven: “Ma secondo voi ha lasciato solo la chiave o...”&lt;br /&gt;Ci giriamo contemporanemante verso l’angolo della camera e ritroviamo la sagoma del baule di Potocki.&lt;br /&gt;Carmilla: “Non posso crederci, ha lasciato qui il suo tesoro.”&lt;br /&gt;Ruthven: “Questo cosa vuol dire? Che possiamo tenerlo per noi?”&lt;br /&gt;Carmilla: “Beh, non credo che volesse disperderlo”&lt;br /&gt;Ruthven: “Stai scherzando? Vuoi dire che abbiamo un  tesoro in casa e non possiamo spenderlo?!”&lt;br /&gt;Carmilla: “Certo che no, non è nostro”&lt;br /&gt;Ruthven: “Ma te lo ha regalato. E’ nostro!”&lt;br /&gt;Carmilla: “Ruthven, Potocki non ci ha regalato il tesoro, ma l’onore di custodirlo al suo posto.”&lt;br /&gt;Ruthven: “Il tuo folle ipercorrettismo da poema epico è solo una misura della tua rigidità mentale”&lt;br /&gt;...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/1600/10111372.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/320/10111372.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Theo: “Però magari potremmo aprirlo, no? Aprirlo non è tradire la sua fiducia, giusto?”&lt;br /&gt;Carmilla: “Beh sì... credo che non ci sia niente di male.” In realtà speravo che qualcuno trovasse alla mia coscienza un escamotage&lt;br /&gt;Ruthven: “Ok, alla peggio poi rimettiamo tutto a posto e fingiamo di non averlo mai toccato.”&lt;br /&gt;Carmilla: “Mi sembra perfetto, dammi la chiave, Theo.”&lt;br /&gt;Sto per infilarla nella serratura ma mi fermo. Immaginare è sempre più divertente che fare.&lt;br /&gt;Carmilla: “Secondo voi cosa ci sarà lì dentro?”&lt;br /&gt;Ruthven: “Tutti i monili che il conte ha rubato prima di incontrare te.”&lt;br /&gt;Carmilla: “sgradevole bestia”&lt;br /&gt;Theo: “Non so, magari dobloni spagnoli”&lt;br /&gt;Carmilla: “O forse gioielli orientali”&lt;br /&gt;Theo: “Ad ogni modo il conte ha viaggiato molto, credo abbia raccolto preziosi in ognuno dei luoghi che visitava.”&lt;br /&gt;La curiosità mi divora, infilo la chiave con trepidazione e aspetto di essere dolcemente colpita dal luccichio ovattato dell’oro antico.&lt;br /&gt;Alzo il coperchio.&lt;br /&gt;...&lt;br /&gt;...&lt;br /&gt;Carmilla: “ma sono...”&lt;br /&gt;Ruthven: “non ci posso credere”&lt;br /&gt;Theo: “sono libri.”&lt;br /&gt;Due dozzine di splendidi libri di favole, scritti in varie lingue, mirabilmente illustrati e finemente rilegati: questo è il tesoro del conte Ian Potocki.&lt;br /&gt;Carmilla: “Sono meravigliosi.”&lt;br /&gt;Ruthven: “Sono LIBRI, ti rendi conto? Quel tipo ha difeso a spada tratta dei LIBRI. Come se i pirati sapessero leggere!!!”&lt;br /&gt;Theo ride, io sono affascinata.&lt;br /&gt;Carmilla: “C’è qualcosa di eroico in tutto questo, non trovi?”&lt;br /&gt;Ruthven: “NO!”&lt;br /&gt;Theo: “Aspetta, c’è un biglietto, credo sia del conte.”&lt;br /&gt;Carmilla: “E’ indirizzato a noi?”&lt;br /&gt;Theo: “Credo che sia indirizzato a chiunque apra il baule”&lt;br /&gt;Carmilla: “Cosa dice?”&lt;br /&gt;Theo: “Alla fine di tutto la cosa più importante sarà avere una bella storia da raccontare.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15768384-115818268774538146?l=storiedifantasmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/feeds/115818268774538146/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15768384&amp;postID=115818268774538146&amp;isPopup=true' title='11 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/115818268774538146'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/115818268774538146'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/2006/09/la-cosa-pi-importante-parte-sesta-e.html' title='La cosa più importante (parte sesta e ultima)'/><author><name>Carmilla</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07575266222361802997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://static.flickr.com/90/254843952_ac4c2c320e_o.gif'/></author><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15768384.post-115810628024497880</id><published>2006-09-12T17:06:00.000-07:00</published><updated>2006-10-04T07:25:59.006-07:00</updated><title type='text'>La reginetta dei briganti (parte quinta)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/1600/bandacrocco.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/320/bandacrocco.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Potocki: “Dal momento che me lo chiedete, vi racconterò questa storia per allietarvi e per ringraziarvi della vostra ospitalità.”&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi siedo anch’io sul mio letto e Ruthven mi si posa in braccio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Storia della Reginetta dei Briganti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Philippe Renard discendeva da una famiglia di contadini. Non erano dei grandi proprietari terrieri ma riuscivano a vivere dignitosamente. Philippe, arrivato alla giusta età, decise di prender moglie e scelse Joan, una bella ragazza timorata di Dio. La scelta si rivelò felice perché Joan si mostrò subito un buona moglie e una buona madre. Aveva già messo al mondo tre figli, di cui due maschi, quando si accorse di essere di nuovo incinta. Forse qualcun altro nel villaggio provava invidia per la loro serenità o forse fu solo il fato, ma il quarto figlio di Joan, una femmina, nacque mentre il campanile della chiesa batteva i rintocchi della mezzanotte. I Renard si guardarono e guardarono la levatrice, non ci voleva certo un indovino per capire che quella bimba sarebbe cresciuta strega. Nessuno avrebbe allevato una strega nella propria casa e il buon senso avrebbe voluto che i suoi genitori la uccidessero, ma Philippe aveva il cuore troppo tenero e non ne fu capace. Così invece di affogarla come un gattino la abbandonò davanti alla casa di una vecchia del paese che strega lo era già.&lt;br /&gt;Quando la megera trovò la bambina non le parve vero e l’allevò con tutto l’amore di cui può essere capace una strega.&lt;br /&gt;La bambina crebbe imparando presto e bene tutte le arti magiche. E in vero i suoi genitori non si erano sbagliati perché a undici anni aveva già una perfetta faccia da strega.&lt;br /&gt;Un brutto giorno la sua matrigna decise di recarsi per certi suoi affari in un altro paese, così noleggiò una carrozza e portò con sè la sua pupilla.&lt;br /&gt;Tutti temevano la vecchia strega e molti iniziavano a temere la sua allieva. Ma fuori del villaggio le due donne apparivano nè più nè meno che una facile preda per i banditi che le assalirono.&lt;br /&gt;I briganti tagliarono subito la gola alla vecchia che prima di morire, però, fece in tempo a maledirli se solo avessero osato torcere un capello alla bambina. I banditi si resero allora conto di aver ucciso una strega e ne furono spaventati. Così, per non attirare le maledizioni della loro vittima, presero con loro la bambina con la faccia da strega e la trattarono con tutti gli onori.&lt;br /&gt;Gli uomini della macchia non erano certo abituati a vivere con delle bambine e a dir la verità erano anche turbati dalla giovanissima maga. Ma quella in poco tempo seppe conquistare la loro fiducia rendendosi utile. Si arrampicava sugli alberi per fare la vedetta, aiutava i briganti a tendere gli agguati e inoltre fabbricava amuleti per l’invulnerabilità e recitava le formule che fermavano le emorragie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/1600/71-briganti-Gasbarroni_con_la_banda_bivacca_con_pastori-A._Pinelli.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/320/71-briganti-Gasbarroni_con_la_banda_bivacca_con_pastori-A._Pinelli.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La piccola strega, crescendo, era diventata un elemento fondamentale della banda ma la sua influenza era destinata a crescere ancora. Un giorno trovò una cornacchia ferita e la curò. Quando la cornaccia fu guarita la strega le ordinò di far da sentinella. Nessuno poteva avvicinarsi al campo dei banditi senza che l’uccello li scorgesse da molte miglia in lontananza.&lt;br /&gt;Un altro giorno la strega trovò un orso ferito nel bosco e lo curò. Quando l’orso fu guarito la strega gli ordinò di proteggere lei e i suoi compagni. Nessuno poteva aggredire la strega o gli altri banditi senza che l’orso li squartasse.&lt;br /&gt;La banda diventò così invulnerabile e la sua fama si sparse per boschi e montagne. La strega con la cornacchia e l’orso divennero lo spauracchio dei paesani e la spina nel fianco dei gendarmi.&lt;br /&gt;I banditi ormai chiamavano la strega la loro regina.&lt;br /&gt;Ma un giorno la regina dei briganti trovò un uomo ferito e volle curarlo. Non era come i suoi compagni, era giovane e bello e aveva un’aria delicata.&lt;br /&gt;Lo portò nella sua tenda finché non si rimise in forze. Quando fu di nuovo in vigore, il giovane chiamò a sè la strega per stringerla. La strega gli si avvicinò ma l’uomo disse “prima manda via quell’uccello nero, mi mette tristezza” e la strega, che avrebbe fatto qualunque cosa per il giovane biondo, cacciò la cornacchia. Ma la cornacchia non voleva andare via perché doveva eseguire gli ordini che le erano stati dati. Allora la strega prese una pietra, la lanciò alla cornacchia e la liberò dall’incantesimo. Di nuovo la strega si avvicinò ma l’uomo disse “manda via quel grande orso, mi intimorisce e mi sembra di non esser soli” e la strega cacciò l’orso. Ma quello non voleva saperne di andar via. Allora la strega prese una pietra gliela lanciò e lo liberò dall’incantesimo.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/1600/nella.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/320/nella.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Così la strega finalmente giacque con l’uomo biondo.&lt;br /&gt;Ma mentre la strega abbracciava il suo amante, la banda, rimasta senza protezione, veniva assalita e dispersa dalla gendarmeria di cui il bel giovane era comandante.&lt;br /&gt;Quando la strega si rese conto di quello che succedeva uscì fuori disperata. Vide i suoi compagni uccisi o arrestati e i suoi sentimenti derisi. Prese il suo pugnale e, senza che l’altro potesse rendersene conto, glielo conficcò nel cuore.&lt;br /&gt;Dopoichè si uccise per la vergogna e, come la sua matrigna, se ne andò con una maledizione sulle labbra. Maledisse se stessa, la sua debolezza e la crudeltà del giovane. Io ci condanno – disse - a incontrarci ancora cento volte e ogni volta tu spezzerai il mio cuore e io spezzerò il tuo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;un po’ cupa ma suggestiva, non trovate? del resto il folklore popolare è pieno di queste vicende.”&lt;br /&gt;Potocki si alza e fa un ulteriore giro di perlustrazione nella stanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ruthven: “Folklore popolare? Ma per chi ci ha presi? Se l’è inventata adesso. Ti pare che possa esistere una storia con una strega, una cornacchia e un orso?”&lt;br /&gt;Carmilla: “Mi stai dicendo che ho la faccia da strega?”&lt;br /&gt;Ruthven: “No, sto dicendo che il tuo amico è matto da legare. Inventa storie e le attribuisce ad altri. E poi magari ci crede.”&lt;br /&gt;Theo: “Forse esiste davvero questa storia, potrebbe essere una coincidenza.”&lt;br /&gt;Ruthven: “Una coincidenza?! Se avesse conosciuto Muriel ci avrebbe messo dentro anche la pecora incantata. E magari il bandito senza volto che gioca a football.”&lt;br /&gt;Carmilla: “Sapete cosa c’è? E’ tardissimo e io ne ho abbastanza dei vostri deliri e dei vostri battibecchi. Crollo dal sonno, voglio dormire, uscite tutti fuori.”&lt;br /&gt;Mi infilo nel letto senza nemmeno cambiarmi, gusto la morbidezza del mio cuscino e sprofondo nel mondo dei sogni. A volte è faticoso vivere con presenze che non hanno bisogni fisiologici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(la prossima è l'ultima...)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15768384-115810628024497880?l=storiedifantasmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/feeds/115810628024497880/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15768384&amp;postID=115810628024497880&amp;isPopup=true' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/115810628024497880'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/115810628024497880'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/2006/09/la-reginetta-dei-briganti-parte-quinta.html' title='La reginetta dei briganti (parte quinta)'/><author><name>Carmilla</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07575266222361802997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://static.flickr.com/90/254843952_ac4c2c320e_o.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15768384.post-115792643288683495</id><published>2006-09-10T15:01:00.000-07:00</published><updated>2006-10-04T07:25:14.690-07:00</updated><title type='text'>La cura giusta (parte quarta)</title><content type='html'>Ruthven: "Non pensarci nemmeno! Io con Arsenio Lupin non lo faccio questo discorso. Potrebbe perdere le poche rotelle che gli restano."&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Carmilla (con sicurezza): "Oh, invece lo farai"&lt;br /&gt;Ruthven: "Perché diavolo dovrei farlo io?"&lt;br /&gt;Carmilla: "Beh, perché sei un vampiro, no?"&lt;br /&gt;Ruthven: "Che razza di motivazione è? E poi vampiri e lupi mannari si odiano, lo sai?"&lt;br /&gt;Carmilla: "Sì ma lui NON è un lupo mannaro quindi ora tu vai di là e gli parli."&lt;br /&gt;Ruthven: "Sento che le tue argomentazioni non sono logicamente valide."&lt;br /&gt;Carmilla: "Vai!"&lt;br /&gt;Ruthven: "D'accordo, ma farò a modo mio."&lt;br /&gt;Ora c'è solo da sperare che la cura non sia peggiore del male...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/1600/HU8151-001.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/320/HU8151-001.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Riapriamo la porta e vediamo Potocki e Theo seduti sul letto che discorrono animatamente&lt;br /&gt;Potocki: "A quel punto i pirati riuscirono ad arpionare la nostra nave e sul ponte si scatenò l'apocalisse. Nuvole nere di polvere da sparo si alzavano come fumi infernali e gli sguardi di quegli uomini negavano ogni possibile clemenza. L'avidità aveva stravolto orrendamente i loro visi che somigliavano ormai a quelle maschere rituali che alcune tribù forgiano per spaventare i nemici materiali e immateriali. Di tal fatta erano gli uomini da cui dovevo difendermi. Ma più del timore di perdere la vita, mi tormentava l'idea dello scempio che avrebbero fatto del mio tesoro. Non potevo sopportarlo, avevo viaggiato anni per raccoglierlo e lo custodivo con affetto quasi materno. Allora imbracciai una sciabola e iniziai a menar colpi alla cieca finché non raggiunsi una scialuppa. La lanciai in acqua e poi mi tuffai anch'io senza mai abbandonare la cassa con il mio tesoro. Dopo giorni e giorni in cui le correnti si trastullarono con il mio guscio di noce, riuscii finalmente ad approdare sulla terra ferma, ma le mie sciagure erano appena iniziate perché proprio su quelle spiagge avrei di lì a poco incontrato un nemico ben più pericoloso..."&lt;br /&gt;Tossisco discretamente.&lt;br /&gt;Potocki: "Oh madame, stavo raccontando brevemente al nostro comune amico come sono giunto fin qui insieme ai miei beni"&lt;br /&gt;Carmilla: "Ma signor conte, avete affrontato tante difficoltà senza mai separarvi dal vostro prezioso carico?"&lt;br /&gt;Potocki: "Mai" dice fieramente.&lt;br /&gt;Carmilla: "E ora dov'è?"&lt;br /&gt;Potocki: "Qui" dice con naturalezza. Raggiunge un angolo della stanza, solleva un mantello scuro e mostra orgoglioso un vecchio baule di legno, con borchie in metallo. Proprio il tipo di baule che ci si immagina di trovare su una nave affondata.&lt;br /&gt;Potocki: "Anche se, per i problemi legati alla mia triste sorte, spesso penso di non essere un guardiano adeguato per queste ricchezze..." dice il conte rabbuiandosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/1600/10162955.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/320/10162955.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Guardo Ruthven severamente e il pennuto si affianca a Potocki&lt;br /&gt;Ruthven: "Caro amico, lasciatevelo dire, voi avete una visione distorta della vostra condizione."&lt;br /&gt;Potocki: "E' facile per voi parlare. Non sapete quale tormento...&lt;br /&gt;Ruthven: "Mi duole correggervi conte, ma vi sbagliate. Io sono, come voi, una creatura duale e potenzialmente pericolosa. Sono un vampiro."&lt;br /&gt;Potocki lo guarda prima con interesse poi con sorpresa&lt;br /&gt;Potocki: "Allora noi dovremmo essere nemici!&lt;br /&gt;Ruthven: "No, no Potocki, è proprio qui che volevo arrivare. I tempi sono cambiati, il mondo non è più lo stesso. Oggi è molto più facile essere una creatura non umana."&lt;br /&gt;Potocki: "Dite?"&lt;br /&gt;Ruthven: "Certamente! Guardate me! La mia vita è talmente tranquilla che quasi mi annoio. Vedete, il vostro problema è a monte della questione. Voi considerate la licantropia un handicap, un qualcosa «in meno» che voi avete rispetto agli esseri umani. Invece è il contrario, è la vostra doppia natura che vi rende, raro, eccezionale."&lt;br /&gt;Potocki si fa pensoso, poi sorride.&lt;br /&gt;Potocki: "Non ci avevo mai pensato in questi termini."&lt;br /&gt;Ruthven (confidenzialmente): "E poi, ve lo confesso, questa selvatichezza... fa impazzire le donne!"&lt;br /&gt;Potocki (a bassa voce): "Ne siete sicuro?"&lt;br /&gt;Ruthven (annuendo): "Al cento per cento."&lt;br /&gt;Potocki sorride con più convinzione.&lt;br /&gt;Il mio sguardo passa dall'uno all'altro e mi chiedo chi dei due mi inquieti di più.&lt;br /&gt;Potocki emette un sospiro quasi liberatorio: "Era molto tempo che non ascoltavo parole così rassicuranti. Ve ne sono molto grato. E dire che..."&lt;br /&gt;Carmilla: "Cosa, conte?"&lt;br /&gt;Potocki: "A guardarvi meglio..."&lt;br /&gt;Carmilla, Ruthven, Theo: "???"&lt;br /&gt;Potocki: "Mi ricordate i personaggi di una storia che mi raccontarono una volta in una piccola isola della Francia. Parlava di una giovane donna che comandava un gruppo di banditi."&lt;br /&gt;...&lt;br /&gt;...&lt;br /&gt;Ruthven nell'orecchio di Carmilla: " Perché non va avanti? E' andato in corto circuito permanente?"&lt;br /&gt;Carmilla a Ruthven: "La tua assoluta mancanza di savoir faire assume quasi un interesse scientifico, lo sai?" a Potocki : "conte sareste così gentile da raccontarci la vostra storia?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15768384-115792643288683495?l=storiedifantasmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/feeds/115792643288683495/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15768384&amp;postID=115792643288683495&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/115792643288683495'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/115792643288683495'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/2006/09/la-cura-giusta-parte-quarta.html' title='La cura giusta (parte quarta)'/><author><name>Carmilla</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07575266222361802997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://static.flickr.com/90/254843952_ac4c2c320e_o.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15768384.post-115712283849341582</id><published>2006-09-01T07:53:00.000-07:00</published><updated>2006-09-02T01:48:07.093-07:00</updated><title type='text'>Dlin Dlon</title><content type='html'>Buonasera.&lt;br /&gt;Sono il maggiordomo morto di casa Karnstein.&lt;br /&gt;La Contessima mi ha pregato di comunicarvi un messaggio: la mia padrona, attualmente in villeggiatura nella terra dei vivi,  tornerà nella casa stregata il &lt;strong&gt;9 settembre&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ah, se vedete Ruthven... Ditegli che se lo becco ancora a rovistare nella dispensa degli alcolici userò il suo ectoplasma per farne vitel tonné. Grazie.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15768384-115712283849341582?l=storiedifantasmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/feeds/115712283849341582/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15768384&amp;postID=115712283849341582&amp;isPopup=true' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/115712283849341582'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/115712283849341582'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/2006/09/dlin-dlon.html' title='Dlin Dlon'/><author><name>Carmilla</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07575266222361802997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://static.flickr.com/90/254843952_ac4c2c320e_o.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15768384.post-115635018460767175</id><published>2006-08-23T09:16:00.000-07:00</published><updated>2006-10-04T07:24:35.323-07:00</updated><title type='text'>Moonstruck (parte terza)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/1600/LeonidOfTheLake_suddeth.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/200/LeonidOfTheLake_suddeth.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La sorpresa è stata troppo grande per riuscire a nasconderla.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma il conte è talmente mortificato che non riesco a infierire e mantengo un silenzio un po’ imbronciato.&lt;br /&gt;Ruthven a Theo, sottovoce: “Niente male come gentiluomo, eh?! La cavalleria prevede che i nobili intaschino gioielli altrui?”&lt;br /&gt;Potocki: “Signora, non ho parole per qualificare il mio comportamento. Se qualcuno dei suoi parenti volesse sfidarmi a duello non cercherò nemmeno di difendermi. Ma prima lasciate che vi sveli il terribile segreto che mi costringe a queste azioni riprovevoli.”&lt;br /&gt;Povero conte svitato, se non fosse già stato inumato credo che vorrebbe seppellirsi. Siccome non riesco a immaginare nessuno dei miei compagni impugnare un fioretto per riparare l’offesa propendo per ascoltare le sue giustificazioni.&lt;br /&gt;Del resto ha parlato di terribile segreto, no?&lt;br /&gt;Senza perdere l’aria risentita lo invito a continuare. Lui emette un sospiro, si guarda intorno e poi inizia con pomposa serietà&lt;br /&gt;Potocki: “Signori e, soprattutto, signora, chiedo perdono per ciò che state per vedere. Nessuna anima di Dio dovrebbe assistere mai a questi spettacoli ripugnanti. Tuttavia, l’onore della mia famiglia mi obbliga a discolparmi almeno in parte per il mio gesto meschino o, quantomeno, a lasciare al buon cuore dei miei giudici il riconoscimento di alcune attenuanti.&lt;br /&gt;"Caro compagno" - dice a Ruthven - "con molto attenzione, spostate le coltri dalle finestre".&lt;br /&gt;Ruthven, divertito, prende nel becco un lembo di tenda e la tira via.&lt;br /&gt;Sentito il rumore della stoffa che scorre, il conte ha una reazione inaspettata: si contorce, urla e si strappa quello che resta della sua camicia. Ora capisco come aveva fatto a ridurla così.&lt;br /&gt;Sinceramente turbato Ruthven viene a posarsi sulla mia spalla.&lt;br /&gt;Ruthven: “Ma cosa diavolo ha? Sembra il fratello scemo di Wolverine.”&lt;br /&gt;Carmilla: “Non lo so, è completamente ammattito, forse è il caso di chiudere quella finestra. E di corsa anche, prima che si faccia male.”&lt;br /&gt;Ruthven si affretta a rimettere le tende al loro posto.&lt;br /&gt;Carmilla: “Signore ma cosa vi prende?”&lt;br /&gt;Potocki: “Lo avete visto anche voi: sono un lupo mannaro!” Esclama il conte con pathos&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/1600/GermanWoodcut1722.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/320/GermanWoodcut1722.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Un breve istante di imbarazzo ci paralizza tutti. Poi Ruthven esclama “Potocki, guardate che oggi la luna è all’ultimo quarto”&lt;br /&gt;Potocki: “Uh davvero? Ah certo, questo è il motivo per cui la trasformazione non è stata ehm... completa”&lt;br /&gt;Theo: “Quindi voi sareste?”&lt;br /&gt;Potocki: “Proprio quello che avete potuto vedere coi vostri occhi: un licantropo, un garou o come più vi aggrada chiamarli. Ma sempre un mostro, un maledetto.” Si siede con aria afflitta sul mio letto con la testa tra le mani.&lt;br /&gt;Vado a sedermi accanto a lui premurosamente&lt;br /&gt;Carmilla: “No signor Potocki, non fate così.” Dico mentre mi mette la testa sulla spalla&lt;br /&gt;Potocki: “Sì invece, nessuno vuol starmi accanto.”&lt;br /&gt;Carmilla: “Ma cosa dite? Un uomo come voi? Valoroso, colto.”&lt;br /&gt;Potocki: “A cosa serve quando rischio di ferire a morte chi mi sta vicino?”&lt;br /&gt;La letteratura a volte dà alla testa, senza dubbio. Quella gotica temo più delle altre. Ma con tanti generi di follia che esistono al mondo perché uno dovrebbe mettersi in mente di essere un lupo mannaro?&lt;br /&gt;Ruthven: “Va bene conte, ci ricorderemo di starvi ben lontani qualche giorno al mese. Ma con la nostra piccola vicenda del furto come la mettiamo?”&lt;br /&gt;Potocki: “Voi riportate il discorso dove fa più male. Sono costretto a rubare da quando ho dovuto lasciare il mio castello.”&lt;br /&gt;Theo: “A causa dei vostri nemici, immagino?”&lt;br /&gt;“Esattamente” dice Potocki illuminandosi perché qualcuno mostra comprensione per la sua tragedia.&lt;br /&gt;Potocki: “E vedete signora... ho bisogno di argento e sono costretto...” la ripugnanza gli rende difficile proseguire “a rubarlo. Come me ne vergogno.”&lt;br /&gt;Carmilla: “Cosa fate con l’argento che... raccogliete, conte?”&lt;br /&gt;Potocki alza la testa dalla  mia spalla e mi rivolge uno dei sui sguardi sorpresi e allucinati.&lt;br /&gt;Potocki: “Fabbrico una pallottola. Non esistono altri modi per uccidere un lupo mannaro, ne so qualcosa.”&lt;br /&gt;Carmilla: “Caro conte, c’è qualcosa che mi sfugge nel vostro ragionamento".&lt;br /&gt;In realtà stare dietro alla logica di Potocki sta diventando un’operazione al di sopra delle mie facoltà.&lt;br /&gt;Potocki: “I miei nemici mi cercano e vogliono a tutti i costi il mio tesoro. Inoltre hanno scoperto la mia infausta natura e sospetto che vogliano catturarmi per sottopormi ad esperimenti scientifici. Così ho deciso di fabbricare una pallottola d’argento da portare sempre con me. In tal modo se i miei nemici dovessero trovarmi potrei uccidermi e non dirgli nulla del mio tesoro e non diventare mai un... fenomeno da baraccone. O peggio: una terribile arma omicida.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/1600/bonino_apocrifo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/200/bonino_apocrifo.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Theo: “Ma non mi dite...”&lt;br /&gt;Potocki annuisce gravemente.&lt;br /&gt;Potocki: “Vedete ci ho già provato una volta, ho fabbricato una pallottola da un cucchiaino da te e mi sono sparato un colpo al cuore, ma non ha funzionato.”&lt;br /&gt;Ruthven a Theo, sottovoce “Ha detto davvero con un cucchiaino da te?”&lt;br /&gt;Theo: “Temo di sì...”&lt;br /&gt;Carmilla: “In che senso?”&lt;br /&gt;Potocki: “Sono un uomo sfortunato anche nella sciagura, madame, l’argento non doveva essere puro. Così non sono morto. Ho solo sentito un gran dolore e poi sono rinvenuto. Ma i miei nemici hanno creduto di avermi eliminato e sono riuscito a mettermi in salvo.”&lt;br /&gt;Smetto di accarezzargli la testa&lt;br /&gt;Carmilla: “Signor conte, perdonate io dovrei un attimo... andare di là per... dare ordini per la cena, ecco. Mi scusate?”&lt;br /&gt;Potocki: “O certo cara, anzi, perdonate se ho turbato la vostra pace domestica.”&lt;br /&gt;Carmilla: “Ruthven, verresti ad aiutarmi?”&lt;br /&gt;Non è una richiesta, naturalmente.&lt;br /&gt;Appena fuori dalla stanza chiudo la porta perché il conte non senta.&lt;br /&gt;Ruthven: “A dare ordini per la cena? E a chi? Ai tuoi servi fatati? Freezolo, Fiordipanino e Quattrosaltiinpadella?”&lt;br /&gt;Carmilla: “Ascolta, invece di fare dell’ironia sterile... ci pensi tu ad andare di là e dirgli che non è un lupo mannaro ma un uomo che si è ammazzato ed è diventato un fantasma?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(mi sembrava inutile scriverlo, comunque continua : ) )&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15768384-115635018460767175?l=storiedifantasmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/feeds/115635018460767175/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15768384&amp;postID=115635018460767175&amp;isPopup=true' title='4 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/115635018460767175'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/115635018460767175'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/2006/08/moonstruck-parte-terza.html' title='Moonstruck (parte terza)'/><author><name>Carmilla</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07575266222361802997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://static.flickr.com/90/254843952_ac4c2c320e_o.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15768384.post-115617717798583486</id><published>2006-08-21T09:02:00.000-07:00</published><updated>2006-10-04T07:24:08.266-07:00</updated><title type='text'>Perdere e ritrovare (parte seconda)</title><content type='html'>L’apparenza non è delle più “nobili” a dir la verità, ma non è decoroso indagare sulle alterne fortune degli antichi casati.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://static.flickr.com/92/221190747_e474948d02_o.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://static.flickr.com/92/221190747_e474948d02_o.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Conte Ian Potocki... questo nome non mi è nuovo.&lt;br /&gt;Carmilla: “Ma sì!” esclamo soddisfatta “voi siete Potocki, quello che... “&lt;br /&gt;Potocki: “Silenzio!!! Volete farci morire tutti?” Urla il conte provocando molto più trambusto di quello che intendeva evitare.&lt;br /&gt;Potocki si guarda intorno concitatamente e poi dice imperioso “presto sotto il letto”&lt;br /&gt;Carmilla: “e... perché?” mi azzardo a chiedere&lt;br /&gt;Mi guarda con la compassione con cui si guardano gli inetti.&lt;br /&gt;Potocki: “così non potranno trovarci”&lt;br /&gt;Mi giro verso Ruthven e lo vedo con l’ala fare un gesto circolare al lato della sua testa; gesto che indica, convenzionalmente, cosa si pensa della sanità mentale di qualcuno dei presenti.&lt;br /&gt;Mi mostro accondiscendente e mi infilo sotto il letto. Il conte fa un altro frenetico giro di perlustrazione poi mi raggiunge nel nostro discutibilmente impenetrabile rifugio.&lt;br /&gt;Carmilla: “Signor Pot..”&lt;br /&gt;Potocki: “Per carità! Non pronunci il mio nome”. Dice con voce strozzata.&lt;br /&gt;Carmilla: “Chiedo scusa”. Ma la mia curiosità è troppo grande e mi arrischio a riprendere il discorso.&lt;br /&gt;Carmilla: “Volevo solo sapere se voi siete QUEL Potocki”&lt;br /&gt;Il suo sguardo diventa platealmente mesto. Ma non sta fingendo. Si sente davvero così.&lt;br /&gt;Potocki: “Allora voi sapete? La mia triste fama mi ha preceduto... Troverò dunque mai pace?! Dice alzando gli occhi al cielo (o meglio alla rete ortopedica) e crollando il capo. Ora capisco perché avete urlato, ne avevate tutti i diritti.”&lt;br /&gt;Carmilla: “Ma signore, io non vedo cosa ci sia di così spaventoso nella vostra opera, cioè si parla di fantasmi e demoni ma sempre in maniera abbastanza divertente. Non mi ha fatto paura.”&lt;br /&gt;Interrompe la scena madre per guardarmi con diffidenza.&lt;br /&gt;Potocki: “Ah, parlavate di quello”&lt;br /&gt;Carmilla: “Beh, sì...”&lt;br /&gt;Non capisco se è più sollevato o deluso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://static.flickr.com/61/221190749_5607b1961f_o.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://static.flickr.com/61/221190749_5607b1961f_o.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Potocki: “Devo dire che è stato un bel colpo di fortuna, ritrovare un’opera così pregevole.”&lt;br /&gt;Sorrido&lt;br /&gt;Carmilla: “Signore io non parlerei di fortuna, ma del vostro straordinario talento e del vostro carisma.”&lt;br /&gt;Potocki: “Che talento c’è nel trovare qualcosa che ha scritto un altro?”&lt;br /&gt;Carmilla: “Ah ah, conte suvvia! Non vi facevo così burlone. In effetti leggendo i vostri racconti avrei dovuto immaginarlo.”&lt;br /&gt;Potocki: “Persistete nell’errore? Scusate madame come si intitola l’opera di cui parlate?”&lt;br /&gt;Carmilla: “Il manoscritto trovato a Saragozza. É il vostro capolavoro.”&lt;br /&gt;Potocki: “Secondo voi se avessi scritto una raccolta di racconti l’avrei chiamata «il manoscritto trovato a Saragozza?»&lt;br /&gt;Certo che no! L’avrei chiamato «il manoscritto scritto a Saragozza». O a Lione o a Varsavia. Non è difficile da comprendere vero?”&lt;br /&gt;Carmilla: “Ma signor conte è chiaro che...”&lt;br /&gt;Theo con la zampa mi dà un piccolo colpo come per dirmi di assecondarlo.&lt;br /&gt;L’obiezione muore nella mia gola.&lt;br /&gt;Carmilla (mugugnando): “certo, non fa una piega”.&lt;br /&gt;Il conte impone di nuovo il silenzio, poi esce da sotto il letto brandendo il suo spadino.&lt;br /&gt;Cerca febbrilmente dietro le tende, sotto le coperte, oltre la porta.&lt;br /&gt;Ruthven gli si avvicina&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://static.flickr.com/85/221190748_585a14f7d8_o.png"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://static.flickr.com/85/221190748_585a14f7d8_o.png" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ruthven: “Conte Potocki, perdoni l’indiscrezione ma, esattamente, cosa ci minaccerebbe?”&lt;br /&gt;Potocki: “I miei nemici caro compagno, i miei nemici. Mi inseguono senza tregua e finché sarete vicini a me sarete in pericolo anche voi.”&lt;br /&gt;Ruthven: “E perché vi inseguono signore?”&lt;br /&gt;Potocki: “Perché? Perché vogliono il mio tesoro!” Urla Potocki stringendo con la mano la chiavetta che gli pende dal collo.&lt;br /&gt;Ruthven: “ehm, certo che domande... Comunque caro conte, a me sembra che la stanza sia sicura, forse possiamo far uscire gli altri dal nascondiglio.”&lt;br /&gt;Potocki: “Credo che abbiate ragione, signore. Grazie dell’aiuto.”&lt;br /&gt;Il conte si avvicina al letto&lt;br /&gt;Potocki: “madame...” dice con galanteria mentre mi porge la mano per aiutarmi a riemergere. Forse è un conte per davvero.&lt;br /&gt;Nel piegarsi verso di me gli scivola qualcosa dalla tasca, un piccolo oggetto metallico.&lt;br /&gt;Lo raccolgo per ricambiare la sua gentilezza ma quando lo prendo in mano mi accorgo che si tratta del mio sole d’argento.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15768384-115617717798583486?l=storiedifantasmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/feeds/115617717798583486/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15768384&amp;postID=115617717798583486&amp;isPopup=true' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/115617717798583486'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/115617717798583486'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/2006/08/perdere-e-ritrovare-parte-seconda.html' title='Perdere e ritrovare (parte seconda)'/><author><name>Carmilla</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07575266222361802997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://static.flickr.com/90/254843952_ac4c2c320e_o.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15768384.post-115609271791814554</id><published>2006-08-20T09:43:00.000-07:00</published><updated>2006-10-04T07:23:34.726-07:00</updated><title type='text'>Un piccolo astro d'argento (parte prima)</title><content type='html'>Uno dei maggiori inconvenienti quando si vive con delle persone defunte è che essi non dormono mai.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Di conseguenza, quando la biologia e le fatiche della giornata vi fanno desiderare il sano e meritato riposo sotto le vostre calde coperte, qualcosa dentro di voi non riesce a sopirsi del tutto: la consapevolezza che loro siano svegli e privi di qualunque controllo genera un'inquietudine sottile e persistente.&lt;br /&gt;La fronte si imperla di sudore, il battito cardiaco accelera. Ma poi il sonno vi prende per sfinimento e vi addormentate lo stesso, sperando che i danni siano minori di quelli che temete.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/1600/writing_letter.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/320/writing_letter.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;É raro, dunque, che al vostro risveglio le cose siano esattamente lì dove le avete lasciate. Non serve provare a ricordare se le avete spostate. Non le avete spostate.&lt;br /&gt;Molto più probabilmente sono volate via durante una battaglia notturna a cuscinate, o sono state spazzate (senza troppi riguardi) per liberare un tavolo e rovesciarci sopra la vostra scatola delle vecchie foto o le vostre lettere di gioventù. I fantasmi cono curiosi come camerierine vittoriane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prepararmi e trovare solo uno dei miei due orecchini, quindi, è il meno che mi possa accadere all'inizio di un nuovo giorno.&lt;br /&gt;Carmilla: “Qualcuno ha visto il mio orecchino? É tutto d'argento a forma di sole.”&lt;br /&gt;Ruthven: “Cosa vuoi che ce ne facciamo noi di un orecchino? Sei paranoica.”&lt;br /&gt;Carmilla: “Non penso che tu voglia metterlo, idiota. Mi chiedevo se magari qualcuno di voi potesse averlo visto o avere idea di dove... “&lt;br /&gt;Mi rendo conto che la loro (enorme) pigrizia è senz'altro più forte della loro (scarsa) razionalità e decido di provvedere per mio conto.&lt;br /&gt;In questa situazione la ricerca diventa impegnativa. Ogni singolo luogo ha, statisticamente, la stessa probabilità di essere quello giusto dal momento che non c'è alcuna connessione causale tra il vostro comportamento del giorno prima e l'attuale posizione dell'oggetto.&lt;br /&gt;Il mio metodo, in questi casi, è platonico, dall'alto verso il basso. Le camere da letto vengono setacciate per prime. E poi via a scendere.&lt;br /&gt;Entro nella mia stanza e comincio a spostare suppellettili alla ricerca del mio gioiellino.&lt;br /&gt;Niente, la ricerca è infruttuosa. Provo a perlustrare il pavimento. Mm forse dovrei passare l’aspirapolvere un giorno di questi.&lt;br /&gt;Non resta che provare nel «luogo simbolo» di tutte le cose perdute: sotto il letto.&lt;br /&gt;Sollevo le coperte e il mio sguardo invece del tenue riflesso di un orecchino incontra... un altro sguardo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/1600/mattress.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/200/mattress.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Lo so che abito in questa casa da ormai più di un anno e che certe cose non dovrebbero sorprendermi più. Ma se trovo un uomo sotto il mio letto (e non ce l’ho messo io) qualcosa dentro di me non può fare a meno di spaventarsi da morire.&lt;br /&gt;Lo sconosciuto accucciato sotto il mio letto mi guarda e cerca di dirmi qualcosa, con la coda dell’occhio lo vedo portarsi un dito alle labbra come per pregarmi di rimanere in silenzio ma il mio urlo di terrore è già partito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uomo che esce da sotto il letto: “Per l’amore del cielo, madame, state zitta! Siamo in grave pericolo!”&lt;br /&gt;L’ospite, decisamente inatteso, rendendosi conto che le sue parole non sono sufficientemente convincenti mi mette una mano sulla bocca per soffocare i miei strepiti.&lt;br /&gt;Nel frattempo le mie urla hanno fatto accorrere gli uomini di casa, se così si possono chiamare: Theo, Ruthven e il Giocatore di Football Senza Volto.&lt;br /&gt;Theo: “Carmilla che fai? Vergognati! Cos’è questa scena da operetta?&lt;br /&gt;Ruthven: “Da operetta? A me sembra più un harmony di seconda mano. Chi è questo qua?”&lt;br /&gt;Mi libero della mano del mio assalitore.&lt;br /&gt;Carmilla (con risentimento): “E lo chiedi A ME? Guarda che, per inciso, se questa è un’operetta io sarei la vittima”.&lt;br /&gt;Theo alza un sopracciglio poco convinto. “Vorresti dire che lui sarebbe il bruto?”&lt;br /&gt;Uomo che esce da sotto il letto (sdegnato): “Non vi permetto di parlarmi in questo modo. É il momento di chiarire la mia posizione”.&lt;br /&gt;Beh almeno su una cosa siamo d’accordo. Intanto guardo il compagno non richiesto di questa assurda sceneggiata.&lt;br /&gt;É alto e, bisogna pur dirlo, piuttosto aitante. I capelli scarmigliati gli ricadono sulle spalle, indossa solo paio di braghe nere e una camicia bianca molto mal ridotta, praticamente sbrindellata. Al fianco un pugnale e al collo una catenina da cui pende qualcosa di simile ad una chiave. Nei suoi occhi, fulgida, risplende la pazzia.&lt;br /&gt;Si volge verso di me e mi fa un mezzo inchino&lt;br /&gt;Uomo che esce da sotto il letto: “Signora scusate se ho abusato della mia superiore forza fisica per indurvi al silenzio. Posso giurarvi sulla vera croce che era necessario per la vostra e la mia incolumità.&lt;br /&gt;La mia è la parola di un gentiluomo e dovete sempre tenerla per vera. Il mio nome è Potocki, conte Ian Potocki”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15768384-115609271791814554?l=storiedifantasmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/feeds/115609271791814554/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15768384&amp;postID=115609271791814554&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/115609271791814554'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/115609271791814554'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/2006/08/un-piccolo-astro-dargento-parte-prima.html' title='Un piccolo astro d&apos;argento (parte prima)'/><author><name>Carmilla</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07575266222361802997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://static.flickr.com/90/254843952_ac4c2c320e_o.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15768384.post-115335389301197181</id><published>2006-07-19T16:57:00.000-07:00</published><updated>2006-10-04T07:31:01.836-07:00</updated><title type='text'>La Princesse lontaine (parte quarta e ultima)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/1600/goblepent25.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/200/goblepent25.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Baronessa: "Bertrand d'Allamanon era molto legato a Jaufrè e gli spiacque a tal punto per la sua sorte paradossale che decise di andare a prendere Melisenda e di condurla da lui."&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;Carmilla: "Questo lo sappiamo, certo è stato sfortunato ad ammalarsi ma il gesto di Bertrand gli ha concesso almeno una fine poetica"&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Baronessa, con un'espressione maliziosa: "Oh, certo. Le sue intenzioni erano ottime.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; &lt;/div&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quello che Bertrand non poteva sapere è che Melisenda, non troppo felice del matrimonio che le era stato imposto aveva da tempo iniziato a fantasticare sull'uomo dall'animo gentile che, da oltre il mare, le mandava dei versi. Non che sperasse davvero di vederlo comparire, ma lo aveva sognato spesso e lo ricambiava di un amore altrettanto irreale.&lt;br /&gt;Quando un cavaliere cristiano si presentò alla sua porta, con l'impeto di un uragano e deciso a perdere la vita piuttosto che a rinunciare alla sua impresa, fu naturale per lei convincersi che egli non fosse altri che il suo Jaufre, venuto finalmente da lei come nelle sue segrete fantasticherie.&lt;br /&gt;Lo osservò combattere e, essendo già predisposta all'amore, perdette il suo cuore per quel portamento fiero, per il carattere irruente e appassionato.&lt;br /&gt;Forse fu anche grazie alle preghiere di Melisenda che Bertrand riuscì a debellare tutte le guardie e a penetrare nel castello.&lt;br /&gt;Quando vide la sua bella preda rimase confuso, sapeva che era molto graziosa e ne aveva così a lungo parlato con Jaufre che ormai anche lui si era costruito una sua immagine di lei. Ma non era pronto a quello che si trovò davanti. Non solo Melisenda era bella e aveva spirito, ma era anche innamorata. Quando Bertrand si presentò e spiegò il motivo del suo comportamento poco cortese vide Melisenda avvampare di vergogna e capì l'equivoco in cui la ragazza era caduta. E, inutile dirlo, la trovò ancora più affascinante.&lt;br /&gt;Altrettanto superfluo aggiungere che l'altruismo e il coraggio di Bertrand lo avevano reso incredibilmente amabile agli occhi di Melisenda.&lt;br /&gt;I due erano giovani, belli, emozionati, d'animo gentile. Era inevitabile che si innamorassero."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://reproduction-paintings.com/bur/slides/bur14.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://reproduction-paintings.com/bur/slides/bur14.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Carmilla: “Come?!! Che si innamorassero? Ma scherzate?”&lt;br /&gt;Ruthven: “ah ah ah”&lt;br /&gt;Carmilla: “Ruthven non c'è proprio nulla di divertente”&lt;br /&gt;Ruthven: “No?”&lt;br /&gt;Carmilla, Theo, Baronessa: “NO”&lt;br /&gt;Ruthven: “A me fa ridere: ‘il miglior amico che un uomo possa desiderare’. Caro Jaufrè come amico ero persino meglio io.&lt;br /&gt;E quindi cosa fecero?”&lt;br /&gt;Baronessa: “Quello che fanno gli eroi: si sacrificarono. Assaporarono pochi giorni di felicità poi decisero di rinunciarvi per regalare gli ultimi istanti di gioia ad un uomo morente. A quello che, entrambi sapevano, era l'uomo migliore che avessero mai incontrato&lt;br /&gt;Ruthven: “Va beh, hanno fatto una bella sceneggiata poi quando l'amicone è trapassato loro sono tornati a tubare?”&lt;br /&gt;Carmilla: “Ruth sei disgustoso”&lt;br /&gt;Ruthven: “Beh, che ci sarebbe di male?”&lt;br /&gt;Carmilla: “Ruth, sono felice di non essere il tuo migliore amico.”&lt;br /&gt;Baronessa: “Dopo aver incontrato Jaufrè e averlo visto morire a causa del suo amore da sognatore, Melisenda entrò davvero in convento. Era innamorata si Bertrand, ma grazie alle parole di Jaufre. Amava Jaufre per quello che aveva fatto per amor suo e amava Bertrand per quello che aveva fatto per amore di Jaufrè. Non avrebbe mai potuto essere la moglie di nessuno dei due e men che mai di qualcun altro.&lt;br /&gt;Bertrand si sentva colpevole. Perdere Melisenda lo straziava ma aver tradito il suo amico era un dolore troppo grande per pensare di protrarlo per tutta la vita.&lt;br /&gt;Si sarebbe ucciso, ma siccome era un buon cristiano e la sua legge glielo impediva, si arruolò nell'esercito delle crociate sperando di trovarvi la morte.”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/1600/the-kiss_francesco-hayez.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/200/the-kiss_francesco-hayez.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Carmilla: “Che storia incredibile. Mi ricorda qualcosa...”&lt;br /&gt;Theo: “Jules e Jim?”&lt;br /&gt;Carmilla: “No, non parlavo solo di una somiglianza «numerica» ma di qualcosa di strutturale”&lt;br /&gt;Ruthven: “Cornuti e contenti?”&lt;br /&gt;Carmilla a Theo: “Non gli rispondo nemmeno.&lt;br /&gt;Ci sono! Cyrano de Bergerac! Cristiano si fa amare grazie alle parole di Cyrano ma quando Cristiano muore Cyrano non vuole tradire la sua memoria svelando l'inganno e rinuncia all'amore di Rossana. I ruoli sono mescolati ma ci sono molte cose simili”&lt;br /&gt;Baronessa sorride compiaciuta: “Non sbagli Carmilla, guarda qui” dice porgendomi un libro. Leggo ad alta voce: “La principessa lontana, piece teatrale di.. Edmond Rostand!”&lt;br /&gt;Baronessa: “L'ha scritta ispirandosi alla vita dei nostri eroi, E romanzandola un po', ovviamente.”&lt;br /&gt;Carmilla: “Ma baronessa, cosa succederà quando Jaufrè scoprirà come sono andate le cose?”&lt;br /&gt;Baronessa: “Credi davvero che Jaufrè non lo sappia?”&lt;br /&gt;Carmilla: “Ma allora perché fingere di non saperlo?”&lt;br /&gt;Baronessa: “Perché, che Ruthven lo creda o no, rinunciando ad amarsi Melisenda e Bertrand gli hanno dimostrato un grande amore. Molto più che se si fossero semplicemente ignorati. E lui protegge la loro memoria raccontando un'altra versione della storia. Però, certo, incontrarsi sarebbe imbarazzante e quindi continuano ad amarsi così, tutti e tre ma da lontano. Come cantava Rudel nelle sue poesie.”&lt;br /&gt;Theo: “Certo questo è un amore che non finirà mai.”&lt;br /&gt;Ruthven: “A me sembra un amore che non è nemmeno iniziato. Che senso ha?”&lt;br /&gt;Baronessa: “Chi può dire cosa ha senso e cosa no, in amore?”&lt;br /&gt;Ruthven: “E secondo voi questo è davvero un amore felice?”&lt;br /&gt;Baronessa: “Questo sentimento ha dato un senso alla sua vita terrena e persino a quella ultraterrena, non è questa la felicità?”&lt;br /&gt;Ascolto distrattamente gli altri discutere e mi viene in mente Henri, mi chiedo dove sia.&lt;br /&gt;Carmilla: “Ma a voi sembra che possa esistere un amore felice, nella realtà?” chiedo uscendo dal mio trasognamento&lt;br /&gt;Ruthven: “A me sembra che qua, quello che sta meglio c'ha la rogna.”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;(Non so se sia valsa la pena aspettare però è finita! Grazie della pazienza)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15768384-115335389301197181?l=storiedifantasmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/feeds/115335389301197181/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15768384&amp;postID=115335389301197181&amp;isPopup=true' title='5 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/115335389301197181'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/115335389301197181'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/2006/07/la-princesse-lontaine-parte-quarta-e.html' title='La Princesse lontaine (parte quarta e ultima)'/><author><name>Carmilla</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07575266222361802997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://static.flickr.com/90/254843952_ac4c2c320e_o.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15768384.post-115327340528414274</id><published>2006-07-18T18:30:00.000-07:00</published><updated>2006-10-04T07:30:04.583-07:00</updated><title type='text'>Jaufrè e Bertrand (parte terza)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://static.flickr.com/68/193023073_00df6c9d82_o.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://static.flickr.com/68/193023073_00df6c9d82_o.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Rudel: "Scoprii che non ero fatto per vivere le favole e forse aspirai ad essere troppo felice.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dio volle che mi ammalassi durante il viaggio e, nonostante le cure sollecite di Bertrand e dell'equipaggio che si era affezionato alla mia avventura, peggiorai velocemente.&lt;br /&gt;Quando giungemmo sulla costa ero sì debole che un solo movimento mi avrebbe certo ucciso.&lt;br /&gt;Tutti si avvilirono per la mala sorte che aveva segnato quel viaggio tanto agognato. Decisero però di vedermi almeno spirare felice e di portare da me Melisenda dato che io non potea andare da lei.&lt;br /&gt;L'impresa era disperata perché avevamo intanto saputo che il suo promesso sposo aveva messo a guardia del palazzo di Melisenda i più valorosi cavalieri del suo esercito. Primo tra tutti il Cavaliere dalle Armi Verdi."&lt;br /&gt;Ruthven: "E che è, il mago di Oz?" mi sussurra all'orecchio&lt;br /&gt;Lo zittisco con un gesto di fastidio&lt;br /&gt;Rudel: "Ma quando ci si ritrova in un'avventura si viene colti da una strana malia e si crede che anche l'impossibile possa essere vero, così Bertrand partì per portare da me Melisenda, ad ogni costo.&lt;br /&gt;Nessuno credeva che sarebbe tornato col suo preziosissimo carico. Solo io. Solo io lo aspettavo e chiedevo continuamente di lui. Giorno dopo giorno si cercava di convincermi a mettere il cuore in pace e a morire serenamente, ma era come se io fossi sospeso, come se persino la morte si fosse incuriosita di questa strana storia e volesse vedere come sarebbe andata a finire."&lt;br /&gt;Carmilla: "E com'è andata a finire?"&lt;br /&gt;Rudel: "È finita come una bella favola, senonché dopo ho dovuto abbandonare le mie spoglie mortali".&lt;br /&gt;Theo: "E come fece Bertrand a uccidere il Cavaliere delle Armi Verdi?"&lt;br /&gt;Ruthven sottovoce: "Indossando delle scarpette rosse e battendo tre volte i tacchi..."&lt;br /&gt;Rudel: "Col suo coraggio. E forse con un po' di fortuna. Come nelle storie."&lt;br /&gt;Carmilla: "E Melisenda? Era bella come dicevano?"&lt;br /&gt;Rudel, con aria sognante: "Bella? Di più. Melisenda era creatura sublime. Nei pochi momenti che passammo insieme mi disse che aveva letto i miei versi e che essi avevano aperto, per me, la strada nel suo cuore. Era esattamente come l'avevo sognata: di cuore gentile e d'intelletto sottile. E profumava di gelsomino.&lt;br /&gt;L'ultima cosa che fece fu prendere una ciocca dei miei capelli neri e mischiarla con una dei suoi. Ho reso l'anima a Dio tra le sue braccia."&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://static.flickr.com/65/193023075_6551653b6a_o.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://static.flickr.com/65/193023075_6551653b6a_o.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Carmilla: "Povera Melisenda! Trovare e perdere l'amore così velocemente. Sembra un film di David Lean. Avevate ragione Rudel, siete stato fortunato: amato da una donna eccezionale e da un amico fedele quasi fino all'irragionevolezza."&lt;br /&gt;Rudel (sospirando): "E difatti ne avverto assai la mancanza. La mia stella dopo quel giorno entrò in convento, non volle amare più nessun uomo, per rispetto alla mia memoria. Bertrand, afflitto dalla mia perdita, decise di combattere davvero la guerra santa e si guadagnò molta gloria sprezzando la morte in diverse occasioni.&lt;br /&gt;Sono molti e molti anni che li cerco per dimostrare loro il mio amore e la mia gratitudine."&lt;br /&gt;Theo, sorpreso: "Non vi siete ancora ritrovati?"&lt;br /&gt;Rudel: "No, ma non temo: li troverò. E quel giorno ricomincerà la mia piena gioia."&lt;br /&gt;Carmilla: "Messer Rudel la vostra storia è davvero notevole, quello che è accaduto a voi capita raramente."&lt;br /&gt;Rudel: "Potete ben dirlo mia cara, è per questo che mi sento un uomo fortunato, pur nella mia sorte bizzarra"&lt;br /&gt;Carmilla: "Però signore..."&lt;br /&gt;Rudel: "Dite pure"&lt;br /&gt;Carmilla: "..."&lt;br /&gt;Ruthven: "Per farla breve, Jaufrè, sei anche un ragazzo simpatico ma qua di amore felice non ne vedo nemmeno l'ombra."&lt;br /&gt;Rudel guarda Ruthven sinceramente meravigliato. Davvero quell'obiezione lo sorprende.&lt;br /&gt;Rudel: "Che vuol dire signori? Ho trovato la donna che era perfetta per me ed essa mi ha riamato. Inoltre per tutta la mia vita, e fino all'ultimo istante, ho avuto accanto un amico che per me è stato come un fratello. Guardatemi, in tutta onestà, quanti uomini avete mai conosciuto felice come lo sono io?"&lt;br /&gt;"Pochi" penso tra me e me "veramente pochi"&lt;br /&gt;Ruthven perde ogni ritegno, non gli importa di trovarsi di fronte ad uno degli ispiratori dello stil novo e gli parla come ad un ex compagno di sbronze&lt;br /&gt;Ruthven: "Dai Jaufrè che a trovare il grande amore per cinque minuti sono buoni tutti."&lt;br /&gt;C'è un attimo di silenzio.&lt;br /&gt;Solo Ruthven poteva pensare di esprimersi così a proposito della donna che quel poveretto adora, ormai da secoli, come una creatura divina. Temo che Rudel si alzi e vada via indignato.&lt;br /&gt;Invece guarda Ruthven perplesso, l'espressione è talmente prosaica che non è sicuro di aver ben compreso.&lt;br /&gt;Rudel: "Il senso del vostro discorso signore, se non ho male interpretato, è che se io avessi avuto Melisenda accanto per tutta la vita m'avrebbe preso il tedio di lei?"&lt;br /&gt;Ruthven: "Sì, nel migliore dei casi"&lt;br /&gt;Ora, penso, Rudel prende i suoi versi, li arrotola e li infila per la gola di Ruthven.&lt;br /&gt;Nel migliore dei casi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://images.amazon.com/images/P/B0000VO910.01-A2X3FMBNSRPS6U.LZZZZZZZ.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://images.amazon.com/images/P/B0000VO910.01-A2X3FMBNSRPS6U.LZZZZZZZ.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Invece Rudel conserva il contegno di un vero gentiluomo. Nel suo sguardo c'è un lampo non di vero disprezzo ma... ecco, di compassione.&lt;br /&gt;Rudel: "Signore, se credete questo è perché voi non avete avuto il privilegio di incontrare Melisenda.&lt;br /&gt;E ora vi domando scusa ma la mia ricerca è molto lunga e importante e non posso indugiare oltre. Spero mia cara signora di avervi almeno regalato un po' di fiducia in più nell'amore."&lt;br /&gt;Carmilla: "Arrivederci messer Rudel"&lt;br /&gt;Rudel: "Signora, se doveste veder Melisenda potreste..."&lt;br /&gt;Carmilla: "Certo, dirle che voi la cercate"&lt;br /&gt;Rudel: "E anche darle queste parole che ho scritto per lei"&lt;br /&gt;Carmilla: "Sarà un piacere signore."&lt;br /&gt;Lo dico e lo penso. È emozionante avere una piccola parte in una grande storia d'amore.&lt;br /&gt;Rudel scompare e Ruthven si precipita a dissuggellare i versi per Melisenda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sarò felice quando potrò chiederle,&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-style: italic;"&gt;pregando Iddio, l'amor nato lontano;&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-style: italic;"&gt;a lei piacendo, prenderò dimora&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-style: italic;"&gt;presso di lei, benché sia di lontano.&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sarà perfetto il nostro incontro allora&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-style: italic;"&gt;quando sarò, lontano amante, vicino,&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-style: italic;"&gt;esultando del nostro bel parlare&lt;/span&gt;"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Baronessa: "Conosco questi versi, sono di Jaufre Rudel"&lt;br /&gt;Carmilla: "Esatto baronessa, per poco non lo avete incontrato: è stato qui a raccontarci la sua storia."&lt;br /&gt;Baronessa: "Vi avrà commossi quello sfortunato ragazzo, le sue vicende sono davvero tristi."&lt;br /&gt;Io, Theo e Ruthven ci guardiamo un po' disorientati&lt;br /&gt;Carmilla: "Beh sì, fare un viaggio così lungo e poi morire..."&lt;br /&gt;Baronessa: "Ma quello è solo l'inizio, non vi ha raccontato il resto?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(continua ma, giuro, è quasi finita)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15768384-115327340528414274?l=storiedifantasmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/feeds/115327340528414274/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15768384&amp;postID=115327340528414274&amp;isPopup=true' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/115327340528414274'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/115327340528414274'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/2006/07/jaufr-e-bertrand-parte-terza.html' title='Jaufrè e Bertrand (parte terza)'/><author><name>Carmilla</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07575266222361802997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://static.flickr.com/90/254843952_ac4c2c320e_o.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15768384.post-115257645152922913</id><published>2006-07-10T17:01:00.000-07:00</published><updated>2006-10-04T07:29:34.803-07:00</updated><title type='text'>Melisenda (parte seconda)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Rudel: “La mia vita cominciò sotto la luce di una stella benevola perché ebbi la fortuna di nascere principe di Blaye. Questo mi risparmiò parecchi affanni e mi permise di dedicarmi allo studio delle arti e delle scienze, ma divenni curioso anche dei commerci e delle usanze dei paesi lontani.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://static.flickr.com/48/186848922_8a8bdd5f38_b.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://static.flickr.com/48/186848922_8a8bdd5f38_b.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Mi interessai degli arabi, di come vivessero e di cosa avessero imparato nei secoli. Soprattutto, da poeta, fui conquistato dalle loro favole di amori e incantesimi e dalla loro poesia fluida e melodiosa.&lt;br /&gt;Chiunque tornasse da quelle terre era invitato alla mia tavola e io li pregavo di raccontarmi ogni cosa che avevano vista, anche la più minuta. Così imparai a conoscere e ad amare luoghi in cui non ero stato mai.&lt;br /&gt;Uomini diversi dipingono delle stesse terre ritratti differenti. Ma su una cosa ogni viaggiatore spendeva le medesime parole di lode: la bellezza ineffabile della principessa di Tripoli. Non v'era uomo, giovane o vecchio, povero o ricco che non ne rimanesse rapito.&lt;br /&gt;Accadde così che mi innamorai di Melisenda.”&lt;br /&gt;Lo guardo poco convinta.&lt;br /&gt;Carmilla: “Un momento signor Rudel. E' questo l'amore felice di cui vuole raccontarci?”&lt;br /&gt;Rudel: “Esattamente”&lt;br /&gt;Carmilla: “Cioè vuole dirmi che questa sua passione iniziò senza nemmeno aver visto la donna che l’aveva suscitata? Senza avere avuto nessun contatto con lei?”&lt;br /&gt;“Precisamente”, dice Rudel col suo sorriso fanciullesco. L'obiezione non lo turba, anzi, sembra aggiungere valore al suo sentimento&lt;br /&gt;Ruthven: “E tu cosa avresti da controbattere? Vogliamo ricordare al signor Rudel che ti sei innamorata di uno che non solo non hai la minima idea di dove sia in questo momento ma che per di più è morto?”&lt;br /&gt;Carmilla: “Io non...”&lt;br /&gt;Ruthven: “O forse preferisci parlargli della cotta che hai per il pianista, quello che invece non sai nemmeno se ESISTE?”&lt;br /&gt;Rudel: “Sono felice che voi più degli altri possiate capirmi, allora”&lt;br /&gt;Ruthven mi guarda con aria soddisfatta. La mia obiezione mi muore in gola. Non mi resta che ascoltare il seguito della storia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://static.flickr.com/66/186848921_48b0746807_o.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://static.flickr.com/66/186848921_48b0746807_o.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Rudel: “Melisenda entrò nei miei pensieri lievemente. All'inizio era solo il mio diletto, l'ispirazione delle mie parole. Di lei discorrevo con il mio amico, Bertrand d'Allamanon. Con lui provavo piacere nell'immaginarne l'aspetto, la voce, persino il profumo.&lt;br /&gt;Non so dirvi come accadde, ma essa penetrò nella mia anima sì profondamente da diventare una parte della mia vita stessa. Trascorrevo i miei giorni attendendo il momento in cui sarei rimasto solo con il suo pensiero, in cui l’avrei ritrovata dentro di me.&lt;br /&gt;Le scrissi versi. Scrivevo di lei continuamente. E a chiunque si recasse nella sua terra chiedevo di cercarla e di recapitarle i miei poemi. Non so quanti ne lesse ma, ogni volta che ne affidavo uno ad un viaggiatore, sentivo come se una parte di me potesse finalmente congiungersi con lei.&lt;br /&gt;Finché un giorno non decisi.”&lt;br /&gt;Ruthven: “Cosa?” chiede il pennuto con impazienza. Non avrei mai detto che una storia d’amore potesse coinvolgerlo.&lt;br /&gt;Rudel: “Di raggiungerla! Parlavo ancora di lei con Bertrand quando d'improvviso gli dissi ‘mio caro amico, troppo tempo ho passato inventando favole. È venuto il tempo di vivere ciò che ho raccontato. Partirò, come farebbe un eroe, troverò Melisenda e la condurrò con me’&lt;br /&gt;Era incredibile come, dopo aver presa quella risoluzione, ogni attimo di ulteriore indugio mi sembrasse insopportabilmente lungo. Il mio amico vedendomi così eccitato, e forse intristito dall'idea della nostra separazione, decise di accompagnarmi in questa avventura.&lt;br /&gt;Era quello periodo di crociate e così decidemmo di fingerci devoti soldati e ci imbarcammo alla volta della mezzaluna. Non erano tempi i nostri per viaggiare da soli.”&lt;br /&gt;Carmilla: “Allora la incontrò?” Chiedo tirando  un sospiro di sollievo.&lt;br /&gt;Rudel: “Oh sì” dice con aria sognante “una volta sola” aggiunge imperturbabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(continua ancora...)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15768384-115257645152922913?l=storiedifantasmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/feeds/115257645152922913/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15768384&amp;postID=115257645152922913&amp;isPopup=true' title='4 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/115257645152922913'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/115257645152922913'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/2006/07/melisenda-parte-seconda.html' title='Melisenda (parte seconda)'/><author><name>Carmilla</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07575266222361802997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://static.flickr.com/90/254843952_ac4c2c320e_o.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15768384.post-115222848365502509</id><published>2006-07-06T16:24:00.000-07:00</published><updated>2006-10-04T07:29:05.016-07:00</updated><title type='text'>Fin amor (parte prima)</title><content type='html'>Finalmente è arrivata la sera e il sollievo di una timida brezza.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Queste temperature mi tolgono ogni energia. Avvicino la poltrona alla finestra spalancata e apro il mio libro. Getto uno sguardo sconsolato ai miei coinquilini. Per loro non fa differenza, non avvertono più le variazioni climatiche. Ma il caldo è l'ennesima ottima scusa per non far nulla tutto il giorno.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://static.flickr.com/56/183661807_36434a3c1d_o.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://static.flickr.com/56/183661807_36434a3c1d_o.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Oltre importunare me, si intende.&lt;br /&gt;Ruthven: "Cosa fai?"&lt;br /&gt;Carmilla: "Leggo, non si vede?"&lt;br /&gt;Io detesto che mi si interrompa mentre leggo&lt;br /&gt;Ruthven: "E cosa leggi?"&lt;br /&gt;Sbuffo e giro il libro mostrando la copertina al mio interlocutore.&lt;br /&gt;Ruthven: "Fosca di Tarchetti?" dice con aria scandalizzata&lt;br /&gt;Carmilla: "Beh che c'è? È proibito?"&lt;br /&gt;Il suo ingiustificato turbamento sembra contagioso. Anche Teo si avvicina allarmato&lt;br /&gt;Teo: "C'è qualcosa che non va, vuoi che ne parliamo?"&lt;br /&gt;Carmilla: "Parliamo di che?"&lt;br /&gt;Ruthven: "Nessuno che stia bene legge questa roba."&lt;br /&gt;Carmilla: "Lo credi anche tu?" chiedo rivolgendomi a Teo.&lt;br /&gt;Teo: "Assolutamente sì"&lt;br /&gt;Riguardo il ritratto sulla copertina della mia edizione e, a ben considerare, ha un'aria poco rassicurante. Sono troppo suggestionabile. Mi riprendo&lt;br /&gt;Carmilla: "Non dite sciocchezze. E poi a me piacciono le storie di amori infelici."&lt;br /&gt;Ruthven: "Cioè uno per farti innamorare deve renderti infelice? Voi donne siete tutte pazze."&lt;br /&gt;Mi sembra di senitre un'eco di astio nelle sue parole ma non indago... Ho ancora difficoltà a immaginare il passato antropomorfo di Ruthven. Meno ancora desidero figurarmi i suoi accoppiamenti ornitologici.&lt;br /&gt;Carmilla: "Non volevo dire questo. Le storie sono una cosa, la vita un'altra"&lt;br /&gt;Teo: "Sei sicura?"&lt;br /&gt;Carmilla: "Beh sì. Uno nei romanzi cerca gli amori drammatici e nella vita quelli felici."&lt;br /&gt;Teo: "Perché, gli amori felici non meritano di essere raccontati?"&lt;br /&gt;Carmilla: "Dai Teo, a chi interessa la storia di un amore felice? Pensi che se Romeo e Giulietta si fossero conosciuti, fidanzati e sposati sarebbero diventati immortali? Sarebbero stati terribilmente noiosi."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://static.flickr.com/56/183663289_5fc948028f_o.png"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://static.flickr.com/56/183663289_5fc948028f_o.png" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Voce fuori campo: "Se siete così sicura di quello che dite lasciatemi raccontare la mia storia. Se vi avrò annoiato mi scuserò con voi e avrò solo confermato le vostre parole. Se invece vi avrò appassionato allora mi prometterete di essere più indulgente verso gli innamorati e le loro vicende."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I fantasmi amano questi ingressi teatrali ed essendo più che silenziosi di solito ottengono esattamente l'effetto voluto.&lt;br /&gt;Il nuovo ospite è un giovane uomo in abiti medievali.&lt;br /&gt;Ha lineamenti morbidi, quasi infantili, che gli donano una perenne espressione di gentile dolcezza.&lt;br /&gt;È vestito con un costume che vorrebbe, nelle intenzioni, essere militaresco. Ma è evidente che nessuno ha mai preso parte ad alcuna battaglia indossandolo. Il nostro amico è troppo elegante per essere un soldato. Ma c'è in lui un che di giocoso che gli impedisce di essere ridicolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carmilla: "Accetto la sua proposta signore. Ascolterò la sua storia." Gli dico divertita. Non sarà facile farmi cambiare idea ma mi piace tanto ascoltare...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nuovo ospite: "Mi chiamo Jaufre Rudel. Sono poeta trovatore. E sono stato il più felice degli uomini."&lt;br /&gt;Ruthven: "A causa del suo amore?" chiede Ruthven combattuto tra la sua naturale diffidenza e il piacere estatico di vedermi costretta a ritrattare una qualunque asserzione.&lt;br /&gt;Rudel: "Sì, ho vissuto un amore felice. E questo sarebbe stato sufficiente a procurarmi una gioia inesauribile. Ma la fortuna ha voluto essere ancora più prodiga nei miei confronti e mi ha concesso anche di avere accanto il migliore degli amici. Davvero nulla è mancato alla mia vita" dice senza mai perdere quell'espressione fanciullesca che lo rende amabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carmilla: "Non interrompere il signor Roudel! E un poeta, saprà lui da dove cominciare."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(continua...)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15768384-115222848365502509?l=storiedifantasmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/feeds/115222848365502509/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15768384&amp;postID=115222848365502509&amp;isPopup=true' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/115222848365502509'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/115222848365502509'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/2006/07/fin-amor-parte-prima.html' title='Fin amor (parte prima)'/><author><name>Carmilla</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07575266222361802997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://static.flickr.com/90/254843952_ac4c2c320e_o.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15768384.post-114920693214821537</id><published>2006-06-01T16:55:00.000-07:00</published><updated>2006-06-01T17:15:41.180-07:00</updated><title type='text'>Dualismi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://static.flickr.com/46/158318075_b79e33d017_o.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://static.flickr.com/46/158318075_b79e33d017_o.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Eccolo lì il professor Thomson. Interessante che abbia deciso di trasformare una parte della mia casa in un laboratorio di fisica datato fine dell'800. Peccato che per costruire delle approssimazioni dei suoi apparecchi, il signor Thomson abbia ritenuto sacrificabili diverse mie suppellettili a cui, non lo nascondo, ero piuttosto affezionata.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nella camera degli ospiti ritrovo Teo e Ruthven che osservano incuriositi. JJ non si cura minimamente della nostra presenza. Per motivi che ignoro (e che preferisco non indagare) il professor Premio Nobel si rivolge solo a Muriel, che seduta lo guarda con aria di devota adorazione. Segue ogni suo movimento come in una partita di tennis. Io sono senza parole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Teo: "Questa è bella davvero"&lt;br /&gt;Carmilla: "Ma cosa fa Muriel?"&lt;br /&gt;Teo: "Direi che impara la fisica"&lt;br /&gt;Carmilla: "Muriel?" Lo guardo dubbiosa.&lt;br /&gt;Beh, se ce la può fare lei possiamo farcela anche noi. Mi siedo e provo ad ascoltare.&lt;br /&gt;JJ Thomson dice a Muriel: "questo esperimento mostra che la luce ha natura corpuscolare, puoi vederlo con i tuoi occhi".&lt;br /&gt;Muriel si avvicina e annuisce. Mi chiedo se finga. Io mi sono persa a metà della spiegazione. Nel momento in cui mi sono accorta che per realizzare l'esperimento era stata smontata la lampada a forma di tartaruga che mi avevano regalato in quarta liceo. Lo ammetto, non era un gioiello del design però aveva il suo valore affettivo.&lt;br /&gt;Teo: "Tu li vedi i corpuscoli?"&lt;br /&gt;Ruthven: "Che fai lo chiedi a lei? Ti ha mai detto quanto aveva in fisica a scuola?"&lt;br /&gt;Dopo questa mortificazione (e soprattutto per fuggire a imbarazzanti confessioni) torno di sotto. Forse un altro muffin potrebbe aiutarmi a mandar giù questa situazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Missis Rose sembra avermi letto nel pensiero. O forse sospettava che l'impatto con suo marito non sarebbe stato dei migliori.&lt;br /&gt;Intravedo una connessione causale tra l'incontro con il suo consorte e la decisione di mettere in forno un pasticcio di carne. Meraviglioso. È da quando ho letto Grandi Speranze che mi chiedo che aspetto abbia un pasticcio di carne. L'odore è buono... beh in fondo posso donare una camera alla scienza. E quella lampada a tartaruga... erano anni che non la usavo più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le mie fantasticherie letterario-gastronomiche vengono interrotte da nuovi rumori di oggetti smembrati. Devo ricordarmi di dire a mister Thomson che non può smontarmi TUTTA la casa. Sarebbe gentile da parte sua limitarsi che ne so, agli oggetti in soffitta o in cantina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://static.flickr.com/76/158318074_51eb5458e6_o.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://static.flickr.com/76/158318074_51eb5458e6_o.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Muriel con l'aria seria e assorta mi raggiunge in cucina.&lt;br /&gt;Muriel: "Avresti un raggio laser?"&lt;br /&gt;Carmilla: "Che cosa?!"&lt;br /&gt;Muriel: "Il professor Thomson avrebbe bisogno di un raggio laser per il suo esperimento"&lt;br /&gt;Carmilla: "Che vuol fare, trasformarti in un super eroe?"&lt;br /&gt;Muriel: "No, l'esperimento della doppia fenditura."&lt;br /&gt;Carmilla: "Ah. No Muriel, dì la professore che ci dispiace ma non abbiamo un raggio laser a portata di mano."&lt;br /&gt;Muriel: "Peccato, voleva farmi vedere con i miei occhi la natura ondulatoria della luce."&lt;br /&gt;Carmilla: "Muriel la luce è fatta di corpuscoli, ti ricordi lo ha detto Thomson stesso poco fa." le dico con pazienza.&lt;br /&gt;Muriel: "No, quello era JJ Thomson." mi dice con pazienza. Questa situazione inizia a confondermi.&lt;br /&gt;Carmilla: "Certo perché quest'altro chi è?"&lt;br /&gt;Muriel: "Il professor Thomson, premio nobel per la fisica."&lt;br /&gt;Carmilla: "Quindi è JJ Thomson..."&lt;br /&gt;Muriel: "No, è JP Thomson"&lt;br /&gt;Carmilla: "Chi?!!!!"&lt;br /&gt;Muriel: "John Paget Thomson"&lt;br /&gt;Carmilla: "E chi è adesso John Paget?"&lt;br /&gt;Muriel: "Il professor Thomson."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Credo che parli di mio figlio..." interviene Rose. Comincio a sospettare che i problemi siano solo iniziati.&lt;br /&gt;Muriel va via sconsolata per l'assenza di un proiettore laser. Io cerco delucidazioni da Rose.&lt;br /&gt;Carmilla: "Vuol dire che sia suo marito che suo figlio..."&lt;br /&gt;Rose: "Sì entrambi premi nobel." dice sospirando&lt;br /&gt;Empatizzo con al signora Rose. Chissà che vita d'inferno.&lt;br /&gt;La possibile convivenza si tinge di toni foschi.&lt;br /&gt;I miei peggiori sospetti sembrano prendere forma. Sento delle grida furiose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://static.flickr.com/70/158318073_6841f74236_o.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://static.flickr.com/70/158318073_6841f74236_o.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Mi precipito nell'ingresso. Qui un'altra buona parte dei miei soprammobili è stata distrutta, smontata, ricombinata.&lt;br /&gt;Sulla mia riproduzione in tela de La regina mendicante di Burne-Jones sono state praticate due incisioni verticali.&lt;br /&gt;Teo mi guarda con compassione.&lt;br /&gt;Teo: "Carmilla non fare così..."&lt;br /&gt;Carmilla: "Teo quel quadro l'avevo ordinato dagli Stati Uniti. È uno dei miei preferiti"&lt;br /&gt;JJ e JP Thomson intanto si azzuffano come lottatrici nel fango. Ruthven se la ride&lt;br /&gt;Carmilla: "Perché litigano così?"&lt;br /&gt;Ruthven: "La natura della luce. Uno dice che è corpuscolare, uno dice che ondulatoria."&lt;br /&gt;"Capisco." dico bluffando un pochino. "Secondo te chi ha ragione?"&lt;br /&gt;Ruthven: "Il figlio, è chiaro."&lt;br /&gt;Carmilla: "Perché?" Chiedo incuriosita&lt;br /&gt;Ruthven: "Beh è venuto dopo, no? Quindi ha ragione."&lt;br /&gt;Carmilla: "Guarda che il progresso della conoscenza non è una linea retta eh, non è che quello che viene dopo cancella quello che c'era prima. Non è che Hegel sia meglio di Kant perché è venuto dopo."&lt;br /&gt;Ruthven: "No?"&lt;br /&gt;Carmilla: "No"&lt;br /&gt;Ruthven: "Allora non lo so. Chiedilo a Muriel!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questa situazione surreale non mi sorprenderei se Muriel avesse la risposta giusta.&lt;br /&gt;Carmilla: "Muriel?"&lt;br /&gt;La strappo al suo dolore. Segue la zuffa con la morte nel cuore. Un po' come se vedesse lottare Batman contro l'Uomo ragno.&lt;br /&gt;Carmilla: "Piccola, secondo te chi ha ragione?"&lt;br /&gt;La domanda, me ne accorgo solo ora, sembra crudele.&lt;br /&gt;Muriel guarda disperata ora uno ora l'altro. I due si tirano per i capelli, per la cravatta, per i baffi. Muriel sta per mettersi a piangere.&lt;br /&gt;Mi guarda e con il coraggio della fede dice "tutti e due".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi giro verso Ruthven come per dirgli con lo sguardo "contento adesso?".&lt;br /&gt;Sulla scena arriva Rose Paget. Non ha più il grembiule e sembra davvero contrariata.&lt;br /&gt;Rose: "Smettetela tutti e due. Sono molto delusa di voi."&lt;br /&gt;"Ha iniziato lui" dicono all'unisono.&lt;br /&gt;Ma Rose non sta nemmeno a sentirli.&lt;br /&gt;Rose: "Vergognatevi. Ogni volta vedo recitare lo stesso copione. Ogni volta che qualcuno ci offre gentilmente ospitalità voi rendete la vita impossibile a tutti e mi costringete ad andare via prima che gli altri desiderino di cacciarci. Raccogliete le vostre cose e andiamo via."&lt;br /&gt;Come due ragazzini sgridati raccolgono mestamente li loro effetti. Salutano solo Muriel ed escono dalla porta.&lt;br /&gt;Muriel è commossa dalla loro partenza. Io dalla scia distruzione che hanno lasciato.&lt;br /&gt;Prima di andare via Rose mi si avvicina e dice: "Arrivederci cara, grazie mille della tua gentilezza. Il pasticcio di carne è sul tavolo."&lt;br /&gt;Sospiro. È stato un bel sogno anche se è durato poco.&lt;br /&gt;Sento echeggiare in lontananza il grido di riscossa del Caos.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Postilla:&lt;br /&gt;Con tutte le imprecisioni dovute alla mia conoscenza approssimativa della materia e con tutte le licenze narrative del caso, questa storia è vera.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Joseph_John_Thomson"&gt;Se non ci credete leggete qui...&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dualit%C3%A0_onda-corpuscolo"&gt;... e qui&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni riferimento a persone note a me e a un paio di lettori è davvero assolutamente casuale : )&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15768384-114920693214821537?l=storiedifantasmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/feeds/114920693214821537/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15768384&amp;postID=114920693214821537&amp;isPopup=true' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/114920693214821537'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/114920693214821537'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/2006/06/dualismi.html' title='Dualismi'/><author><name>Carmilla</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07575266222361802997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://static.flickr.com/90/254843952_ac4c2c320e_o.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15768384.post-114889976332808688</id><published>2006-05-29T03:39:00.000-07:00</published><updated>2006-06-01T16:48:04.406-07:00</updated><title type='text'>Qualcosa di familiare</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://static.flickr.com/52/155440295_9504542474_o.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://static.flickr.com/52/155440295_9504542474_o.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;L'estate è arrivata all'improvviso e ha colto impreparati sia me che la mia casa.&lt;br /&gt;So che ormai è diventata un tempio votivo dedicato al Caos Assoluto, quella creatura lovecraftiana che alimenta se stessa e che non è possibile contrastare.&lt;br /&gt;Per questo percorro la strada del ritorno pervasa da una leggera inquietudine. È possibile arginare questo afflato di decadimento o ci è consesso solo resistere affannosamente?&lt;br /&gt;Mentre cerco una risposta ad un quesito su cui molte generazioni prima di me si sono arrovellate, apro la porta sovrappensiero.&lt;br /&gt;Qualcosa mi colpisce, ma non riesco subito a capire cosa. Ha a che fare con la luce, forse. C'è una luce diversa. Mi concentro.&lt;br /&gt;Finalmente metto a fuoco: è tutto in ordine.&lt;br /&gt;Tutto è lindo e al suo posto.&lt;br /&gt;L'idea che possa essere stato qualcuno dei miei abituali coinquilini non mi sfiora nemmeno.&lt;br /&gt;Superata la sorpresa, subentra la curiosità.&lt;br /&gt;Cerco di raccogliere gli indizi: l'odore... l'odore viene dalla cucina. Lo seguo e mi sembra di riconoscerlo.&lt;br /&gt;Apro la porta e scopro che non mi sbagliavo: una simpatica signora di mezza età sta tirando fuori dal forno una teglia di muffins ai mirtilli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mio primo impulso è quello di gridare «mamma» e di correre ad abbracciarla. Chiunque ella sia. Poi mi trattengo, forse è più prudente capire prima cosa fa in casa mia.&lt;br /&gt;La diffidenza è polverizzata dalla fragranza dei dolci e dal sorriso angelico della sconosciuta signora.&lt;br /&gt;Signora :"Meno male che c'è ancora qualcuno che può mangiarli! Temevo che nessuno potesse più gustare la mia ricetta esclusiva"&lt;br /&gt;Perché nessuno possa accusarmi di scortesia non resta che assaggiare questi capolavori ai mirtilli.&lt;br /&gt;Niente male davvero. La soddisfazione stravolge i miei lineamenti e la cuoca sorride.&lt;br /&gt;Signora: "Sono contenta che ti piacciano, cara. E devi ancora provare i miei suffle!"&lt;br /&gt;Un brivido estatico mi pervade, la salivazione aumenta.&lt;br /&gt;Carmilla: "È stata lei a mettere tutto in ordine?"&lt;br /&gt;Signora: "Oh sì tesoro, spero che non ti abbia infastidito."&lt;br /&gt;Incredibile, ha davvero l'aria dispiaciuta. Forse non sa che, se non avesse messo in ordine lei, un giorno il Caos Primigenio mi avrebbe definitivamente buttato fuori di casa. Così invece l'Immondo Padrone è stato costretto a incassare.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://static.flickr.com/55/155445897_155fbff529_o.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://static.flickr.com/55/155445897_155fbff529_o.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Carmilla: "Ma quale dispiacere? Anzi, non doveva disturbarsi così, è una mia ospite. Piuttosto, a cosa devo l'onore della sua visita?"&lt;br /&gt;La signora è in difficoltà, stringe in maniera patetica un orlo del suo grembiule vittoriano.&lt;br /&gt;Carmilla: "gentile signora, non faccia così. Le assicuro che se potrò aiutarla lo farò con gioia. Lei non immagina quanto le devo" aggiungo sussurrando.&lt;br /&gt;Signora: "È così imbarazzante... ecco io... avrei bisogno di una casa dove stare."&lt;br /&gt;"Per me, se vuole, può restare a vivere qui per sempre." è la risposta che si forma automatica nella mia mente, ma quello che pronuncio è un più accettabile "Signora, può considerare questa  casa a sua disposizione."&lt;br /&gt;Signora: "Io, non osavo sperarlo." dice con gratitudine e trasporto&lt;br /&gt;"nemmeno io" vorrei aggiungere mentre pregusto con l'immaginazione i deliziosi manicaretti e i piaceri indiscussi che derivano da un letto sempre rifatto, dei vestiti profumati e stirati e da un bagno senza piume di cornacchia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signora: "Che scioccona non mi sono ancora presentata!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per pochi istanti una certa paura si impossessa di me. Anche questa volta la signora fantasma è una personalità storico-artistica-letteraria che dovrei conoscere e che invece ignoro? Arriverà come al solito uno degli sfaccendati che vive con me a sottolineare la mia mancanza?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signora: “Mi chiamo Paget, Rose Paget.”&lt;br /&gt;Aspetto che aggiunga qualcosa come, che ne so, "premio nobel per la fisica" e che io mi senta sprofondare per la mia ignoranza.&lt;br /&gt;Passano i secondi pericolosi.&lt;br /&gt;La signora Rose non aggiunge nulla. Forse è una signora qualunque. Che meraviglia!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carmilla: “Cosa faceva ehm... "prima", signora Rose?”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://static.flickr.com/58/155440299_21e6d08bc5_o.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://static.flickr.com/58/155440299_21e6d08bc5_o.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Rose Paget: “Io? Beh ora mi vedi qui a cucinare perché una donna deve saper fare tutto, ma non sono una di quelle signore tutte fornelli e ricamo! Sono stata una ricercatrice del Cavnedish Laboratory, una delle prime donne ad avvicinarsi alla scienza a livello professionale.”&lt;br /&gt;È molto fiera di sé. Io egoisticamente speravo che la sua passione primaria fossero i polpettoni farciti ma in fondo, ha tutti i motivi per essere orgogliosa.&lt;br /&gt;I nostri discorsi sono interrotti da un rumore di cocci rotti che viene dalle stanze di sopra.&lt;br /&gt;“Che cos'è?” chiedo preoccupata.&lt;br /&gt;Rose Paget: “Ah deve essere JJ”, dice tranquilla miss Rose. Ma scorgo nei suoi occhi un lampo di colpevolezza. Quante cose ancora non mi ha detto la cara Rose?&lt;br /&gt;Carmilla: “Scusate signora Rose, chi è JJ?”&lt;br /&gt;Rose sorride fingendo disinvoltura "Joseph John, mio marito"&lt;br /&gt;Ora capisco, accogliere Rose, ovviamente, significa accogliere anche il suo legittimo consorte. Ma non era "finché morte non vi separi" la storia?&lt;br /&gt;“Torno subito”, dico a Rose accompagnando le parole con un sorriso un po' tirato.&lt;br /&gt;Appena fuori della porta della cucina incontro Muriel con l'aria assorta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carmilla: “Che sta succedendo di sopra?” le chiedo innervosita&lt;br /&gt;Muriel: “JJ sta costruendo il suo laboratorio”&lt;br /&gt;Carmilla: “Chi?” chiedo automaticamente?&lt;br /&gt;Muriel: “Joseph John Thomson” risponde lei con naturalezza. Certo... Joseph John, chi altri?&lt;br /&gt;“E chi diavolo è Joseph John Thomson?!” Chiedo esasperata. Forse ho anche alzato un po' la voce.&lt;br /&gt;Muriel mi guarda sorpresa "Come chi è? J. J. Thomson, uno scienziato famosissimo. È stato anche premio nobel per la fisica. Ora vado, mi sta aspettando per fare degli esperimenti"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo sapevo, lo sapevo che sarebbe successo.&lt;br /&gt;E poi, soprattutto, cosa vuole sperimentare Geigei Thomson nella mia camera degli ospiti?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;continua...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15768384-114889976332808688?l=storiedifantasmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/feeds/114889976332808688/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15768384&amp;postID=114889976332808688&amp;isPopup=true' title='5 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/114889976332808688'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/114889976332808688'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/2006/05/qualcosa-di-familiare.html' title='Qualcosa di familiare'/><author><name>Carmilla</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07575266222361802997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://static.flickr.com/90/254843952_ac4c2c320e_o.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15768384.post-114427652635841978</id><published>2006-04-05T15:18:00.000-07:00</published><updated>2006-04-05T16:50:39.666-07:00</updated><title type='text'>Ode a Bellaura</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non mi sembra vero, una serata di quiete.&lt;br /&gt;Sono nel mio salotto e guardo avidamente il libro che mi aspetta vicino la poltrona. La copertina ammicca carica di promesse...&lt;br /&gt;Nessun disastro, nessun ospite importuno... Quasi, quasi è preoccupante. Do uno sguardo intorno, per sicurezza. Teo guarda il dvd di Ombre malesi, Ruthven scarica foto di vedette di Hollywood, Muriel gioca col Mucchietto d'ossa (o forse il Mucchietto d'ossa gioca con Muriel, la questione non è di così immediata risoluzione). Sembra tutto a posto.&lt;br /&gt;Siedo e accendo l'abat-jour.&lt;br /&gt;...&lt;br /&gt;Non succede ancora nulla di imprevisto.&lt;br /&gt;Apro il libro. Ahhh che bella sensazione iniziare un libro nuovo! Capitolo primo.&lt;br /&gt;...&lt;br /&gt;Ma non succede proprio nulla?!!!&lt;br /&gt;...&lt;br /&gt;Sicuro?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://static.flickr.com/1/123922987_74f90c8a79_o.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://static.flickr.com/1/123922987_74f90c8a79_o.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Sento un pianto sommesso. Un lamento quasi infantile. Non nella voce ma nei modi. Che qualcuno abbia trovato la mia discografia completa di Capossela?&lt;br /&gt;Alzo gli occhi e scorgo un'ombra raggomitolata in un angolo tra la poltrona e la tenda.&lt;br /&gt;Che peccato che sia venuto qualcuno a disturbarmi... Avevo davvero voglia di stare tranquilla a leggere il mio libro. Davvero, eh...&lt;br /&gt;Cerco lo sguardo di Teo e Ruthven. Non sia mai detto che qualcuno pianga sconsolato nella nostra casa.&lt;br /&gt;Mi avvicino con la maggiore delicatezza possibile. Ruthven tanto per facilitare le mie intenzioni accende la luce per illuminare chiaramente e brutalmente il nostro ospite.&lt;br /&gt;Poverino, sembra davvero afflitto. Alza il capo e guarda verso di noi.&lt;br /&gt;Il suo taglio di capelli è davvero imbarazzante. Non ci sono dubbi, viene dal periodo dei cavalieri. Soprassedendo sulla sua presentazione non esattamente eroica ci guardiamo soddisfatti. Un cavaliere è sempre un cavaliere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carmilla: "Buonasera signore, possiamo aiutarvi?"&lt;br /&gt;Si alza in piedi e si rassetta. Carino, sembra uscito da un quadro preraffaellita.&lt;br /&gt;Cavaliere: "Molto lieto di fare la vostra conoscenza. Mi presento. Sono Altavilla."&lt;br /&gt;Incredibile. Un membro dell'unica famiglia nobile della mia terra d'origine che abbia lasciato un segno nella storia. Entusiasmante. Mi inorgoglisco.&lt;br /&gt;Carmilla: "Voi siete per caso Ruggero D'Altavilla, compagno dello Stupor Mundi, Federico di Svevia? Avete partecipato alle crociate e tutto il resto?!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Speravo che il mio sfoggio di cultura impressionasse favorevolmente il nostro ospite e lo facesse sentire un po' a casa contribuendo a dissipare la sua malinconia. Invece l'effetto ottenuto è inaspettato e in senso contrario. Il giovanotto si lascia cadere sul mio divano e sospira.&lt;br /&gt;Cavaliere: "No, non sono Ruggero. E nemmeno Tancredi o Rolando. Non ho nessun nome epico. Nessun nome da cavaliere."&lt;br /&gt;Non credevo di aver messo il dito nella piaga.&lt;br /&gt;Cavaliere: "Ma non solo" continua "Non ho nemmeno un nome oggettivamente brutto ma militarmente degno di rispetto come, che ne so... Rainulfo."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Hai un nome che è peggio di Rainulfo?" chiede Ruthven gelando l'atmosfera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carmilla: "Ruthven vuole dire che la sensibilità estetica è molto cambiata nei secoli. Magari un nome che sembrava ridicolo ai vostri tempi ora forse è un nome diffusissimo."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cavaliere: "No, credo di poterlo escludere."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carmilla: "Suvvia! Come vi chiamerete mai? Vi informo che state parlando con una che si chiama come un famoso vampiro" gli dico per cercare di solidarizzare.&lt;br /&gt;Abbassa gli occhi. Sa già come si svolgerà la scena. Inspira profondamente e poi dice&lt;br /&gt;"Gandallino"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ruthven scoppia a ridere. Io lancio saette dalle pupille. Povero Gandallino, deve essere una serata difficile per lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gandallino: No, lascia stare. Lo so, ha ragione. E' proprio il mio nome la causa di tutti i miei problemi."&lt;br /&gt;Si guarda intorno cercando la scatola dei kleenex. Non deve asciugarsi nessuna lacrima, ma capisco che gli fa bene stringerla mentre parla. Gliela passo mentre lui continua a sospirare.&lt;br /&gt;Non riesco a restare indifferente. Anche l'ectoplasmino più regolare mi suscita una gran compassione. Faccio sedere l'amico con la scodella in testa sul divano e provo ad aiutarlo come posso. A volte parlando le soluzioni si trovano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gandallino: "É stato sempre così, fin da quando ero bambino. Quando dovevamo giocare a mori e cristiani per via del mio nome poco adatto alla battaglia a me toccava sempre fare... "&lt;br /&gt;Teo: "il moro?"&lt;br /&gt;Gandallino: "No, la dama rapita. Davvero imbarazzante. Anni dopo, quando si doveva decidere chi lasciare a casa a difendere i castelli mentre gli eroi erano in battaglia la scelta cadeva inevitabilmente su di me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carmilla: "Capisco, e la cosa vi feriva?"&lt;br /&gt;Gandallino ci guarda stupito.&lt;br /&gt;Gandallino: "Ferirmi? No, no. Io odio la guerra! Non ci sono affatto portato. Dice con un certo orgoglio. "L'essere lasciato lontano dalle armi mi ha fatto scoprire mia vera passione"&lt;br /&gt;"E cioè?"  chiede Ruth dubbioso&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gandallino si alza in piedi ed esclama "la poesia cortese".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ruthven: "Ma allora Fiorellino, qual è il tuo problema? Non volevi combattere e non hai combattuto. Mentre i tuoi cugini andavano a farsi massacrare tu restavi a casa a strimpellare!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gandallino: "Ah fossi andato in guerra, dice sospirando. Non proverei questo dolore, Questa insoddisfazione. Magari se fossi stato soldato avrei fatto carriera e mi sarei realizzato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://static.flickr.com/34/123922986_f7f9ed4a07_o.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://static.flickr.com/34/123922986_f7f9ed4a07_o.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;L'espressione di Ruthven esprime senza mezzi termini le sue riserve su questa ipotesi ma per fortuna Gandallino non se ne avvede.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Carmilla: "Fatemi capire ser Gandallino, cosa vi affligge?"&lt;br /&gt;Gandallino: "Vedete mia cara, un cavaliere non è nulla senza la sua spada, un frate non è nulla senza il suo rosario e un poeta non è nulla senza la sua...&lt;br /&gt;Teo: "Penna?"&lt;br /&gt;Gandallino: "Donna! Senza la sua donna! A chi interessano le rime vuote? Ci vuole una dama perfetta a cui dedicarle."&lt;br /&gt;Carmilla: "Ser Gandallino, nessuna dama del vostro castello vi andava bene?"&lt;br /&gt;Gandallino: "Beh io non ho girato molto in vita e nel castello non c'erano tante giovani donne. Togliendo i parenti stretti, le vecchie le bambine, le mogli dei parenti... non rimaneva granché.&lt;br /&gt;L'ho chiesto a un paio di giovinette del villaggio ma pensavano che volessi sedurle e mi hanno evitato."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Una tragedia" ironizza Ruthven, ma Gandallino non brilla per senso dell'umorismo. Come molti altri fantasmi del resto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gandallino: "E così, capite, la mia anima non trova compimento..."&lt;br /&gt;Carmilla: "Come potremmo aiutarvi? Ci spiace per la vostra sorte..."&lt;br /&gt;Gandallino assume un'aria inconsolabile. Mi sembra di intuire che anche in vita gli fosse familiare, poi un'idea improvvisa gli accende lo sguardo.&lt;br /&gt;Gandallino: "Vi spiacerebbe essere la mia dama?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La risata incontenibile di Ruthven scuote la casa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ruthven: "Scusa, non riesco a fermarmi. Ah ah! E chi saresti? La belle dame sans merci?"&lt;br /&gt;Carmilla: "Ruthven, se non la smetti ti uccido. Di nuovo."&lt;br /&gt;Ruthven: "Ah ah, scusa, è più forte di me"&lt;br /&gt;Non riuscendo a fermarsi Ruthven cambia stanza. La sua risata rimane in sottofondo ma io e il mio ser Gandallino la ignoriamo. Beh è la prima volta che qualcuno mi chiede di essere la sua dama. Sono un po' imbarazzata&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carmilla: "Ser Gandallino io sono molto lusingata ma... non so se posso accettare, cioè io nemmeno vi conosco..."&lt;br /&gt;Gandallino: "Tranquilla madonna... madonna?"&lt;br /&gt;Carmilla: "Carmilla"&lt;br /&gt;Gandallino: "Madonna Carmilla"&lt;br /&gt;Ruthven che era appena riuscito a riprendere fiato è scosso da un nuovo e più temibile attacco di ilarità irrefrenabile. Continua a ripetere "madonna Carmilla"&lt;br /&gt;Gandallino ha un applomb invidiabile. Deve essersi allenato per tutta la vita a ignorare la gente che lo derideva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gandallino: "Devo ammettere che non suona bene. Se mi consentite vi sceglierei un nome più consono alla mia epoca. Ma non temete per la purezza del componimento, rinominare l'oggetto dei propri versi era una pratica comune fra noi poeti cortesi."&lt;br /&gt;Annuisco convinta.&lt;br /&gt;Teo: "E... quale sarebbe il nome che scegliereste?"&lt;br /&gt;Non capisco tutta questa diffidenza nei confronti di questo bravo giovane.&lt;br /&gt;Gandallino: "Io pensavo a Bellaura, vi piace?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ero preparata anche a qualcosa di peggio, lo ammetto. Sì mi piace. Accetto volentieri&lt;br /&gt;Sapete, dice Gandallino con aria un po' tronfia, pensavo ad un bel gioco di parole su Bellaura e bell'aura se capite cosa intendo...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Teo: "Noi intendiamo perfettamente messere, peccato che arriviate tardi. Temo che su questo gioco si sia già dilettato ampiamente un tal Petrarca."&lt;br /&gt;"Ah" constata secco Gandallino. "Comunque non è l'originalità la prima dote di un sonetto."&lt;br /&gt;Teo decide di non controbattere e va a raggiungere Ruthven.&lt;br /&gt;Beh Gandallino forse non è tra i nostri amici più simpatici ma chissà che vita difficile deve aver avuto. E poi mi ha scelto come sua musa! E questo mi bendispone nei suoi confronti, non c'è nulla da fare.&lt;br /&gt;Gandallino si siede al tavolo del salotto, tira fuori una penna e un calamaio e inizia a scrivere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carmilla: "Signor Gandallino, cioè volevo dire messere?"&lt;br /&gt;Gandallino: "Sì Bellaura?"&lt;br /&gt;Carmilla: "Io ci tenevo a precisare che... beh... ecco io non provo nessun sentimento nei vostri confronti."&lt;br /&gt;Gandallino: "Oh mia cara ci mancherebbe! Anzi meglio così! Di più gode il poeta del mio tempo se non è ricambiato."&lt;br /&gt;Carmilla: "Però, non è per polemizzare ma anche voi non provate alcun sentimento per me."&lt;br /&gt;Gandallino: "Non conta. La poesia è finzione! Il poeta non ama che se stesso e il suo dolore. La dama, diciamolo, diventa un pretesto per parare dell'amore assoluto."&lt;br /&gt;Sì forse ha ragione però... da dama a pretesto in pochi minuti! Uffa. Meno male che quei due non hanno sentito.&lt;br /&gt;Lascio Gandallino  ascrivere e vado nella mia stanza a leggere il mio povero libro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://static.flickr.com/1/123922988_6746065904_o.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://static.flickr.com/1/123922988_6746065904_o.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Mi sono quasi dimenticata di lui quando sento bussare&lt;br /&gt;Gandallino: "Bellaura?"&lt;br /&gt;Carmilla: "Entrate pure Gandallino."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stringe tra le mani un plico arrotolato e chiuso con la ceralacca. Non potete immaginare la felicità dipinta sul suo viso.&lt;br /&gt;Gandallino: "Ho scritto dei versi per voi" dice e mi porge lo splendido plico.&lt;br /&gt;Carmilla: "Ma... posso leggerlo?"&lt;br /&gt;Gandallino: "Ve ne prego!"&lt;br /&gt;Sono emozionata! É la prima volta che qualcuno scrive una poesia per me e poi me la fa leggere. Pretesto o meno è una sensazione meravigliosa. Srotolo la pergamena e leggo curiosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"La vostra pelle bianca come l'alabastro bla bla&lt;br /&gt;le vostre labbra rosse come il corallo bla bla"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gandallino deve accorgersi di una sfumatura di delusione sul mio viso&lt;br /&gt;Gandallino: "Beh non è l'originalità"&lt;br /&gt;Carmilla: "la prima dote di un sonetto, certo certo." Vado avanti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"i vostri occhi azzurri come i mattini di primavera bla bla&lt;br /&gt;i vostri capelli color dell'oro filato"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carmilla: "Color dell'oro filato? Gandallino i miei capelli sono neri! E i miei occhi pure!"&lt;br /&gt;Gandallino: "Lo so Bellaura, ma la poesia cortese non è una poesia realistica o descrittiva. E poi ci sono degli stilemi rigidi da rispettare. I capelli devono essere biondi."&lt;br /&gt;Carmilla: "Certo, gli stilemi."&lt;br /&gt;Vado avanti senza troppe sorprese.&lt;br /&gt;Gandallino: "Allora, mia Bellaura, ti è piaciuta?"&lt;br /&gt;Carmilla: "Moltissimo Gandallino, siete un grande poeta e le donne che vi hanno rifiutato fin ora non sanno che privilegio si sono perse (specie quelle che avevano davvero i capelli biondi)"&lt;br /&gt;Gandallino: "Lo dite davvero?"&lt;br /&gt;Annuisco incrociando le dita.&lt;br /&gt;Gandallino: "Voi mia adorata Bellaura, mi avete reso un servigio inestimabile accettando di essere la mia dama. Ora sono un uomo felice. Un vero poeta. A voi e solo a voi dedicherò tutti i miei versi. O meglio all'idea che io ho di voi. Che è qualcosa di indipendente da voi, ma che voi mi avete lasciato libero di usare.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A metà discorso mi sono persa comunque gli dico&lt;br /&gt;Carmilla: "Fate del mio pensiero e del mio nome ciò che volete messere, ve li regalo. Trattateli con cura."&lt;br /&gt;Gandallino: "Saranno il mio tesoro più grande."&lt;br /&gt;Carmilla: "Signore, devo chiedervi però una grande cortesia"&lt;br /&gt;Gandallino: "Mia cara, voi scherzate. Credete che potrei mai rifiutarvi alcunché? Comandate"&lt;br /&gt;Carmilla: "Sareste così gentile da non far leggere quei versi a nessuno che abiti in questa casa, sapete... per pudore."&lt;br /&gt;Gandallino sorride e annuisce lieto. Forse scriverà una poesia sulla mia virtù. Io tiro un sospiro di sollievo...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15768384-114427652635841978?l=storiedifantasmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/feeds/114427652635841978/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15768384&amp;postID=114427652635841978&amp;isPopup=true' title='5 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/114427652635841978'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/114427652635841978'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/2006/04/ode-bellaura.html' title='Ode a Bellaura'/><author><name>Carmilla</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07575266222361802997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://static.flickr.com/90/254843952_ac4c2c320e_o.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15768384.post-114090132704987380</id><published>2006-02-25T12:52:00.000-08:00</published><updated>2006-02-25T18:15:00.313-08:00</updated><title type='text'>New Economy</title><content type='html'>Ho letto una volta una storia di scarso valore in cui si sosteneva che internet non fosse altro che una porta per l’ingresso dell'Anticristo. O qualcosa del genere. Le tre letterine che identificano il world wide web potrebbero essere considerate una trascrizione variante del "numero della bestia".&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Eh lo so, degno di Dan Brown o dello sceneggiatore di Van Helsing.&lt;br /&gt;Eppure c'è un fondo di verità. A volte il seme del caos si annida in oggetti apparentemente innocui. Come una carta di credito, ad esempio...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://static.flickr.com/38/104306461_e8136f69a8_o.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://static.flickr.com/38/104306461_e8136f69a8_o.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Se ci riflettete sarà facile convenire con me che il processo di smaterializzazione del denaro, la possibilità di comprare quasi qualunque cosa con un click ha avuto un effetto collaterale devastante: ha restituito ai fantasmi potere d’acquisto. Certo, mi rendo conto che perché questa eventualità si verifichi ci vogliono una casa infestata, un computer che ormai appartenga alla casa, degli spiriti che abbiano più capricci di una squadra di majorette.&lt;br /&gt;Non so dal punto di vista statistico su che cifre ci muoviamo, ma di sicuro nella mia casa risultano verificate tutte e tre queste condizioni.&lt;br /&gt;Dimenticare il portafogli a casa si trasforma in una distrazione che mi può costare cara e sinceramente comincio a pensare che non sia affatto casuale ma che qualcuno nottetempo sposti i miei effetti personali. Solo così si spiegherebbe come mai io debba trascorrere ogni mattina 15 minuti buoni a cercarli, passando poi per una incorreggibile ritardataria. A volte capita che il ritardo sia eccessivo e io rinunci a trovare il mio portafogli ed esca lo stesso.&lt;br /&gt;É allora che agiscono. Appena sono fuori raggio loro accendono il computer e, carta di credito alla mano, danno sfogo ai loro desideri più improbabili.&lt;br /&gt;Vi sarà capitato, non ho dubbi, di navigare su siti come ebay e di pensare che non è possibile che esista gente che metta DAVVERO quegli annunci. Avevate ragione. Non è la gente. Sono loro, e quelli come loro.&lt;br /&gt;Così quando torno a casa so cosa può aspettarmi.&lt;br /&gt;A volte riesco a rimandare la roba indietro e a tamponare il danno. Ma non sempre.&lt;br /&gt;La cosa peggiore è quando comprano dei regali per me. Gli oggetti più assurdi e inutili che la mente dell'uomo perverso abbia messo in commercio. E coi miei soldi per giunta. Ma come si fa ad arrabbiarsi con chi ci ha fatto un regalo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/1600/ca14761.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/200/ca14761.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Quando rientro trovo un pacco imballato in salone. Proprio un bel pacco, con la carta colorata e un fioccone.&lt;br /&gt;Bisogna sempre prima provare con la migliore delle ipotesi possibili&lt;br /&gt;Carmilla: "Qualcuno ci ha mandato un regalo? Forse Henri?"&lt;br /&gt;Cerco il mittente speranzosa. Ma Theo e Ruthven mi tolgono il pacco dalle mani&lt;br /&gt;Theo: No, non è proprio così.&lt;br /&gt;Lo so che ne hanno combinata una ma il pacchetto sembra innocuo. Non è come quando ci hanno recapitato a casa una vera armatura in cotta di maglia del XII secolo con annessa panoplia completa...&lt;br /&gt;Forse stavolta me la cavo con poco. Il pacco non è ingombrante. Se non c'è lo stemma di Cartier...&lt;br /&gt;Mi siedo. Vengo in pace. Allungo la mano. Non c'è bisogno di parlare e Ruthven posa diligentemente la carta di credito sul mio palmo.&lt;br /&gt;Carmilla: "Cosa avete comprato stavolta?"&lt;br /&gt;Teo: "Una cosa che ti piacerà tantissimo!" Il suo entusiasmo mi inquieta. Temo un altro regalo.&lt;br /&gt;Ruthven: "Aspetta, prima devi guardare &lt;a href="http://www.tostoini.it"&gt;questo sito&lt;/a&gt;."&lt;br /&gt;Mi hanno quasi incuriosito...&lt;br /&gt;Guarda là che sito buffo. Sembrano quadri.&lt;br /&gt;Capisco perché piacciono anche ai miei piccoli amici morti.&lt;br /&gt;Che soggetti assurdi... mm che sia morta anche lei? La pittrice intendo...&lt;br /&gt;Beh forse stavolta ce la siamo cavata.&lt;br /&gt;Carmilla: "Avete comprato qualcosa qui?"&lt;br /&gt;Annuiscono contenti, hanno capito che mi è piaciuto, per una volta.&lt;br /&gt;Theo: "É un regalo per te"&lt;br /&gt;Sì, sì la conosco questa musica. Però devo dire... davvero carini questi disegni. Non mi dispiacerà appenderne uno.&lt;br /&gt;Carmilla: "Mi fate vedere quello che avete scelto?"&lt;br /&gt;Intanto clicco sulle preview. Davvero niente male. Molti fanno sorridere. Altri sono più malinconici. Alcuni inseguono deliziose follie.&lt;br /&gt;Theo: "Abbiamo ordinato questo."&lt;br /&gt;Ah ah, ma dai! Un gattino fantasma. Ci starà proprio bene in questa casa.&lt;br /&gt;Carmilla: "Dove lo appendiamo?"&lt;br /&gt;Silenzio. Muriel manda un gridolino spaventato.&lt;br /&gt;Non capisco.&lt;br /&gt;Teo  mi guarda preoccupato&lt;br /&gt;Theo: "Carmillina, perché vorresti appenderlo? Forse i gatti non ti piacciono tanto però..."&lt;br /&gt;Forse c'è qualcosa che mi sfugge.&lt;br /&gt;Carmilla: "Che altro vorreste fare con un quadro?"&lt;br /&gt;“Un quadro?Che c'entrano adesso i quadri?” Dice Ruthven quasi infastidito.&lt;br /&gt;Carmilla: "Voi non avete comprato un quadro con un gattino fantasma?"&lt;br /&gt;La risposta tarda ad arrivare, Teo cerca di raccogliere le idee&lt;br /&gt;Theo "Carmilla credo che alla base ci sia un problema semiotico. Non so perché ma stai operando un illogico slittamento tra significante e referente"&lt;br /&gt;Muriel sta per cadere dalla sedia, Ruthven è più diretto... a suo modo.&lt;br /&gt;Ruthven: "Mia cara quando compri della biancheria intima online pensi che a casa ti recapitino la foto delle modelle?"&lt;br /&gt;Carmilla: "Io non compro biancheria intima online!" protesto. Un momento... forse inizio a capire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://static.flickr.com/38/104306462_4ba8a89138_o.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://static.flickr.com/38/104306462_4ba8a89138_o.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Mi avvicino al pacco&lt;br /&gt;Carmilla: "Mi state dicendo per caso che..."&lt;br /&gt;Tendo l'orecchio, non riesco a crederci. Sento dei fruscii, poi dei lamenti flebili ma inconfondibili.&lt;br /&gt;Non è possibile...&lt;br /&gt;Apro il pacco velocemente... povera bestia! Uh, ma che stupida, è un gatto fantasma non gli sarà certo mancata l'aria.&lt;br /&gt;Eccolo là. Io li odio già da vivi i gatti... pensa da morti.&lt;br /&gt;Almeno questo non puzza e non perde il pelo... è già qualcosa. Guarda che occhioni dolci.&lt;br /&gt;I ragazzi mi si fanno tutti intorno.&lt;br /&gt;Muriel: "Lo possiamo tenere?" Diaboliche creature dell'oltretomba, le fanno chiedere a Muriel queste cose...&lt;br /&gt;Guardo quel mucchietto d'ossa coperto da un lenzuolo. E chi ce la fa a rispedirlo indietro?&lt;br /&gt;Poi rispedirlo a chi? Già non voglio sapere come abbia viaggiato per posta un gatto fantasma comprato via internet su un sito che, ci avrei giurato, vendeva innocenti quadri...&lt;br /&gt;Mentre io rifletto il cucciolo scorazza già per casa.&lt;br /&gt;Sono tutti impazziti. Eh va beh... benvenuto piccolino.&lt;br /&gt;Speriamo non abbia turbe strane. Che nelle notti di luna piena non diventi un mammut mannaro o cose del genere. Ormai sono un po' diffidente...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi siedo sul mio divano. A volte vorrei una vita più regolare.&lt;br /&gt;A fare da contrappunto a queste improbabili riflessioni vedo qualcosa di leggero che si posa vicino a me, dondolando dolcemente.&lt;br /&gt;Che il mucchietto d'ossa abbia smosso alcune delle sculture di polvere sotto al mio letto?&lt;br /&gt;No, no è piuma d'oca.&lt;br /&gt;Che stress... salgo al piano di sopra a vedere cosa sta succedendo.&lt;br /&gt;Qui le piume sono praticamente una pioggia. Molto Kurosawa, non c'è che dire.&lt;br /&gt;Mentre i miei coinquilini si spupazzano il nostro degno animale domestico io contemplo lo scempio del mio piumino e del mio cuscino. Sventrati, letteralmente.&lt;br /&gt;Altro che mucchietto d'ossa, forse jack lo squartatore come nome andrebbe meglio...&lt;br /&gt;Non ho più la forza d lottare.&lt;br /&gt;Carmilla: "Ma che è successo qui dentro?" Senza arrabbiarmi, giusto per sapere. Tanto ormai...&lt;br /&gt;Ruthven: "Beh il gatto fantasma cercava qualcosa ma non sapevamo bene cosa. Si è placato solo quando ha trovato queste"&lt;br /&gt;e mi mostra una bustina di naftalina presa da qualche cassetto.&lt;br /&gt;Naftalina? Che diamine ci fa un gatto morto con della naftalina?&lt;br /&gt;Non voglio saperlo. Non voglio saperne proprio nulla...&lt;br /&gt;Torno giù per non pensare a come farò a rimettere a posto la stanza. Credo che riempirò il mio cuscino con le piume di Ruthven.&lt;br /&gt;Il computer è rimasto acceso. Sito diabolico. &lt;a href="http://www.tostoini.it"&gt;Tostoini punto it&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Guardo gli altri quadri.&lt;br /&gt;Poi mi assale un dubbio. No, non è un dubbio. É una di quelle illuminazioni che abbiamo a volte. Scorci del futuro. L'assoluta certezza che il peggio che ci aspettavamo sta per succedere. E noi non possiamo evitarlo&lt;br /&gt;Carmilla: "Ruthveeeen" grido. Avevo detto che non avevo la forza di arrabbiarmi? Mentivo&lt;br /&gt;Il pennuto arriva.&lt;br /&gt;"Cosa c'è?"&lt;br /&gt;Carmilla: "Giura che non avete comprato nient'altro."&lt;br /&gt;Il silenzio che segue conferma i miei più atroci sospetti.&lt;br /&gt;Comincia a farfugliare qualcosa, io ho una mezza crisi isterica.&lt;br /&gt;Carmilla: "Cosa altro hai comprato? Dimmelo santo cielo!!!"&lt;br /&gt;Ruthven: "Niente Carmilla..."&lt;br /&gt;Carmilla: "Ruthven, dimmelo ADESSO"&lt;br /&gt;Ruthven: "E va bene, ne ho preso un altro."&lt;br /&gt;Carmilla: "Chi"&lt;br /&gt;...&lt;br /&gt;CHIIII?&lt;br /&gt;Ruthven: "L'uomo ortaggio..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://static.flickr.com/41/104306463_01c524bd38_o.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://static.flickr.com/41/104306463_01c524bd38_o.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15768384-114090132704987380?l=storiedifantasmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/feeds/114090132704987380/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15768384&amp;postID=114090132704987380&amp;isPopup=true' title='6 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/114090132704987380'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/114090132704987380'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/2006/02/new-economy.html' title='New Economy'/><author><name>Carmilla</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07575266222361802997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://static.flickr.com/90/254843952_ac4c2c320e_o.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15768384.post-113994400195002318</id><published>2006-02-14T11:03:00.000-08:00</published><updated>2006-02-14T13:32:32.826-08:00</updated><title type='text'>La pietra di luna</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://static.flickr.com/36/99764130_00b1427049_o.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://static.flickr.com/36/99764130_00b1427049_o.gif" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;E così era entrato in casa nostra.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E ci si era fermato. Con naturalezza, come fosse la sua. E da quando si era seduto sul divano a farsi ripulire la fuliggine dal viso e aveva iniziato a raccontarci i resconti improbabili dei suoi viaggi noi lo avevamo considerato uno dei nostri.&lt;br /&gt;A Henri piace farsi viziare e devo dire che non gli abbiamo davvero mai fatto mancare nulla.&lt;br /&gt;Era diventato in pochissimo tempo l'anima della casa (se mi perdonate l'espressione a riguardo di una cosa di fantasmi) e noi ci siamo ritrovati senza nemmeno accorgercene a contenderci un po' le sue attenzioni.&lt;br /&gt;Da quando lui era con noi tutto ci sembrava un po' più vivido, più colorato, più divertente.&lt;br /&gt;Ora che è passato molto tempo posso dire che forse io ero quella che più di tutti gli si era attaccata e considerava la sua presenza come imprescindibile.&lt;br /&gt;Loro, gli altri, lo avevano capito molto prima di me che non era possibile che lui rimanesse con noi. Se avessi avuto più esperienza di queste cose lo avrei intuito già diversi giorni prima che lui aveva iniziato a scalpitare. Che era triste, a disagio, che gli mancava qualcosa.&lt;br /&gt;Lo avrei scoperto prima di svegliarmi un giorno e semplicemente non trovarlo più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora.. se un uomo viene a vivere in casa mia non mi importa da quanto tempo sia morto ma se va via senza nemmeno salutare io non è che la prenda tanto bene.&lt;br /&gt;Non avevo più voluto saperne di lui.&lt;br /&gt;E credo che lui se lo immaginasse.&lt;br /&gt;Ma Henri è uno strano ragazzo. Troppe volte pensa di poter risolvere tutto con un sorriso e qualche frottola ben raccontata. E so che è anche colpa mia se crede che funzioni...&lt;br /&gt;Non avevo avuto nessuna notizia di lui per mesi. Non che non ci avessi pensato... ma trovarselo davanti era tutta un'altra cosa.&lt;br /&gt;Chissà quanto c'entrava il campanellino in tutto questo. Nulla probabilmente.&lt;br /&gt;Però intanto Henri era lì e io dovevo nascondere il piacere della sua presenza. Dovevo convincere gli angoli delle mie labbra a non salire verticalmente.&lt;br /&gt;Henri: "Ciao"&lt;br /&gt;Uno riappare dopo mesi e si presenta con un «ciao». Molto, molto nel suo stile. Ma se pensa che io lo perdoni...&lt;br /&gt;Carmilla: "Vattene Henri, non abbiamo niente da dirci"&lt;br /&gt;Mi viene il dubbio di non essere convincente come vorrei. Anche perché quel naufrago di professione mi conosce troppo bene. E sembra che non si sia fatto scoraggiare nemmeno un pochino.&lt;br /&gt;Henri: "Peccato che tu non mi voglia ricevere, ero venuto a portarti un regalo"&lt;br /&gt;Non ce la faccio proprio a non sorridere. Pazienza se la mia coerenza è andata momentanemante a bere un caffè.&lt;br /&gt;Mi giro verso di lui.&lt;br /&gt;Quando incontro il suo sguardo una sensazione di calore dolcissima si diffonde dal cuore alla punta delle dita.&lt;br /&gt;Chissà dov'è stato in questi mesi. E' vestito all'indiana, con pantaloni e casacca bianchi. So che muore dalla voglia di raccontarmi favole per ore.&lt;br /&gt;Sì forse, potrei perdonarlo. Non escludo questa possibilità. Ma almeno che fatichi un po'.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://static.flickr.com/38/99764131_c2f3eaf41f_o.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://static.flickr.com/38/99764131_c2f3eaf41f_o.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Cerco di assumere un'espressione diffidente e porgo la mano. Che strano... è la seconda volta in poche ore che ricevo un regalo...&lt;br /&gt;Henri: "Prima chiudi gli occhi"&lt;br /&gt;Obbedisco docilmente.&lt;br /&gt;Appena sento un piccolo peso sul mio palmo apro gli occhi curiosa.&lt;br /&gt;E' un ciottolo. Un sassolino qualunque. Grigio con qualche striatura bianca. Se conosco Henri è capacissimo di averlo raccolto tra la ghiaia del mio vialetto.&lt;br /&gt;Se sono delusa? No. Non penserete mica che il regalo sia quello. No il regalo sono le fantasie che riuscirà a costruirci intorno, fino a renderlo unico e insostituibile. Il più prezioso ciottolo del mondo dei vivi e di quello dei morti.&lt;br /&gt;Carmilla: "Che cos'è?" gli chiedo sorridendo. So che vuole che glielo chieda. Se ognuno fa la sua parte il gioco può proseguire.&lt;br /&gt;Henri: "Come che cos'è? Non vedi che regalo prezioso ti ho portato stavolta?"&lt;br /&gt;Lo sa che sto aspettando... Osserva le mie reazioni, trova il mio sorriso. Può proseguire.&lt;br /&gt;Henri: "E' una pietra di luna.&lt;br /&gt;Ti spiego. Ero in India ed ero profondamente triste. Mi mancavi e non sapevo se ti avrei più rivista. Avevo paura che tu non potessi mai perdonarmi."&lt;br /&gt;Che impunito ruffiano penso mentre stringo il sassolino.&lt;br /&gt;Henri: "E pensavo che l'unico modo per convincerti a riaccogliermi era portarti un regalo eccezionale, un regalo che ti avrebbe sorpresa. Ma con te non è facile... Guardavo il cielo notturno cercando ispirazione.&lt;br /&gt;Carmilla: "Come Pierrot?"&lt;br /&gt;Henri: "Come Pierrot.&lt;br /&gt;E allora ho avuto l'idea giusta: ti avrei regalato una cosa di cui in tutto il mondo esiste un solo esemplare. Anzi, in tutto l'universo.Ti avrei regalato la luna, così mi avresti perdonato."&lt;br /&gt;Carmilla: "Forse"&lt;br /&gt;Henri: "Così forse mi avresti perdonato" mi concede "Ero davvero felice della mia idea. Così ho preso una corda bella robusta e sono salito sulla luna per portartela giù, come un palloncino comprato ad una fiera. Però una volta lì sopra ho guardato la Terra e ho immaginato come sarebbe stata triste e spoglia la notte del mondo senza la luna. E ho capito che tu non avresti mai accettato di privare tutti gi uomini della luna e del riflesso d'argento sulle acque scure. Mi sbagliavo, forse?"&lt;br /&gt;Carmilla "No Henri, mi conosci bene"&lt;br /&gt;Henri: "E poi mi sono ricordato che dici sempre di non avere spazio, di non sapere più dove mettere le cose e ho avuto un po' paura che se ti avessi portato un regalo così ingombrante saresti stata in difficoltà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://static.flickr.com/34/99764132_9c33ce4118_o.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://static.flickr.com/34/99764132_9c33ce4118_o.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Allora giacchè ero sulla luna ho pensato che avresti gradito un piccolo souvenir. C'erano dei fiori meravigliosi che ti sarebbero piaciuti da impazzire, ma temevo che l'impatto con l'atmosfera, al ritorno, li avrebbe uccisi e non lo avrei sopportato. Allora ho raccolto un pezzo di luna e l'ho messo in tasca e l'ho portato qui per te."&lt;br /&gt;Mi guarda ancora un po' incerto.&lt;br /&gt;Carmilla: "Ciao Henri, bentornato" gli dico.&lt;br /&gt;Appoggio la pietra di luna sulla specchiera e mi infilo sotto le coperte.&lt;br /&gt;Henri: "Fammi dormire con te"&lt;br /&gt;Carmilla: "Henri sei morto, non puo dormire"&lt;br /&gt;Henri: "Allora fammi vegliare il tuo sonno"&lt;br /&gt;Cerco di ricordare se sono mai riuscita a dirgli di no&lt;br /&gt;Si siede sul mio letto e mi accarezza la fronte.&lt;br /&gt;Carmilla: "E come sono i fiori che crescono sulla luna?" gli chiedo mentre sento che non riesco più a resistere al sonno&lt;br /&gt;Henri: "Di una bellezza commovente. Hanno la forma di stelle bianche, fragili, delicate. E hanno lunghi pistilli eleganti che si adagiano sui petali opalini. Non potrebbero crescere sulla Terra, la luce del sole ne offenderebbe la bellezza. Come quelle principesse pallide che vivono nelle stanze buie dei castelli."&lt;br /&gt;Chiudo gli occhi e immagino i fiori della luna.&lt;br /&gt;Henri: "Ti ho mai raccontato di quella volta che una tigre si è innamorata di me?"&lt;br /&gt;Carmilla: "Sì Henri"&lt;br /&gt;Henri: "Ah, e di quella volta che sono rimasto sotto la neve per quasi un giorno intero, completamente sepolto? Ti parlo di quando ero ancora vivo, eh!"&lt;br /&gt;Carmilla: "Sì Henri, me lo hai raccontato. Dovresti rinnovare un po' il tuo repertorio"&lt;br /&gt;Continuo a tenere gli occhi chiusi, così è più facile parlargli.&lt;br /&gt;Carmilla: "Quando mi sveglierò non ci sarai, vero?"&lt;br /&gt;Henri: "No, non ci sarò"&lt;br /&gt;Lo sento esitare. Ha paura di ferirmi ancora.&lt;br /&gt;Carmilla: "Andrai a cercarmi un altro regalo?"&lt;br /&gt;Henri: "Sì, Carmilla. Vado a cercarti un regalo ancora più bello e a raccogliere qualche storia nuova da raccontarti. Così non farò più queste brutte figure"&lt;br /&gt;Carmilla: "Allora stanotte raccontami quelle che conosco già finché non mi addormento..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15768384-113994400195002318?l=storiedifantasmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/feeds/113994400195002318/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15768384&amp;postID=113994400195002318&amp;isPopup=true' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/113994400195002318'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/113994400195002318'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/2006/02/la-pietra-di-luna.html' title='La pietra di luna'/><author><name>Carmilla</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07575266222361802997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://static.flickr.com/90/254843952_ac4c2c320e_o.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15768384.post-113832422359127261</id><published>2006-01-26T17:05:00.000-08:00</published><updated>2006-01-27T11:26:33.283-08:00</updated><title type='text'>Al safiir</title><content type='html'>Lo sapevo che non c’era da fidarsi di quello lì.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Figurati se poteva farmi un regalo vero.&lt;br /&gt;Mi siedo davanti alla specchiera nella mia camera da letto e continuo a guardare il campanello. E ora che succederà? Medito di chiuderlo nel cassetto più segreto della casa. Quello, per intenderci, in cui è più difficile che Ruthven vada a mettere il becco.&lt;br /&gt;Eppure… ora che ci penso… quella sensazione di familiarità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/1600/PrattCorto.0.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/320/PrattCorto.0.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Nel momento stesso in cui la mia memoria risponde sento due mani che mi coprono gli occhi. Nessun odore, nessun calore, naturalmente, ma le riconoscerei tra mille.&lt;br /&gt;Se avessi avuto bisogno di conferme questa sarebbe bastata. Ma no, non avevo bisogno di altro per ricordare che la prima volta che avevo intravisto quella bestia ambigua e avevo sentito quel suono era stata la prima volta che Henri era arrivato a casa.&lt;br /&gt;E’ difficile parlare di Henri. E’ l’unico trapassato sorprendente che conosca.&lt;br /&gt;Ad esempio tutti i fantasmi di solito sono profondamente stanziali e visceralmente attaccati al proprio passato. Henri no. Non solo ciò che ama sopra ogni cosa è viaggiare ma è l’unico defunto con uno spiccato senso del futuro. Non gli importa di infestare case vittoriane e scuotere catene, ciò che gli sta veramente a cuore è continuare a vivere. Henri è innamorato pazzo della vita e degli esseri umani. Credo che nemmeno l’eternità lo stancherà. Avrà sempre voglia di vedere un tramonto africano, la via lattea nelle notti serene, una ragazza che arrossisce. Secondo me è per questo che è rimasto sulla terra. Nessun delitto da vendicare, nessun offesa da lavare. Gli piace stare qui, e vuole starci per sempre.&lt;br /&gt;Ad esempio, in quanto entità non più corporea la sua dimensione spazio-temporale risulta diversa rispetto alla nostra. Se Henri volesse potrebbe trovarsi in Polinesia nel momento stesso in cui questo pensiero prende forma nella sua mente. Ed essere di nuovo a casa per cena. Solo che lui non vuole. Se decide di raggiungere la Polinesia lo farà come lo avrebbe fatto da vivo, ovvero attraverso la strada più lunga ed economica. Prenderà un treno di terza classe e poi delle navi cargo. Alcune distanze le coprirà in auto o a piedi. Sempre che non trovi qualcuno disposto a prestargli un aereo. Henri è così. Se avete fatto viaggi lunghi per luoghi che pensavate fossero invenzioni di alcuni scrittori o se semplicemente vi piace gironzolare per le città a naso all’aria forse lo avete incontrato. Era quello che, sorridendo, vi ha dato un’indicazione. Sbagliata, probabilmente visto che a lui importa poco di arrivare in un posto piuttosto che in un altro. E’ quello che c’è in mezzo che lo emoziona. O se qualche volta avete trovato posto, ma solo in piedi, su un traghetto fetente e a un certo punto avete avuto l’impressione di una presenza benevola, allora forse lui vi viaggiava accanto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://static.flickr.com/11/91859934_086276e72e_o.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://static.flickr.com/11/91859934_086276e72e_o.gif" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Lo abbiamo conosciuto una sera, sul tardi.&lt;br /&gt;Eravamo affacciati alla finestra io, Theo e Ruth, come capita spesso la sera. Chiacchieravamo guardando le stelle. Theo fingeva di fumare quando ha esclamato “spero che quello che si sta schiantando con un fuoristrada nel nostro giardino sia un fantasma”&lt;br /&gt;“Se prima non era dei nostri lo è appena diventato” ha commentato Ruth placidamente mentre io mi lanciavo a soccorrere il poveretto prima che il suo assurdo mezzo di locomozione prendesse fuoco. A volte è difficile distinguere i morti dai vivi. E’ solo da quando abito qui che ho scoperto per caso che il mio vicino di appartamento, nella mia precedente dimora, era morto nel ’67.&lt;br /&gt;Così come è difficile distinguere gli oggetti che fanno parte del corredo di ogni fantasma, e che quindi sono altrettanto “trapassati” e altrettanto immortali, dagli oggetti “normali”. Quella vecchia automobile non sembrava dotata di virtù ectoplasmiche e questo faceva aumentare il timore che nell’abitacolo ci fosse un povero umano ormai più di là che di qua.&lt;br /&gt;Ma quando sono arrivata in giardino scapicollandomi per le scale l’ho visto uscire dall’auto fumante assolutamente illeso. Si è tolto il casco di cuoio da pilota, ha sorriso e ha detto “ciao”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15768384-113832422359127261?l=storiedifantasmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/feeds/113832422359127261/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15768384&amp;postID=113832422359127261&amp;isPopup=true' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/113832422359127261'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/113832422359127261'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/2006/01/al-safiir.html' title='Al safiir'/><author><name>Carmilla</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07575266222361802997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://static.flickr.com/90/254843952_ac4c2c320e_o.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15768384.post-113763746286681617</id><published>2006-01-18T18:19:00.000-08:00</published><updated>2006-01-22T11:29:16.713-08:00</updated><title type='text'>Regali</title><content type='html'>Le Fanu mi guarda desolato, poi chiude gli occhi qualche secondo in preda ad un sincero imbarazzo.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le Fanu: "scusami, non sai quanto mi senta stupido."&lt;br /&gt;No, poverino che aria abbattuta. Se avessi immaginato che avrebbe reagito così male avrei finto di essere la sua vampira...&lt;br /&gt;Provo a sorridere e mi tuffo in una delle mie pratiche preferite: minimizzare...&lt;br /&gt;Carmilla: "mi capita spesso"&lt;br /&gt;Per un momento vedo lo sguardo di Campanellino tornare senziente ed esprimere la più profonda delusione.&lt;br /&gt;Va bene, va bene... almeno continuo a sorridere.&lt;br /&gt;Le Fanu: "Figurati! Non solo non sei un vampiro, ma sei persino viva..."&lt;br /&gt;Alzo le spalle, forse è meglio che non commenti&lt;br /&gt;Le Fanu: "Che vergogna" dice scuotendo la testa il principe invisibile. Mi volta le spalle e sento che sta per dileguarsi davvero e per non tornare più...&lt;br /&gt;Basta sorrisi strategici, forse è meglio dire semplicemente le cose come stanno.&lt;br /&gt;Carmilla: "Ti prego Joseph, promettimi che tornerai" gli dico trattenendolo.&lt;br /&gt;Le Fanu: "E perché dovrei?" domanda desolato&lt;br /&gt;Carmilla: "Perché devi ancora insegnarmi tante cose su come si scrive un bel racconto" gli rispondo senza esitazione. Ho segnato il primo colpo, lo so. Ma non è ancora abbastanza.&lt;br /&gt;Le Fanu: "Lascia stare, Carmilla. Meglio se lo chiedi a qualcun altro. Prova con Montague Rhodes James!"&lt;br /&gt;Carmilla: "Scherzi?! Tu scrivi cento volte meglio di lui!"&lt;br /&gt;Si arresta di colpo. Piega la testa di lato e mi guarda.&lt;br /&gt;Le Fanu: "Lo pensi davvero?"&lt;br /&gt;Annuisco convinta. Colpito e affondato...&lt;br /&gt;Sorride illuminandosi. Ma quanto sono prevedibili gli scrittori?&lt;br /&gt;Le Fanu: "Beh, se ti piace davvero allora tornerò certamente a parlarne con te."&lt;br /&gt;Sta per andare via ma stavolta è di buon umore&lt;br /&gt;Le Fanu: "Carmilla?"&lt;br /&gt;Carmilla: "Dimmi"&lt;br /&gt;Le Fanu: "Perché ti hanno dato questo nome?"&lt;br /&gt;Carmilla: "E me lo chiedi? Mia madre si era innamorata del tuo racconto."&lt;br /&gt;Se avesse ancora del sangue sarebbe diventato rosso. Si infila nel muro, come un vero fantasma da manuale e sparisce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/1600/10001782.0.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/320/10001782.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Mi siedo sul divano. Accidenti se brucia la mano. La porto alla bocca per cercare sollievo&lt;br /&gt;Campanellino: "Se non stai ferma non riesco a medicarti"&lt;br /&gt;Scomparso Le Fanu, Campanellino ha ripreso il suo aspetto vagamente antropomorfo.&lt;br /&gt;Carmilla: "Giusto te cercavo! Ti sembra modo di comportarti?" Protesto risentita&lt;br /&gt;Campanellino: "Non essere petulante e porgimi la mano"&lt;br /&gt;Ha messo sul tavolo tutto il necessario: disinfettante, garze, cerotti. Non so nemmeno dove li abbia presi o quando.&lt;br /&gt;Carmilla: "Allora si può sapere che ti è preso?"&lt;br /&gt;Forse non è il caso di discutere mentre maneggia l'alcool.&lt;br /&gt;Campanellino: "Se tu fossi meno limitata, vedresti da sola che ho risolto la situazione nel modo più veloce ed efficace. Un vero capolavoro di problem solving, se capisci cosa intendo."&lt;br /&gt;Ah sì? vuole provocare? Va bene...&lt;br /&gt;Carmilla: "Ma che bel nome hai... Campanellino"&lt;br /&gt;dico con malignità.&lt;br /&gt;Si ferma e mi guarda negli occhi. Forse non è stata una buona idea&lt;br /&gt;Campanellino: "Guarda Carmilla... ho visto come ti sei comportata col mio padrone e ho deciso di favorirti. Ma non credo che vorresti sentire il mio vero nome."&lt;br /&gt;Bluffa lo so. Comunque meglio lasciar perdere questi scherzi. Cosa c'è da ridere poi in "campanellino"?&lt;br /&gt;La mano è a posto, non fa nemmeno più male.&lt;br /&gt;Carmilla: " come sei arrivato a lui, al tuo padrone?"&lt;br /&gt;Campanellino: "É una lunga storia. Ma lui per me è importante. É un caro ragazzo e ha sofferto molto. Sei stata buona con lui, me ne ricorderò.&lt;br /&gt;Anzi, voglio farti un regalo."&lt;br /&gt;Si infila le mani in tasca. Anzi, no. Non è esattamente così. Perché uno per mettere le mani in tasca dovrebbe quantomeno essere vestito, mentre lui ha solo la sua pelliccia nera. Eppure posso assicurare che ha infilato le zampe nella tasca e ne ha tirato fuori un oggetto&lt;br /&gt;Campanellino: "Tieni, questo è per te." Dice porgendomi un piccolo oggetto. . É carino da parte sua, dovrei vederlo come un tentativo di riappacificazione. Eppure il suo sorriso non mi convince del tutto. Forse è vero che sono un po' prevenuta.&lt;br /&gt;Lo appoggia nel mio palmo aperto. Lo osservo. E' un piccolo sonaglino, un campanellino molto simile a quello che anche lui porta al collo.&lt;br /&gt;Lo guardo con aria interrogativa.&lt;br /&gt;Carmilla: "E cos'è?" Sono costretta a chiedere.&lt;br /&gt;Campanellino: "Un campanellino mia cara. Un campanellino d'argento. Senti che bel suono che ha"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/1600/trilly.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/320/trilly.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Lo agita vicino al mio orecchio&lt;br /&gt;tlin tlin tlin&lt;br /&gt;effettivamente ha un bel suono...&lt;br /&gt;Carmilla: "Bello. É... decorativo?"&lt;br /&gt;Campanellino: "Ma no, ma no. É un oggetto magico."&lt;br /&gt;Lo guardo per capire se mi sta prendendo in giro. Non mi stupirebbe.&lt;br /&gt;Campanellino: "Su, non essere diffidente. É un regalo importante, puoi credermi."&lt;br /&gt;Lo rigiro fissandolo. Certo è un bell'oggettino.&lt;br /&gt;Carmilla: "Ma come... funziona?"&lt;br /&gt;Non che io creda agli oggetti magici, eh. Voglio solo vedere fin dove si spinge la fantasia di questo gatto megalomane.&lt;br /&gt;Campanellino: "Dunque, quando il campanello suona vuol dire che sta per succederti qualcosa che non ti aspettavi. Solo che questo evento può essere una grande fortuna o una vera e propria catastrofe. Capito? Quindi pensaci bene prima di farlo suonare."&lt;br /&gt;Carmilla: "Sì ma... C'è una cosa che non capisco... come faccio a distinguere i due casi, cioè come capisco quando si tratta di una fortuna o di una catastrofe?"&lt;br /&gt;Il gatto nero sta raccogliendo le sue cose e sta per andarsene. Non che abbia giacca, guanti e cappello, ha solo il suo pelo. Ma è come se li avesse indossati.&lt;br /&gt;Campanellino: "É questo il bello mia cara. Non lo puoi distinguere. E poi spesso la differenza sta tutta qui." Dice mentre con un unghia si tocca la fronte.&lt;br /&gt;Carmilla: "No aspetta, non andare. Che vuol dire? Che quando lo farò suonare dovrò aspettarmi qualcosa di sorprendente ma non si sa se in positivo o in negativo?"&lt;br /&gt;Campanellino: "Esatto. Solo che il tuo campanellino ha GIÁ suonato, ricordi? Addio Carmilla. Goditi il tuo regalo."&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15768384-113763746286681617?l=storiedifantasmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/feeds/113763746286681617/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15768384&amp;postID=113763746286681617&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/113763746286681617'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/113763746286681617'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/2006/01/regali.html' title='Regali'/><author><name>Carmilla</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07575266222361802997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://static.flickr.com/90/254843952_ac4c2c320e_o.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15768384.post-113728484184609220</id><published>2006-01-14T16:11:00.001-08:00</published><updated>2006-01-15T08:07:24.613-08:00</updated><title type='text'>Intermezzo</title><content type='html'>uno dei miei più strampalati amici vivi &lt;a href="http://nonhonulladadire.iobloggo.com/"&gt;, uno che non ha nulla da dire, &lt;/a&gt;&lt;br /&gt; mi ha moralmente obbligato a fare questo gioco&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;REGOLAMENTO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo giocatore di questo gioco inizia il suo messaggio con il titolo "cinque tue strane abitudini", e le persone che vengono invitate a scrivere un messaggio sul loro blog a proposito delle loro strane abitudini devono anche indicare chiaramente questo regolamento. Alla fine dovrete scegliere 5 nuove persone da indicare e linkare il loro blog o web journal. non dimenticate di lasciare un commento nel loro blog o journal che dice "sei stato scelto" [ se accettano commenti ] e ditegli di leggere il vostro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come già faceva notare la tartarughina che vede la gente morta (infatti qui viene spesso a prendere il the) se per me fossero strane, non sarebbero abitudini. Tuttavia mi rendo conto che alcune cose per me normali non lo sono per il resto del mondo.&lt;br /&gt;senza scendere troppo nel dettaglio ho selezionato alcune "strane abitudini" legate principalmente alla sfera del sonno&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) dormire, se possibile, in un ambiente non completamente buio&lt;br /&gt;2) dormire, se possibile, con la finestra aperta in qualunque stagione (tranne in una casa al primo piano su via trafficatissima...)&lt;br /&gt;3) dormire sempre con qualcun altro. Fantasmi, peluches, uomini affettuosi... ma da sola mai&lt;br /&gt;4) dormire sempre con un sufficiente spazio vitale intorno. Fantasmi, peluches e uomini affettuosi quando è ora di dormire devono stare a debita distanza. Altrimenti ho la sensazione che mi manchi l'aria. Fisicamente.&lt;br /&gt;5) scrivere i sogni al risveglio...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ovviamente non passerò questo gioco/go a nessuno!!!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15768384-113728484184609220?l=storiedifantasmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/feeds/113728484184609220/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15768384&amp;postID=113728484184609220&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/113728484184609220'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/113728484184609220'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/2006/01/intermezzo_14.html' title='Intermezzo'/><author><name>Carmilla</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07575266222361802997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://static.flickr.com/90/254843952_ac4c2c320e_o.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15768384.post-113694211594835070</id><published>2006-01-10T17:13:00.000-08:00</published><updated>2006-01-10T17:16:54.026-08:00</updated><title type='text'>Sovrapposizioni</title><content type='html'>Le Fanu sgrana gli occhi. Se non fosse già morto direi che sta per venirgli un coccolone. Io vorrei sbattere la testa al muro. Era troppo sperare di continuare una conversazione interessante e costruttiva con un morto. "Campanellino" sono sicura che se la ride.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il caro Joseph ha lo sguardo da invasato, io mi guardo intorno in cerca di aiuto, dove si saranno cacciati gli altri?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://static.flickr.com/42/85022976_3ae220eee5_o.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://static.flickr.com/42/85022976_3ae220eee5_o.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Le Fanu: "Mia piccola Carmilla, non posso crederci. Ero sicuro che in una dimensione ultraterrena un giorno ti avrei incontrata, avrei potuto guardarti negli occhi."&lt;br /&gt;Mi prende la mano e mi guarda come se il fantasma fossi io. Non male come sensazione, se fosse capitato ad un altro lo troverei divertente.&lt;br /&gt;Non mi sembra il caso di accentuare la nostra confidenza e gli do del lei&lt;br /&gt;Carmilla: "guardi signor Le Fanu che si sta sbagliando"&lt;br /&gt;Chiude gli occhi e sorride come per dire "so tutto, non parlare" e io sento un brivido di disperazione.&lt;br /&gt;Le Fanu: "Sei in incognito in questa casa, capisco. Ma, cara, fatti osservare. Cielo come sei pallida. Ma che sciocco, sono io che ti ho descritto così."&lt;br /&gt;Carmilla: "Guardi mi farebbe piacere avere qualcuno da incolpare per la mia ipocromia ma al di là di questo..."&lt;br /&gt;Le Fanu mi accarezza i capelli dolcemente.&lt;br /&gt;Le Fanu: "Carmilla gioisco come un padre nel vederti in salute ma mi addoloro per chi ne ha fatto le spese." dice crollando il capo&lt;br /&gt;Carmilla: "Signor Le Fanu, mi ascolti, non sono un vampiro, deve credermi"&lt;br /&gt;Ma lui mi ignora completamente&lt;br /&gt;Le Fanu: "E Vordenburg? Accidenti! Se ti ho trovato io anche lui può trovarti. Perdonami cara se ti ho condannata a questa vita di ombra, se ti ho costretta a fuggire sempre il tuo passato."&lt;br /&gt;Quasi quasi mi commuovo anche se non è vero. Ma perché gli uomini che mi piacciono, vivi o morti, hanno sempre una rotella fuori posto?&lt;br /&gt;E ora come esco da questa situazione surreale? Devo creare un diversivo...&lt;br /&gt;Un rumore fastidiosissimo mi ferisce le orecchie. "Campanellino" ha deciso di affilarsi le unghie contro il MIO tavolino nel MIO salotto.&lt;br /&gt;Ci mancava solo questa. Non c'era un'antica religione che sacrificava gatti?&lt;br /&gt;Provo ad afferrarlo per il suo collarino e a trascinarlo via.&lt;br /&gt;Non potevo pensare che quella bestia d'inferno mi graffiasse. Cielo, due ore prima gli stavo versando un Martini e ora mi graffia?&lt;br /&gt;Mi porto la mano alla bocca. Brucia da morire. Ho la mano graffiata da un gatto schizofrenico che appartiene a uno scrittore morto che mi ha scambiato per un vampiro creato dalla sua fantasia. Che si può volere di più dalla vita.&lt;br /&gt;Le Fanu mi guarda perplesso. Spero che stia finalmente valutando l'ipotesi di disfarsi di quel coso nero.&lt;br /&gt;Guarda la mia mano, il gatto, poi di nuovo la mia mano ed esclama "Carmilla... ma tu sanguini?"&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15768384-113694211594835070?l=storiedifantasmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/feeds/113694211594835070/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15768384&amp;postID=113694211594835070&amp;isPopup=true' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/113694211594835070'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/113694211594835070'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/2006/01/sovrapposizioni.html' title='Sovrapposizioni'/><author><name>Carmilla</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07575266222361802997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://static.flickr.com/90/254843952_ac4c2c320e_o.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15768384.post-113598764363038216</id><published>2005-12-30T15:57:00.000-08:00</published><updated>2005-12-30T16:12:18.450-08:00</updated><title type='text'>Il Principe Invisibile</title><content type='html'>Che carino che è il signor Le Fanu, ispira una tale tenerezza. Divento tutta un sorriso per lui. Certo con quella berretta da notte non si può davvero prenderlo sul serio...&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le Fanu: "Vi ringrazio tanto, avevo perso il mio Campanellino e stavo quasi per disperarmi."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://static.flickr.com/36/79548917_b015684563_o.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://static.flickr.com/36/79548917_b015684563_o.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;«Campanellino»? Quella bestia odiosa si chiama «Campanellino»? E perché non Biancaneve o Bambi? Sorrido imbarazzata. Il gatto fa le fusa come un qualunque gatto domestico.&lt;br /&gt;Le Fanu si siede sul divano sempre accarezzando il gatto. Raccoglie le gambe come un bambino e poi mi chiede con candore&lt;br /&gt;Le Fanu "potrei avere del latte caldo? Lo prendo sempre verso quest'ora".&lt;br /&gt;Credo di aver capito l'andazzo della situazione.&lt;br /&gt;Carmilla: "Per caso ci vuoi un po' di cacao?"&lt;br /&gt;Non c'è bisogno di sentire la risposta, basta la luce nei suoi occhi.&lt;br /&gt;Chiariamoci, anche lui non può bere. E nemmeno sentire il tepore della bevanda tra le mani. Ma credo che sia l'idea che gli piace, e il ricordo di quello che provava quando compiva le stesse azioni da vivo. E' uno dei mille tranelli della memoria. Vale anche per i morti.&lt;br /&gt;Il latte lo scaldo davvero: vederlo fumare fa parte del piacere.&lt;br /&gt;Poi glielo servo. E' davvero felice. Certo che non lo immaginavo proprio così l'autore di Carmilla. Lo avrei visto un po' più... non so... un po' più tetro, un po' più «dark». Uno con il senso dell'umorismo di Hugo e lo sguardo di Neil Gaiman. Fa sempre bene mettere in discussione i luoghi comuni.&lt;br /&gt;Mi siedo accanto a lui. E' bello poter parlare con un bravo scrittore, anche se è strambo e ha un gatto dalla doppia personalità e se sono entrambi morti.&lt;br /&gt;Tra le mille cose interessanti che potrei domandargli, come spesso accade, mi viene in mente solo la più sciocca.&lt;br /&gt;Carmilla: "Perché scrivi solo alla luce delle candele?"&lt;br /&gt;Le Fanu: "Durante il giorno le cose sono troppo chiare e i pensieri troppo confusi. Solo la notte copre con l'indistinto e risveglia il ricordo." Dice con l'aria ispirata fissando il vuoto. Poi si gira amichevolmente verso di me e aggiunge "Non si può scrivere nulla di giorno, al massimo una lettera commerciale."&lt;br /&gt;Sorrido. Tendenzialmente sono d'accordo con lui. E poi sento una tale empatia nei suoi confronti che vorrei abbracciarlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://static.flickr.com/37/79548918_da27f2dde2_o.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://static.flickr.com/37/79548918_da27f2dde2_o.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Dopo pochi minuti di silenzio riprende, come se mi stesse confidando un grande segreto ma con la leggerezza e l'innocenza con cui lo farebbe un bambino.&lt;br /&gt;Le Fanu: "Sai qual è la verità? Ho sempre avuto paura del buio. Una paura matta."&lt;br /&gt;Fa un sorriso disarmante mentre io non riesco a trattenere un "ma dai?" E' come se si fosse scoperto il ginochio e mi mostrasse le sue cicatrici.&lt;br /&gt;Carmilla: "E quando ti è passata?"&lt;br /&gt;Le Fanu: "Mai, ce l'ho ancora. Per questo la notte accendevo sempre delle candele. La paura mi teneva sveglio tutta la notte, allora ho iniziato a usare quel tempo per scrivere. La paura era così viva dentro di me che riuscivo a riversarla nelle mie storie."&lt;br /&gt;Carmilla: "Oh sì che ci riuscivi! Se qualcuno avesse spento la luce mentre leggevo Shalken il pittore credo che sarei morta."&lt;br /&gt;Mi sto accalorando anch'io.&lt;br /&gt;Le Fanu: "Sai se non hai mai provato la paura, quella irrazionale che ti gela il sudore sulla fronte, non puoi pensare di raccontarla."&lt;br /&gt;Annuisco convinta.&lt;br /&gt;Carmilla: "Detto tra noi, anch'io ho sempre avuto paura del buio."&lt;br /&gt;Mi guarda felice, con complicità&lt;br /&gt;Le Fanu: "E anche tu scrivi storie di fantasmi?"&lt;br /&gt;Carmilla: "In un certo senso..."&lt;br /&gt;L'atmosfera si sta facendo davvero intima. Non speravo che le cose prendessero questa piega. Mi siedo un po' più vicino a lui sul divano e lui fa lo stesso.&lt;br /&gt;Il gatto si infila tra di noi prima che ci avviciniamo troppo.&lt;br /&gt;Se il suo padrone non fosse così simpatico strangolerei la bestia demoniaca con un cuscino.&lt;br /&gt;Le Fanu: "Scusami, non ti ho ancora chiesto il tuo nome."&lt;br /&gt;Avrei potuto riflettere prima di farlo ma, come spesso capita, me ne sono accorta un secondo più tardi e ho risposto incoscientememte "Carmilla".&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15768384-113598764363038216?l=storiedifantasmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/feeds/113598764363038216/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15768384&amp;postID=113598764363038216&amp;isPopup=true' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/113598764363038216'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/113598764363038216'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/2005/12/il-principe-invisibile.html' title='Il Principe Invisibile'/><author><name>Carmilla</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07575266222361802997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://static.flickr.com/90/254843952_ac4c2c320e_o.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15768384.post-113513326767111936</id><published>2005-12-20T18:44:00.000-08:00</published><updated>2005-12-21T14:27:48.640-08:00</updated><title type='text'>La luce delle candele</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Entro a casa e nascondo subitoi pacchettini. E' il primo natale che passiamo insieme. Ancora non so se in loro prevale la pigrizia o la curiosità. In altre parole non so se si daranno la pena di perquisire la casa in cerca dei loro regali...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;C'è qualcosa di nuovo nell'ingresso. Ma certo: un presepe! Che carini che sono quando vogliono. Chissà chi lo avrà fatto... Mi avvicino per guardarlo meglio. Mi accorgo che mancano angeli e sacra famiglia. Sgrano gli occhi. Che presepe è senza Gesù bambino, la madonna, il bue, l'asinello, i magi? Mi rendo conto che ci sono solo ed eclusivamente pecore e pastorelli. Credo di poter indovinare l'autore di questa meraviglia natalizia...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://static.flickr.com/37/75774578_9a04ae2fb5_o.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://static.flickr.com/37/75774578_9a04ae2fb5_o.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Mi tolgo il cappotto ed entro nel salone.&lt;br /&gt;C'è uno strano odore ma non ci faccio troppo caso, sono ancora stordita dal freddo.&lt;br /&gt;"Meno male che è arrivata! Giusto in tempo per procurarmi un posacenere...vero?"&lt;br /&gt;E' una vocetta sottile e leggermente querula. Proviene da una poltrona del salotto ma non c'è seduto nessuno. O almeno così mi sembra ad una prima occhiata. In realtà abbassando la linea dello sguardo faccio la conoscenza del mio nuovo ospite.&lt;br /&gt;Onestamente l'impatto non è dei migliori.&lt;br /&gt;E' un gattone completamente nero. Siede antropomorficamente accavallando le gambe. Ha un'aria di furba strafottenza. E' uno che porta guai, non ne ho dubbi. E poi nella zampa tiene un sigaro. Un sigaro acceso. Santo cielo, ha smesso di respirare chissà quanto tempo fa, perché deve tenere un sigaro acceso nel mio salotto?!&lt;br /&gt;So che dovrei fargli notare una serie di comportamenti disidicevoli ma la sorpresa, e forse la curiosità, mi paralizzano.&lt;br /&gt;"E tu chi diavolo sei?" riesco solo a dirgli&lt;br /&gt;Sorride, da copione, come solo un gatto nero dall'aria sinistra può sorridere&lt;br /&gt;"Non scomodare il diavolo per così poco, ti ho solo chiesto un posacenere"&lt;br /&gt;Ma con chi crede di parlare? Pensa forse che io mi lasci impressionare da un penoso incrocio tra il gatto con gli stivali e un personaggio di Bulgakov? Non mi conosce affatto questo borioso e megalomane spiritastro. Penso questo mentre gli passo diligentemente un posacenere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tolgo anche una sigaretta accesa dalla mano del Giocatore di Football Senza Volto, che se la fa consumare tra le dita senza capirne bene il senso. Senz'altro è stato quell'altro mefistofelico esserino e piazzarla lì. E già, proprio l'interlocutore ideale per lui il Giocatore. Può solo ascoltare. Se solo si togliesse quel sorrisetto dal muso andremmo già più d'accordo.&lt;br /&gt;"Posso sapere di grazia, chi saresti tu?" gli chiedo&lt;br /&gt;Gatto Nero "Beh non si può dire che l'ospitalità qui sia lodevole."&lt;br /&gt;Lo confesso, i gatti non mi piacciono. Ma per questo qui l'antipatia è amplificata. Decisamente amplificata.&lt;br /&gt;Si comporta come se dovessi versargli un martini...&lt;br /&gt;Riprovo "E cosa faresti qui?"&lt;br /&gt;Gatto Nero: "Ai miei tempi non si facevano domande così dirette e importune agli ospiti. Triste decadenza dei tempi. Non resta che adeguarci, pare. Aspetto il mio padrone, cara Carmilla."&lt;br /&gt;Ai miei tempi invece, non va di moda usare le case degli altri per dare appuntamento ai propri compari. Che poi cara chi? Non ti ho mai visto in vita mia... penso, mentre gli verso un martini. Non sapevo nemmeno di averne...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"E chi sarebbe il tuo padrone? Un signore alto, magro e ben vestito con una leggera zoppìa e che si lava i capelli con uno shampoo allo zolfo?" lo guardo con aria di sfida.&lt;br /&gt;Il gatto fa una smorfia disgustata&lt;br /&gt;Gatto Nero: "La tua banalità è avvilente"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' fatta, non potremo mai più ricucire alcun tipo di rapporto.&lt;br /&gt;"E allora dimmelo tu, se non ti è di troppo disturbo, chi staremmo aspettando."&lt;br /&gt;Gatto Nero: "Molti lo chiamano il principe invisibile."&lt;br /&gt;"Non mi sembra che le tue prove di originalità siano molto più brillanti."&lt;br /&gt;Dico con un'aria vittoriosa. Ma lui non sembra minimamente turbato. La sua sicurezza non ha avuto nemmeno un tremito. Anzi, sembra ancora più sorridente e nemmeno mi risponde.&lt;br /&gt;Mi siedo di fronte a lui.&lt;br /&gt;Non indossa nulla eppure c'è davvero poco di animalesco in lui. Porta persino un campanellino al collo, come qualunque gatto domestico.&lt;br /&gt;Lo guardo meglio. No, non è la prima volta che lo vedo.&lt;br /&gt;Gatto Nero: "Cosa c'è Carmilla? Qualche problema, cara?"&lt;br /&gt;Ho dimenticato l'antipatia, nello sforzo di ricordare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://static.flickr.com/43/75776479_d46463ad11_o.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://static.flickr.com/43/75776479_d46463ad11_o.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Sento arrivare Teo e Ruthven. Solo ora mi accorgo che prima ero da sola. Cioé, c'era il Giocatore però...&lt;br /&gt;"Dove eravate?" mi giro per chiedergli&lt;br /&gt;Ruthven: "In soffitta a cercare qualcosa per Natale. Sai noi non possiamo uscire a comprare nulla, ma ci sono tante di quelle cose in questa casa che un regalino salta sempre fuori."&lt;br /&gt;Teo "E quello chi è?"&lt;br /&gt;Carmilla: "Non mi ha detto il suo nome"&lt;br /&gt;Teo: "Mi sarei stupito del contrario" dice Teo tranquillamente&lt;br /&gt;Ma come, e io che cercavo alleati per dissipare il mio turbamento...&lt;br /&gt;Mi rigiro verso la poltrona e ci vedo un gatto nero acciambellato pigramente. E' lo stesso di prima, non c'è dubbio. Ma ora è un gatto. Solo un gatto. Col suo campanellino al collo. Spariti sigaro e martini.&lt;br /&gt;Carmilla: "Ma è uno spirito, non è un gatto vivo"&lt;br /&gt;Teo "Sì, lo vedo. Sarà il gatto di qualcuno. Forse cerca il suo padrone."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Scusate il gatto è mio"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci giriamo tutti. Io con un filo di tensione. Spero che l'animale scherzasse a proposito del suo padrone...&lt;br /&gt;Ma non mi aspettavo quello che ci siamo trovati davanti. Un giovane dall'aria svagata, in camicia da notte e berretta. Si vede che viene da diversi anni fa. Direi seconda metà dell'ottocento. In mano ha una bugia con una candela. Il gatto gli si strofina contro affettuosamente. Maledetto giuda, si comporta assolutamente come un gatto, un gatto e basta. Ci giurerei, nemmeno il padrone sospetta la doppia natura del suo animale.&lt;br /&gt;"E questo chi è?" Chiede Ruthven sottovoce&lt;br /&gt;"Non lo so Ruth io ci rinuncio... tanto vale mettere un cartello ostello per trapassati"&lt;br /&gt;Intanto mi compare accanto la baronessa&lt;br /&gt;Baronessa: "Ma come Carmilla, proprio tu non lo riconosci?"&lt;br /&gt;No, no lo riconosco e non capisco prché lei sorrida&lt;br /&gt;Baronessa "E' Joseph Sheridan Le Fanu, l'autore di Carmilla. Noto al suo tempo come Il principe invisibile perché scriveva solo di notte e alla luce delle candele."&lt;br /&gt;Ruth: "Beh anche io se mi fossi chiamato come un liquore avrei scelto un soprannome"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;So che da qualche parte dentro di lui sta ridendo per lo smacco che mi ha dato, non lo vedo ma è come se potessi "sentirlo". Bestia malefica, ma chi l'ha portato in casa mia?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; (continua)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15768384-113513326767111936?l=storiedifantasmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/feeds/113513326767111936/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15768384&amp;postID=113513326767111936&amp;isPopup=true' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/113513326767111936'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/113513326767111936'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/2005/12/la-luce-delle-candele.html' title='La luce delle candele'/><author><name>Carmilla</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07575266222361802997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://static.flickr.com/90/254843952_ac4c2c320e_o.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15768384.post-113365772949832613</id><published>2005-12-03T16:51:00.000-08:00</published><updated>2005-12-03T16:55:29.510-08:00</updated><title type='text'>The Ugly Duckling</title><content type='html'>Torno nella mia camera per vedere cosa stia succedendo. Non è mai troppo prudente lasciarli insieme da soli per così tanto tempo. Specie nella mia camera...&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi avvicino alla porta, sembra tutto tranquillo.&lt;br /&gt;Socchiudo, non mi fido ancora. La calma apparente in questa casa è presaga di sventure.&lt;br /&gt;Questa davvero non me l'aspettavo...&lt;br /&gt;Hanno spostato tutti i miei mobili: Shahryàr è dietro la mia scrivania che scribacchia su dei cartoncini attaccati alla parete e gli altri sono seduti tutti di fronte a lui.&lt;br /&gt;La scena non lascia dubbi: è una lezione.&lt;br /&gt;Guardo meglio i segni tracciati da Shahryàr: è una lezione di arabo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' davvero incredibile l'impertinenza di certe creature. Sono sicura che diranno anche che lo hanno fatto per aiutare Shahryàr.&lt;br /&gt;Certe volte si comportano proprio come dei bambini.&lt;br /&gt;Ma in fondo perché prendersela?&lt;br /&gt;Anzi, meglio così: tanto loro fra due giorni, nel migliore dei casi, si saranno stancati, tutto tornerà alla normalità ma, secondo il lor modo di vedere le cose, non si sentiranno più esclusi dal mio apprendimento della lingua araba.&lt;br /&gt;Mi siedo su un cuscino, tra Teo e Muriel. Il quaderno ce l'ho già in mano. Anzi, a dire il vero tra una cosa e un'altra non l'ho ancora aperto. Forse un po' di ripasso con Shahryàr mi farà bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://static.flickr.com/15/69860117_b4a9bfc54f_o.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://static.flickr.com/15/69860117_b4a9bfc54f_o.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Sulla lavagna ha disegnato una «i» lunga, una delle 3 vocali.&lt;br /&gt;Shahryàr: "Guardate, non è bellissima? Somiglia ad un cigno"&lt;br /&gt;Non amo gli arabi in tutto e per tutto. Ma in certe cose sono davvero una cultura affascinante. Non ho mai sentito una maestra dire ai bambini che le lettere possono somigliare a qualcosa di animato. Eppure ci sarebbe da fantasticare.&lt;br /&gt;Shahryàr sorride, compiaciuto della bellezza del segno. Ruthven strabuzza gli occhi. Proprio non lo vede un uccello in quella curva con due puntini. Del resto il suo parere non è perfettamente obiettivo in materia.&lt;br /&gt;So che non dovrei ma per curiosità sbircio anche il quaderno di Muriel. In effetti potevo aspettarmelo: lei ha preso Shahryàr alla lettera e ha disegnato una bella paperella.&lt;br /&gt;Teo si sporge verso di me e dice "lo abbiamo fatto per distrarre Shahryàr, così non pensa a Shahrazàd. Sembra che funzioni, no?"&lt;br /&gt;"Certo, certo" rispondo annuendo. In realtà mi terrorizza l'idea che Shahryàr ci veda chiacchierare durante la sua lezione.&lt;br /&gt;Si accorge che la sua classe è cresciuta. Sorride soddisfatto.&lt;br /&gt;Shahryàr: "Ora scriviamo la parola «fuoco», è semplice".&lt;br /&gt;"Sarà semplice per te", dice Ruthven a mezzo becco. Sono sicura che già non ne può più di distinguere tra lettere inziali, finali isolate, medie, finali annesse...&lt;br /&gt;"Bene", dice Shahryàr perchè non si dà pena di controllare le fantasiose trascrizioni dei suoi allievi improvvisati,&lt;br /&gt;"e ora scriviamo quello che viene dal fuoco..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi guarda con aria interrogativa, si aspetta una risposta.&lt;br /&gt;"il fumo?" chiedo timidamente.&lt;br /&gt;Mi guarda con aria delusa scuotendo la testa.&lt;br /&gt;"La luce, ragazza mia, la luce"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sì, decisamente per certe cose sono una cultura affascinante...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15768384-113365772949832613?l=storiedifantasmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/feeds/113365772949832613/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15768384&amp;postID=113365772949832613&amp;isPopup=true' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/113365772949832613'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/113365772949832613'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/2005/12/ugly-duckling.html' title='The Ugly Duckling'/><author><name>Carmilla</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07575266222361802997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://static.flickr.com/90/254843952_ac4c2c320e_o.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15768384.post-113244250566834748</id><published>2005-11-19T15:06:00.000-08:00</published><updated>2005-11-19T15:24:58.346-08:00</updated><title type='text'>studio op.10 n.3</title><content type='html'>Shahryàr ha l’aria davvero distrutta. Non solo è sorpreso e addolorato, sembra letteralmente smarrito.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ruthven mi guarda come per chiedermi cosa fare. Mentre anche io mi chiedo quale sia l’approccio più conveniente con un sovrano famoso per le scarse competenze nella socializzazione, Muriel gli si avvicina e inizia a leccargli la mano. Gli occhi di Shahryàr si illuminano.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://static.flickr.com/29/64901492_0c41e297d3_o.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://static.flickr.com/29/64901492_0c41e297d3_o.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ah sultano dei sultani, quando una persona ci pianta diventiamo tutti uguali. E abbiamo bisogno di un po’ di conforto. Teo si siede accanto a lui sul letto e gli mette un braccione peloso intorno alla spalla. Io l’ho provato un sacco di volte, vi assicuro che ha il suo effetto. Persino Ruthven riscopre un minimo di umanità. Cioè un minimo di empatia verso un essere umano.&lt;br /&gt;Non è carino raccontarlo in giro ma credo che Shahryàr stia addirittura piagnucolando. Per non parlare di quando il Pianista ha iniziato a suonare l’opera10 N. 3 di Chopin. Per capirci quella che si chiama “tristezza”. Complimenti per il tempismo. Peggio poteva scegliere solo il Sogno d’amore di Liszt…&lt;br /&gt;Io confesso che, considerando come aveva reagito Shahryàr l’ultima volta che una donna lo aveva profondamente contrariato, ho pensato che fosse opportuno allontanarmi dalla sua vista.&lt;br /&gt;Così magari posso approfittarne per fare i compiti di Arabo in pace. Senza musi lunghi o facili ironie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi infilo nel salone. Qui si trova l’unico tavolo che non sia drammaticamente ingombro di libri, matite, foglietti, trucchi, bottiglie vuote di coca cola.&lt;br /&gt;Tiro fuori il quaderno, metto la penna in bocca. Tendo l’orecchio per accertarmi che di là non stia avvenendo un massacro. Bene, il Pianista ha iniziato a suonare il Sogno d’amore…&lt;br /&gt;Sento un sospiro, rapido, discreto. Un momento: questa volta il sospiro non è il mio. Che qualcun altro qui dentro sia innamorato del Pianista?&lt;br /&gt;Mi guardo intorno. Avvolta nel suo bel vestito blu e argento, seduta sul davanzale della finestra c’è Shahrazàd. Cielo che emozione. Sono da sola con lei e a pochissima distanza. Chiudo il quaderno di arabo prima che possa rimanere sconvolta. Non so cosa fare, non oso rivolgerle la parola.&lt;br /&gt;E’ lei a guardarmi e a parlarmi.&lt;br /&gt;Non è proprio un sorriso che mi fa.&lt;br /&gt;Shahrazàd:  Cosa succede di là?&lt;br /&gt;In questi casi di solito dire la verità di rivela al scelta più saggia e deresponsabilizzante.&lt;br /&gt;Carmilla: Il re è molto turbato. Sembra… perso.&lt;br /&gt;Lo fa di nuovo, quel sorriso che non è un sorriso.&lt;br /&gt;Shahrazàd: Sta tranquilla, non è la prima volta. Quando tornerò di là tutto continuerà come prima. I fantasmi sono così. Ogni minima variazione dell’eterna ripetizione li getta in profonda crisi. Solo riprendere il loro ruolo gli restituisce senso.&lt;br /&gt;Carmilla: Non solo i fantasmi sono così le rispondo.&lt;br /&gt;Ho il dubbio di averlo fatto anch’io quello strano sorriso.&lt;br /&gt;Si gira meglio verso di me, mi guarda come se mi vedesse davvero per la prima volta.&lt;br /&gt;Shahrazàd:  Come ti chiami?&lt;br /&gt;"Carmilla", le rispondo sapendo che lo dimenticherà non appena la sua vita riprenderà il suo corso normale.&lt;br /&gt;Shahrazàd: Sai qual è il problema? Chi è abituato a raccontare storie inizia a pensare che le persone siano coerenti.&lt;br /&gt;Carmilla: Oh scusa, non so come andassero le cose nel tuo paese e nel tuo tempo ma per quella che è la mia esperienza la coerenza non è particolarmente diffusa.&lt;br /&gt;Fa un gesto di stizza.&lt;br /&gt;Shahrazàd: Non intendevo coerenti con se stesse. Di quelle che ne sono poche in ogni tempo e in ogni luogo. Intendevo coerenti con la storia.&lt;br /&gt;Annuisco ma non sono sicurissima di aver capito bene.&lt;br /&gt;Shahrazàd: Questo fa in modo che noi elaboriamo delle aspettative. E quando vengono deluse ne soffriamo. E diamo la colpa agli altri. Ma a volte la colpa è nostra.&lt;br /&gt;Carmilla: Vuoi dire che a volte rimproveriamo implicitamente agli altri una certa mancanza di senso estetico?&lt;br /&gt;Lei si mette a ridere di gusto. A me non sembrava di aver fatto una battuta divertente ma sono contenta che a lei piaccia.&lt;br /&gt;Shahrazàd: In un certo senso sì, conferma lei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://static.flickr.com/31/64901491_cfd713837a_o.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://static.flickr.com/31/64901491_cfd713837a_o.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Si alza in piedi, si aggiusta il vestito e il velo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Shahrazàd: Stasera tornerò. Prima voglio godere un giorno solo per me. Per ricordare.&lt;br /&gt;“Per ricordare cosa, o chi?”, vorrei chiederle. Ma mi sembra troppo. Prima che scappi trovo il coraggio di chiederle&lt;br /&gt;Carmilla: cosa bisogna fare allora?&lt;br /&gt;Mi guarda con aria interrogativa&lt;br /&gt;Carmilla: Se uno ha la tendenza a trattare le persone come personaggi… le chiedo senza guardarla. Ci manca che le dica che glielo chiedo perché ho un cugino a cui è successa una cosa simile.&lt;br /&gt;Si illumina di orgoglio.&lt;br /&gt;Shahrazàd: allora si smette di vivere e si raccontano solo storie.&lt;br /&gt;Sparisce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mai. Mai chiedere un consiglio di vita a un fantasma. Devo ricordarmene…&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15768384-113244250566834748?l=storiedifantasmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/feeds/113244250566834748/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15768384&amp;postID=113244250566834748&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/113244250566834748'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/113244250566834748'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/2005/11/studio-op10-n3.html' title='studio op.10 n.3'/><author><name>Carmilla</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07575266222361802997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://static.flickr.com/90/254843952_ac4c2c320e_o.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15768384.post-113166980891164593</id><published>2005-11-10T16:40:00.000-08:00</published><updated>2005-11-10T16:51:13.030-08:00</updated><title type='text'>Shahryàr</title><content type='html'>Non so se sia stato l'intervento di Maometto II o quello di Balzofiore o se, molto più plausibilmente, non c'era poi questa folla di aspiranti. Fatto sta che mi hanno accettato al corso di lingua araba.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Riempio foglietti di asticelle e puntini. Linee sinuose che per Muriel diventano inevitabilmente faccine sorridenti o tristi. A volte con tre occhi, ma sempre faccine buffe.&lt;br /&gt;Mi applico davvero. Ricopio con cura la lezione e guardo insoddisfatta il risultato. Già nella mia lingua non ho una bella grafia ma in arabo...&lt;br /&gt;Al mio entusiasmo fa da necessario contraltare una generale freddezza che si spinge con Ruthven fino al sarcasmo molesto.&lt;br /&gt;"Necessario" perché ci avrei giurato che sarebbero stati gelosi di qualcosa da cui si sentono esclusi. Ma potrò anche fare qualcosa fuori da questa casa, no?&lt;br /&gt;Rientro contenta, ripeto mentalmente le paroline nuove che ho imparato oggi. Solo mentalmente, se no i ragazzi mi prendono in giro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Davanti alla tv non c'è nessuno. Cos'è successo?&lt;br /&gt;Ci sono pochi eventi che possono staccarli in massa da uno schermo che trasmetta immagini in movimento.&lt;br /&gt;Ruthven si affaccia all'ingresso.&lt;br /&gt;Ruthven: "sei arrivata giusto in tempo. Ma non metti il chador per andare a lezione?"&lt;br /&gt;Carmilla: "lo sai che a volte sei davvero stupido? Sono arrivata in tempo per cosa?"&lt;br /&gt;R: "per l'infinitesima puntata di "tra moglie e marito non mettere il dito""&lt;br /&gt;C: "vuoi dire che sono qui? Cavolo! Ho di nuovo camera invasa di cuscini e narghilè?"&lt;br /&gt;R: "oui madame"&lt;br /&gt;C: "beh dai, almeno godiamoci lo spettacolo".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://static.flickr.com/30/62010199_5280801534_o.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://static.flickr.com/30/62010199_5280801534_o.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La mia camera da letto (ma perché con tante stanze che ci sono in questa casa proprio e soltanto la mia camera da letto?) si trasforma in questi casi in un teatro informale: il grande letto fa le veci di un palcoscenico, un'invisibile cortina di attesa, mistero, incanto diventa il sipario e noi siamo il pubblico silenzioso.&lt;br /&gt;Cioé, più o meno...&lt;br /&gt;Ovviamente avere davanti agli occhi un archetipo narrativo come Shahrazàd e il re Shahryàr non lascia indifferenti. Ma temo che giochi la sua parte anche la curiosità nell'ascoltare le loro beghe sentimentali che durano ormai da centinaia di anni.&lt;br /&gt;E' straordinario come i loro litigi non abbiano perso di vigore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il re guarda a lungo Shahrazàd. Lei finge un'aria sottomessa ma basta uno sguardo per capire che la sua docilità è solo apparente.&lt;br /&gt;Le scosta il velo dal volto.&lt;br /&gt;Shahryàr: "Sei bella Shahrazàd perché hai deciso di morire?"&lt;br /&gt;Shahrazàd: "Non mi ucciderai Shahryàr"&lt;br /&gt;Shahryàr: "Osi contraddirmi? Ti ucciderò quando mi sarò stancato di te. E allora non mi fermerà la tua bellezza."&lt;br /&gt;Shahrazàd "No signore ti fermerà la tua curiosità. Vorrai sentire ancora un'altra storia. Per sempre..."&lt;br /&gt;Shahryàr: "Un giorno non avrai più storie da raccontare, Shahrazàd. Quel giorno ti ucciderò"&lt;br /&gt;Shahrazàd "Quel giorno mi ucciderai mio signore"&lt;br /&gt;Gli ha dato ragione, come fa spesso. Ma un sorriso velocissimo è passato sul suo volto. Noi lo abbiamo visto. Il re lo ha visto. Ma non può dire nulla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Shahryàr: "Non cercare di sedurmi Shahrazàd, non ci riusciresti. Non cercare di farti amare. Non è possibile"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ruthven mi infila il becco nell'orecchio e sussurra&lt;br /&gt;R: "Che bisogno hanno di ripetersi ogni volta che non si amano e non si ameranno mai?"&lt;br /&gt;C: "Ruthven mi sembra di aver dimostrato ampiamente che le dinamiche dell'amore e del non amore non mi sono ancora sufficientemente chiare"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Shahrazàd: "Non voglio sedurti. E non posso innamorarmi. Mi hanno strappato il cuore. Per questo non ho nulla da perdere. Per questo non m'importerà quando mi ucciderai. Così almeno ti ho impedito di uccidere una mia amica o una delle mie sorelle."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il re la guarda con un po' di tenerezza.&lt;br /&gt;Shahryàr: "sei stata avventata. Le pene d'amore guariscono. Avresti trovato facilmente un marito degno di te. E saresti stata felice."&lt;br /&gt;Shahrazàd: "le vostre pene d'amore sono mai guarite?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Teo mi dà di gomito e commenta&lt;br /&gt;T: "sta esagerando"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Già. Shahryàr è visibilmente alterato. Non sopporta che qualcuno gli ricordi la storia della sua prima moglie. Certo anch'io se fossi un re e mia moglie mi tradisse con TUTTI i miei servi per un po' ce l'avrei con tutte le donne. Ma fare una carneficina non mi sembra comunque una bella reazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Shahrazàd: "forse che voi siete l'unico a poter soffrire per l'eternità?"&lt;br /&gt;Shahryàr: Shahrazàd, stai esagerando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Teo mi guarda come per dire "che ti avevo detto"?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Shahryàr: "chi ti ha dato il permesso di parlarmi in questa maniera. Anzi, chi ti ha dato il permesso di parlarmi?"&lt;br /&gt;Ha proprio perso il controllo Shahryàr. E io che pensavo che dopo al morte gli angoli del carattere si smussassero...&lt;br /&gt;Poi succede una cosa che nessuno si aspetta. Non so se è la prima volta in assoluto. Di certo è la prima volta per noi e ne siamo abbastanza scossi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Shahrazàd si alza e dice&lt;br /&gt;Shahrazàd: "se non posso parlare non ha senso che stia qui"&lt;br /&gt;e se ne va.&lt;br /&gt;Scompare, capite? E senza suo marito...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci guardiamo smarriti. E ora che succede?&lt;br /&gt;Il re Shahryàr, per la prima volta, sembra accorgersi della nostra presenza. E' senza parole ma il suo sguardo è una muta richiesta d'aiuto. Anche lui non sa bene che fare...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15768384-113166980891164593?l=storiedifantasmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/feeds/113166980891164593/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15768384&amp;postID=113166980891164593&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/113166980891164593'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/113166980891164593'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/2005/11/shahryr.html' title='Shahryàr'/><author><name>Carmilla</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07575266222361802997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://static.flickr.com/90/254843952_ac4c2c320e_o.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15768384.post-113097834135905049</id><published>2005-11-02T16:17:00.000-08:00</published><updated>2005-11-02T16:39:01.373-08:00</updated><title type='text'>Il fiore rosso</title><content type='html'>Sono tre giorni che lavoro senza riposarmi. Mi sento sul collo il fiato (si fa per dire) del Sultano e anche della Baronessa che ha preso a cuore la sua vicenda. Persino Balzofiore non fa che sbirciare sul mio computer con le scuse più puerili. Forse si preoccupa che parli troppo bene di Maometto II.&lt;br /&gt;Ma se devo compiere una missione per amore di verità che verità sia, non ho intenzione di glorificare nessuno. Men che meno uno che, da quello che mi è sembrato di capire, quando si trattava di conquistare non è che ci andasse tanto per i l sottile... Ma si sa, la guerra non si fa con i mazzi di rose...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco qua, "tlin": il rassicurante suono di un documento salvato. Finalmente ho finito. Maometto II si è già materializzato davanti a me. E' visibilmente soddisfatto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carmilla: "Ho fatto quello che potevo".&lt;br /&gt;Mi premunisco. Non mi sembra di aver cambiato di molto la situazione e si dice che questi turchi non fossero proprio dei modelli di comprensione per la fallibilità umana. Forse dovevo dare ascolto a Balzofiore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://static.flickr.com/29/59151896_47e7ecff6b_o.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://static.flickr.com/29/59151896_47e7ecff6b_o.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Mehemet: Anche se è poco non eri obbligata a farlo, quindi te ne sono grato."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beh, questo mi sembra lo spirito giusto. Mi rilasso un po'. Il sultano sta per andare via. A questo punto però decido di approfittare della sua presenza per fargli qualche domanda. In fondo ho davanti il conquistatore di Bisanzio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carmilla "Signore posso farvi delle domande?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mehemet: "Certo"&lt;br /&gt;E' decisamente bendisposto. Forse non ha più tanti fan. Intanto una nutrita banda di pettegoli è casualmente comparsa in salotto. Non manca nessuno. Ruthven addirittura pesca col becco da un grosso contenitore di pop corn.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carmilla "Parlateci di Anna."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mehemet "Di chi?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carmilla "Come di chi? Di Anna Erizzo!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mehemet: "Quella che nell'opera di Rossini mi fa fare la figura del cioccolataio?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carmilla "Sì ma per amore... Un uomo non è stupido se è innamorato." Devo stare attenta a non urtare la suscettibilità di Maometto. E comunque lo penso davvero che un innamorato non sia mai stupido&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ruthven: "Mi permetto di dissentire"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carmilla "Non lo ascoltate. Dite, cosa avete provato quando avete scoperto che Calbo non era suo fratello ma il suo promesso sposo?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mehemet "Cosa ho provato? Un grande sollievo, magari l'avessi saputo prima!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un certo imbarazzo si diffonde tra tutti gli astanti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carmilla "In che senso?" mi permetto di chiedere. "Non era il vostro amore disperato: turchi e veneziani? insomma come Capuleti e Montecchi"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ruthven "Vampiri e lupi mannari"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mehemet "No, ma che amore disperato. Dio non voglia. Ero entrato nel campo nemico come spia ma lei mi aveva visto. Allora ho dovuto fingere di corteggiarla. Era una buona copertura e l'ho mantenuta. Lei poverina nel frattempo mi si era affezionata. Un po' troppo a dire la verità. Era anche graziosa ma... non faceva che parlare del nostro matrimonio. La sua era un'idea fissa. Ho pensato che una moglie in più non mi avrebbe certo cambiato la vita e per farla contenta le ho detto di sì. Avessi saputo che quell'uomo voleva sposarla al mio posto sono sicuro che avremmo trovato un accordo conveniente per entrambi. Sfortunatamente le cose sono andate diversamente. Sfortunatamente per loro, s'intende"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'atmosfera si è un po' raffreddata. Balzofiore si segna velocemente, di nascosto. Noi siamo un po' delusi. Volevamo una bella storia d'amore e invece...&lt;br /&gt;Non so se ho fatto bene a fare tutto quel lavoro per lui. Sì, va bene, vittima di Rossini, però... almeno Rossini ha un po' nobilitato i suoi sentimenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sultano si alza maestosamente. Qualcuno tossisce per mascherare la delusione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Muriel: Perché ti dipingono sempre con un fiore rosso in mano?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In effetti me lo ero chiesto anch'io ma, per come si erano messe le cose non avevo avuto il coraggio di rivolgere altre domande al Conquistatore. Ma Muriel non ha di questi problemi. Maometto II si siede nuovamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://static.flickr.com/32/59151894_f35ba9c053_o.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://static.flickr.com/32/59151894_f35ba9c053_o.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Mehemet  "Conoscevo  una donna quando ero molto giovane."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il suo sguardo si perde in un passato lontanissimo, noi non esistiamo più&lt;br /&gt;Eccola la nostra storia d'amore. Forse...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mehemet "Non vi dirò il suo nome per non turbare il suo riposo, ma aveva un nome bello e dolce come lei. Io ero un giovane arrogante e superbo. Sarei diventato sultano e questo mi faceva pensare che nulla potesse essermi negato. Lei era ancora più giovane di me ed era come un raggio di sole. La vedevo a volte nel mercato e avevo perso la testa per lei. Era diversa dalle altre donne. Le altre mi sembravano delle figure dipinte, solo lei mi appariva vera, di carne e sangue. La seguii e scoprii che era sposata. Ma questo invece di placare il demone che abitava dentro di me lo nutrì e lo fece crescere ancora. Non so se fu amore o stupido orgoglio ma mi parve di non poter vivere un altro giorno senza averla accanto. Nella mia follia pensai che suo marito fosse l'unico ostacolo alla nostra felicità. Per quale altro motivo una donna avrebbe potuto non amarmi?&lt;br /&gt;Non piangerò mai abbastanza la mia fatuità e la mia sciocca crudeltà&lt;br /&gt;Suo marito era uno dei miei soldati. Forse era anche un bravo soldato. Non lo so. Ma gli impedii di continuare ad essere qualunque cosa. Lo feci uccidere a tradimento da uno dei miei uomini.&lt;br /&gt;Quando mi dissero che era morto sentii freddo e repulsione ma pensai che avrei superato tutto questo con la gioia di avere la vedova al mio fianco. La feci chiamare e mi finsi addolorato per la morte di suo marito e mi offri di sposarla. Lei forse capì quello che era successo ed ebbe orrore di me, o forse era stata veramente così innamorata del marito da rifiutare di diventare, lei povera e senza protezione, una moglie del sultano.&lt;br /&gt;Andò via e io mi sentii sopraffare da una vergogna terribile, Avevo ucciso molti uomini in battaglia, altri li avevo giustiziati perché lo meritavano. Ma mai prima di allora avevo assassinato qualcuno. Quel sangue iniziò a pesarmi orribilmente. La vedova lasciò la città e io non fermai. Non seppi più nulla di lei, spero che qualcuno ne abbia avuto cura. Ho distrutto la sua vita per vanità e ho assassinato un uomo perché desideravo la sua donna. Spesso mi è sembrato che tutte le azioni eroiche che ho compiuto non bastassero a cancellare questa vergogna.&lt;br /&gt;Per ricordarmi sempre della grazia di quella donna e del sangue che ho versato ignominiosamente per un periodo della mia vita ho chiesto ai pittori di corte di rappresentarmi con un piccolo fiore rosso..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mandibola di Muriel quasi tocca il pavimento. Tutti sono piuttosto impressionati. Giurerei che al sultano luccichino gli occhi.&lt;br /&gt;Eppure... il mio sguardo si posa distrattamente sulla mia pila di Dago. In effetti manca solo in Giannizzero nero in questa storia. Che il Magnifico se la sia inventata di sana pianta plagiando una «storia tipo» di Robin Wood per non deluderci? Bah, in fondo a chi importa? I ragazzi hanno avuto la loro favola e io, forse, posso finalmente vedere la fine della puntata di ER che ho dovuto interrompere.&lt;br /&gt;Cercando di non apparire scortese accompagno il sultano alla porta. Mille ringraziamenti, inchini salamelecchi...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mehemet "Posso fare qualcosa per sdebitarmi?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo so, è una domanda di cortesia ma lì per lì rispondo d'impulso&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carmilla: "Veramente sì. Vorrei iscrivermi ad un corso di lingua araba ma le classi sono a numero chiuso. Non potreste... fare presente il mio caso?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo so, sto chiedendo al conquistatore di Bisanzio di favorirmi in una selezione. Ma cosa credete? Se tutto il mondo è paese pensate che l'Altromondo faccia eccezione?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma Mehemet sembra in difficoltà&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mehemet "Nell'impero romano d'Occidente purtroppo ho poca influenza. Nel cuore della cristianità poi.&lt;br /&gt;Forse il signore qui presente può fare qualcosa..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con scaltrezza e un pizzico di odio ben mascherato ha scaricato la responsabilità sul suo rivale: Balzofiore. Che siano veri tutti i luoghi comuni sui Turchi?&lt;br /&gt;Balzofiore è furioso ma si controlla bene. E’ imbarazzato anche lui ma fa di tutto per mantenere lo stesso aplomb del sultano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Balzofiore: "Questa è la mia città e qui ho molti amici, ma in quel covo di infedeli ho le mani legate."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eh va bene, lotte per la supremazia psicologica a parte quando provo a chiedergli qualcosa per me finisce sempre così, che poi me la devo vedere da sola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di nuovo saluti, ringraziamenti, inchini.&lt;br /&gt;La baronessa si strugge. Lo saluta con la mano finché lo scorge all'orizzonte. Io non posso chiudere la porta finché lei non rientra, non sarebbe rispettoso.&lt;br /&gt;Finalmente il turco scompare e la baronessa si ritira. Mi dirigo ansiosamente verso il lettore dvd...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Balzofiore è già lì davanti e ha già inserito un dvd. Provo a incrociare le dita ma dopo pochi secondi invece della musica ossessiva del jingle di ER sento una musica sacra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I ragazzi sono già schierati, come al solito sono arrivata troppo tardi. Mi siedo rassegnata&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carmilla "Che vediamo stasera?" Chiedo sperando che il tono lamentoso della mia voce li muova a compassione ma Balzofiore risponde illuminandosi tutto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Balzofiore "Le crociate"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://static.flickr.com/27/59153905_4aff8d7419_o.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://static.flickr.com/27/59153905_4aff8d7419_o.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15768384-113097834135905049?l=storiedifantasmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/feeds/113097834135905049/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15768384&amp;postID=113097834135905049&amp;isPopup=true' title='4 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/113097834135905049'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/113097834135905049'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/2005/11/il-fiore-rosso.html' title='Il fiore rosso'/><author><name>Carmilla</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07575266222361802997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://static.flickr.com/90/254843952_ac4c2c320e_o.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15768384.post-113019812503814355</id><published>2005-10-24T16:44:00.000-07:00</published><updated>2005-10-24T17:02:52.360-07:00</updated><title type='text'>Venezia e Bisanzio</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Siamo davanti allo schermo. Io sono stesa sul divano a fiori da sinistra a destra, Teodoro da destra a sinistra. Tengo in braccio Ruthven e gli liscio le piume, gli piace moltissimo. Intorno a noi su sedie o cuscini hanno preso posto Muriel, la Baronessa, il Giocatore di Football senza volto e Balzofiore che è rimasto qualche giorno da noi.&lt;br /&gt;Si sente bussare alla porta.&lt;br /&gt;Non si percepisce il minimo movimento. Nemmeno la più piccola contrazione muscolare. Nemmeno quelle involontarie. Nessuno ha la minima intenzione di alzarsi per andare ad aprire.&lt;br /&gt;Stiamo guardando la prima serie di ER in dvd, non si scherza.&lt;br /&gt;E' una guerra di volontà. Il più debole cederà ed andrà ad aprire. Non certo io.&lt;br /&gt;Non mi importa quanto tempo trascorra.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://galeon.hispavista.com/any25/img/GEORGE%20CLOONEY.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://galeon.hispavista.com/any25/img/GEORGE%20CLOONEY.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Alla fine la vittima sacrificale si autoelegge: il Giocatore di Football senza volto si alza e va verso la porta. In fondo lui è quello che si sta godendo meno la visione, potendo solo ascoltare i dialoghi.&lt;br /&gt;Apre la porta e poi torna indietro. In effetti l'idea non è stata troppo efficace. Il Giocatore non può vedere chi ha bussato e, anche se l'avesse visto, non potrebbe riferircelo essendo privo, come si sa, sia di occhi che di bocca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ospite è rimasto sulla porta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uff&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Va bene, va bene.&lt;br /&gt;Aspettami Doug Ross, tornerò appena possibile...&lt;br /&gt;Metto il lettore di dvd in stand by mentre Teo va incontro all'ospite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' un signore di mezza età con la barba e il naso adunco. ll turbante non lascia molti dubbi sulla sua provenienza.&lt;br /&gt;Teo:  chi devo annunciare?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Teo cerca di non farsi intimorire dalla poca confidenza mostrata dal nostro ospite e dalla ricchezza del suo abbigliamento.&lt;br /&gt;ospite: dipende, alcuni mi chiamano "Il conquistatore", altri "Il terrore dell'Occidente". Ma siccome sono qui per chiedervi udienza per voi sono solo Mehemet il Magnifico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi alzo per andare a incontrare un ospite così illustre. Sono un po' intimidita e, diciamolo, non ho nemmeno la mise adatta.&lt;br /&gt;Ma Balzofiore si frappone tra di noi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Balzo: Ego te proteggerò da st'infame e 'nfedele. Nun t'avvicinà, chiunque tu sia. Vade retro!&lt;br /&gt;Carmilla: Balzofiore ma cosa fai?! Non ti permetto di offendere così i miei ospiti. E poi hai sentito, è anche venuto a chiedere un favore. Sei doppiamente scortese.&lt;br /&gt;Ma non hai capito chi abbiamo davanti?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intanto la Baronessa lo ha fatto entrare con molta grazia e lo ha fatto accomodare nel nostro salone. Poi si è voltata verso di noi e ha detto&lt;br /&gt;Baronessa: ho l'onore di presentare Maometto II, uno dei più grandi guerrieri che la storia ricordi. Il vincitore della battaglia di Costantinopoli.&lt;br /&gt;Balzo (tra sè) Mejo me sento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Baronessa è emozionata. Si vede che da noi le manca un po' di mondanità mentre ora ha davanti un vero eroe, un protagonista dei libri di storia. Beh magari non di quelli europei...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mehemet: vedo che questa splendida signora che già prima della morte aveva scoperto come domare il tempo ha portato il discorso sull'argomento che mi sta a cuore.&lt;br /&gt;Intanto ci siamo seduti tutti intorno a lui. Siamo curiosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carmilla: Temo di  non capire ancora la ragione dell'onore che ci fate con la vostra visita&lt;br /&gt;Mehemet: La battaglia di Costantinopoli io l'ho vinta, vero?&lt;br /&gt;Carmilla: beh certo è storia...&lt;br /&gt;Mehemet: Allora qualcuno mi vuole spiegare perché da più di un secolo sono uno zimbello? Se tutti sanno che ho conquistato io Costantinopoli perché nella maledetta opera di Rossini sono i veneziani a vincere? Perché? Mi dite una sola ragione? E' come se facessero un'opera sull'Iliade in cui vinconoi troiani!!!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.culturaspettacolovenezia.it/immagini/feniceoldweb.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://www.culturaspettacolovenezia.it/immagini/feniceoldweb.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il Sultano si è alzato in piedi e si è infervorato. La parte sull'Iliade l'ha praticamente urlata mentre la disperazione stravolge il suo viso. Balzofiore lo guarda con diffidenza. Tra sè è convinto che ci pentiremo di avergli impedito di svolgere il suo ruolo protettivo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; Io intanto ho finalmente compreso il problema e lo spiego anche agli astanti.&lt;br /&gt;Effettivamente nel 1823, per la messa in scena veneziana dell'opera maometto II , il Teatro La Fenice chiese agli autori (Cesare della Valle e Gioachino Rossini) di modificare la struttura della storia e di cambiare il finale. Nelle versione "veneziana" di Maometto II sono i venezianiti a vincere mentre i turchi soccombono. In spregio alla verità storica e alla memoria del povero Maometto II.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mehemet: Capite? Per uno spirito come me l'onore è tutto. Ho vissuto tutta la vita cercando di essere all'altezza del posto che il destino mi aveva assegnato. E certo ho commesso degli errori... ma non ho mai barato. I veneziani hanno barato. Non è giusto, non è giusto, non è giusto!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sultano picchia con forza il suo venerabile pugno contro la poltrona su cui è seduto. Difficilmente la poltrona uscirà indenne da questa serata. Devo cercare di calmarlo, sia per trans-umana empatia sia per salvaguatrdare il mio arredamento.&lt;br /&gt;Provo la via dell'understatement.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carmilla: Maestà, ho letto il libretto veneziano. Non ci fate poi una cattiva figura. Anzi. In fondo perdete la guerra per una debolezza imputabile all'amore di una fanciulla. Fanciulla che, ricordiamolo, vi odia come nemico ma non può negare a se stessa di amarvi come uomo. Alla fine vi sacrificherà e voi perderete con molto onore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ruthven capisce la mia strategia e prova a supportarmi&lt;br /&gt;Ruthven: Oh maestà una splendida morte. Un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;amour fou&lt;/span&gt;. Le donne vanno matte per queste storie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mehemet ci guarda come se noi non potessimo capire e si rivolge alla Baronessa&lt;br /&gt;Mehemet: Io non sono il personaggio di un romanzo, sono un guerriero. Io avevo conquistato la città d'oro, avevo vinto Bisanzio.&lt;br /&gt;Ho vissuto nel 1400 e a noi non importava piacere alle donne, a noi importava vincere o perdere. E io avevo vinto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La baronessa porta un fazzolettino agli occhi. In realtà non ce n'è bisogno ma è uno di quei gesti teatrali che le piacciono tanto. Credo proprio che se avesse ancora un corpo e dei liquidi fisiologici ora starebbe piangendo davvero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carmilla: Maestà mi rendo conto della gravità della situazione. L'onore di un re è stato macchiato. Ma noi cosa possiamo fare?&lt;br /&gt;Mehemet: Ho sperato che l'opera non avesse successo, che non fosse mai più messa in scena nella sua versione apocrifa e offensiva.&lt;br /&gt;Carmilla: maestà i vostri desideri sono stati quasi esauditi.&lt;br /&gt;Mehemet: Sì, fino a quest'anno. Hanno avuto il coraggio di riproporla.&lt;br /&gt;Carmilla: senza offesa maestà, ma credo che ne passerà di tempo prima che a qualcuno venga di nuovo in mente di rappresentare la versione veneziana di Maometto II.&lt;br /&gt;Mehemet: questa è la mia speranza. Ma ditemi, è vero che la Fenice organizza delle lezioni sull'opera per le scuole?&lt;br /&gt;Carmilla: sì ormai da molti anni. A volte me ne occupo io...&lt;br /&gt;Mehemet: Era quello che volevo sentirmi dire! Perché vedete, essere lo zimbello di altri spiriti è duro, essere lo zimbello di uomini e donne seduti tra i palchi è ancora più duro, ma essero lo zimbello di un gruppo di mocciosi... io credo che potrebbe uccidermi.&lt;br /&gt;Stringe con forza il bracciolo della mia poltrona. Devo promettergli qualcosa, subito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carmilla: Maestà, cercherò di ripetere ogni volta che è possibile che la versione originale del libretto è quella del tetaro San Carlo, quella in cui i turchi vincono e Anna Erizzo si uccide.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli occi del sultano brillano di gioia&lt;br /&gt;Mehemet: Fareste questo per me?&lt;br /&gt;Carmilla: Sì maestà. E aggiungerò anche molti documenti storici che raccontino com'è andata la battaglia. Quella vera, quella che il vostro esercito ha vinto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha uno sguardo colmo di gratitudine.&lt;br /&gt;Pover'uomo, deve aver avuto un brutto anno.&lt;br /&gt;La poltrona è da buttare ma sono felice di aiutarlo, nel mio piccolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;... continua&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15768384-113019812503814355?l=storiedifantasmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/feeds/113019812503814355/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15768384&amp;postID=113019812503814355&amp;isPopup=true' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/113019812503814355'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/113019812503814355'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/2005/10/venezia-e-bisanzio.html' title='Venezia e Bisanzio'/><author><name>Carmilla</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07575266222361802997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://static.flickr.com/90/254843952_ac4c2c320e_o.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15768384.post-112941619321459732</id><published>2005-10-15T15:33:00.000-07:00</published><updated>2006-09-28T05:07:38.273-07:00</updated><title type='text'>Balzofiore</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://static.flickr.com/33/52794115_1ecfc2700b_o.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://static.flickr.com/33/52794115_1ecfc2700b_o.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La domenica, come in molte famiglie, si pranza tutti insieme. E spesso ci sono ospiti. Apparecchiamo il grande tavolo della sala e mangiamo.&lt;br /&gt;O, meglio, io mangio. Loro no, non ne hanno bisogno. Ciò non toglie che gli piaccia sedersi a tavola e trovare davanti a sé il proprio piattino, le posate e il bicchiere. Il piatto rimane vuoto ma il bicchiere no. E' più forte di loro, non riescono a rinunciare al piacere di riempirsi il bicchiere e in fondo a me costa così poco.&lt;br /&gt;È per quello che sono costretta a comprare litri e litri di bevande gasate al supermercato esponendomi al dileggio e al biasimo dei negozianti più salutisti. Inoltre il rumore delle bollicine di anidride carbonica è l'unica cosa che il Giocatore di Football Senza Volto può percepire e, dal momento che non può nemmeno portare il bicchiere alla bocca (essendone sprovvisto), cerchiamo tutti di assecondare almeno il suo udito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nostro ospite di questa domenica è un vecchio amico di Teodoro e Ruthven. Piuttosto vecchio, direi, dato che Balzofiore (questo è il suo nome) è un simpatico frate del XIX secolo. Sospetto che i ragazzi lo abbiano invitato per tirarmi su il morale dopo la storia della mail, dal momento che il fraticello è un personaggio decisamente buffo.&lt;br /&gt;Balzofiore è un uomo gioviale che ha una storia triste. Fu costretto a prendere i voti ma la sua vera vocazione era quella della poesia. Compose discreti versi durante la sua forzata vita ecclesiastica.&lt;br /&gt;Raggiunta una certa età pregò Pio IX di sciogliere i suoi voti ma quello si oppose.&lt;br /&gt;Non è un caso che a Roma si senta ancora imprecare con "mannaggia a Pio IX"...&lt;br /&gt;Balzofiore, per orgoglio, giurò che non avrebbe più composto versi finché non fosse stato libero.&lt;br /&gt;E così ancora adesso cerca Pio IX (o, meglio, il suo fantasma) per le strade di Roma. Prima o poi lo incontrerà, gli farà la festa e lo costringerà ad accettare le sue dimissioni da Santa Madre Chiesa. Così Balzofiore potrà scrivere il suo primo e unico componimento da uomo libero e poi trovare pace.&lt;br /&gt;Ma Pio IX non sarebbe Pio IX se non fosse capace di evitare, anche da morto, tutti i suoi nemici. Sospetto, infatti, che ci sia una lunga fila di gente desiderosa di fargli la festa ma lui è molto bravo a non farsi trovare.&lt;br /&gt;Intanto Balzofiore quando può viene a farci visita.&lt;br /&gt;A renderlo un personaggio un po’ sopra le righe contribuisce anche la sua parlata a metà tra il latino volgare e il romanesco di Trastevere.&lt;br /&gt;Spesso quando ci riuniamo ci legge dei versi del "sommo poeta".&lt;br /&gt;Il Belli, naturalmente, Giuseppe Gioachino Belli. E' capace di andare avanti per ore. E purtroppo il “sommo" è stato uno scrittore quanto mai prolifico...&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://static.flickr.com/33/52794116_a7eb1e8e06_o.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://static.flickr.com/33/52794116_a7eb1e8e06_o.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Dopo pranzo tutti si allontanano per preparare il caffè. Intuisco che sia una scusa: nessuno di noi beve il caffè...&lt;br /&gt;Questa situazione surreale non avrà termine finché Balzofiore non mi avrà parlato. Allora cerco di mettere fine a questa farsa il prima possibile. Tanto lo so che sono tutti in giro ad origliare...&lt;br /&gt;Balzofiore: “Piccole' come va?”&lt;br /&gt;Carmilla: “Bene Balzofiore, grazie.”&lt;br /&gt;Balzofiore: “In veritas nun me pare proprio.”&lt;br /&gt;Carmilla: “Ma no, sono solo un po' stanca. Dovrei dormire di più”&lt;br /&gt;Balzofiore: “Carmilli', non me pijà pe’ culo. Sei più depressa da’ fontana de piazza de Spagna.”&lt;br /&gt;(Sospiro, sarà più faticoso del previsto)&lt;br /&gt;Carmilla: “Va bene, forse sono un po' triste ma non è molto grave.”&lt;br /&gt;Balzofiore: “Ma dimme un po' nun è che c'entra qualche homo scarso de virtute?”&lt;br /&gt;Carmilla: “Ma che dici Balzofiore!? No, non è perché penso a qualcuno. Più probabile che sia perché ho un lavoro troppo precario, non ti sembra?”&lt;br /&gt;Balzofiore: “Nun è che te stai a stupidì p' o' strimpellatore ignoto?”&lt;br /&gt;Carmilla: “Chi il pianista? No, poverino. Non sa nemmeno che esisto. E poi IO non so nemmeno se sia vivo o morto.”&lt;br /&gt;Balzofiore: “Da come sona me pare morto... Va bene non è lui. Allora chi è?”&lt;br /&gt;Carmilla: “Santo Cielo! Non è NESSUNO!!!”&lt;br /&gt;Balzofiore: “Sarà mica quell'insano che s’è schiantato cor trabiccolo davanti a' domus tua?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho capito il senso di tutta questa macchinazione. Mi alzo in piedi e faccio un giro su me stessa. Lo so che sono tutti nascosti là intorno.&lt;br /&gt;Carmilla: “Va bene ragazzi, adesso mi sembra che basti. Mi sentite? Mi sentite TUTTI? Io NON sono innamorata di NESSUNO. TANTOMENO del VOSTRO amico Henri. E, DI CONSEGUENZA, NON ho bisogno di NESSUNA consolazione per il fatto che lui se ne sia andato. Ci siamo capiti?”&lt;br /&gt;(Mormorii confusi. Soprammobili che cadono e si rompono)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carmilla: “Bene, e ora, se permettete me ne vado in camera mia.”&lt;br /&gt;Balzofiore: “Piccole' quo vadis?”&lt;br /&gt;Balzofiore mi trattiene per un braccio ma io mi divincolo un po' bruscamente.&lt;br /&gt;Carmilla: “C'è UN posto in questa casa dove si possa stare soli per 5 minuti? Grazie.”&lt;br /&gt;Balzofiore: “Te volevo solo di' che morto 'n papa se ne fa n'artro”&lt;br /&gt;mi grida Balzofiore mentre salgo le scale verso la mia camera da letto. Come sempre ogni volta che nel discorso viene pronunciata la parola «papa» tutti automaticamente gli rispondono&lt;br /&gt;Tutti: “Mannaggia a Pio IX”&lt;br /&gt;Balzofiore: “Grazie rega'”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15768384-112941619321459732?l=storiedifantasmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/feeds/112941619321459732/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15768384&amp;postID=112941619321459732&amp;isPopup=true' title='5 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/112941619321459732'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/112941619321459732'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/2005/10/balzofiore.html' title='Balzofiore'/><author><name>Carmilla</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07575266222361802997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://static.flickr.com/90/254843952_ac4c2c320e_o.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15768384.post-112847301838492327</id><published>2005-10-04T17:41:00.000-07:00</published><updated>2006-09-28T04:53:53.533-07:00</updated><title type='text'>La lettera</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Torno a casa dopo una giornata di lavoro di quelle in cui i minuti si dilatano oltre la percezione umana e trovo tutti i miei coinquilini pericolosamente assiepati intorno alla mia scrivania, un bel pezzo di antiquariato, larga abbastanza da contenere decine e decine di ammenicoli.&lt;br /&gt;Carmilla: “Cosa state facendo?”&lt;br /&gt;L’effetto sorpresa è devastante. Teo, Ruthven e Muriel sobbalzano spaventati e si allontanano frettolosamente dal luogo del reato. Un tonfo attutito rivela la presenza del Giocatore di Football senza Volto che si è malamente dileguato.&lt;br /&gt;Mi avvicino. Il mio computer è acceso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti abbiamo delle debolezze. Io sono gelosa del mio computer. E, soprattutto, credo che sia legittimo non desiderare che la mia tastiera color argento con i lussuriosi tasti retroilluminabili venga adoperata con zampe unghiose, becchi appuntiti o zoccoli ovini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Li guardo con sdegno, poi colpisco senza pensare agli inevitabili rimorsi.&lt;br /&gt;Carmilla: “Non mi piace che usiate il mio computer. Avete una casa intera a disposizione per passare le vostre giornate, perché dovete rompere l'unica cosa che abbia portato io qui dentro?"&lt;br /&gt;Tutti si guardano i piedi e non rispondono. Forse ho esagerato. Muriel sta per piangere.&lt;br /&gt;Carmilla: "Se avete bisogno di utilizzare internet basta che me lo diciate. Aspettate che io torni e cerchiamo insieme quello che vi serve. Posso sapere cosa c'era di così urgente da non poter rimandare di un paio d'ore? Ruthven doveva cercare delle foto di Kate Beckinsale nuda?"&lt;br /&gt;Continuano a non rispondere, inizio a preoccuparmi davvero.&lt;br /&gt;Carmilla: “Allora?”&lt;br /&gt;Teodoro: "Vedi, Carmilla non è che fosse urgente... E' che dovevamo farlo prima che tu tornassi"&lt;br /&gt;Ipotesi apocalittiche prendono forma nella mia immaginazione.&lt;br /&gt;Carmilla: "Non capisco..."&lt;br /&gt;Ruthven: "Tu non saresti stata d'accordo"&lt;br /&gt;Carmilla: "Non sarei stata d'accordo SU COSA, per la precisione?"&lt;br /&gt;Teodoro: "Abbiamo usato la posta, Carmilla. Muriel voleva sapere se Henri ci avesse scritto. Anzi no, la verità è che tutti volevamo saperlo"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://static.flickr.com/26/49504321_a773c3363a_o.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://static.flickr.com/26/49504321_a773c3363a_o.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ora tutto si spiega: Henri&lt;br /&gt;Che io lo voglia o meno, qualcosa di lui è rimasto in questa casa. Del resto i fantasmi e le creature non umane in generale ragionano in termini temporali diversi dai nostri. Per loro pochi mesi sono un soffio.&lt;br /&gt;Il problema è che mi sto adeguando ai loro parametri e che, diciamolo, ho sempre avuto il vizio perverso di guardare i rapporti in un'ottica fin troppo di lungo raggio.&lt;br /&gt;E quindi, in fondo, anche a me sembra ieri che Henri fosse qui a farsi vezzeggiare da tutti. Mi immalinconisco, e cerco consolazione sulla mia poltrona preferita, in salotto.&lt;br /&gt;Teodoro mi raggiunge timidamente.&lt;br /&gt;Carmilla: "Teo, che bisogno c’era di fare tutto di nascosto?"&lt;br /&gt;Teodoro: "Credo che tu possa immaginarlo... Hai detto che non volevi più sentir parlare di Henri e noi ci siamo organizzati di conseguenza. Ma noi siamo suoi amici e volevamo avere sue notizie. Così abbiamo pensato di fare tutto mentre eri via"&lt;br /&gt;Mi sento un po’ in colpa. Li ho rimproverati come un’istitutrice isterica mentre cercavano soltanto di essere delicati nei miei confronti.&lt;br /&gt;E’ anche vero che mi secca terribilmente che mi trattino come una vedova inconsolabile. Ma forse mi secca ancora di più ammettere che&lt;br /&gt;la presenza di Henri, anche solo nei nostri discorsi, mi turbi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carmilla: "Va bene, va bene, Henri era dolcissimo e simpaticissimo. Peccato che fosse uno stronzo e che io abbia qualche difficoltà a soprassedere su questa sua caratteristica. Un giorno mi passerà e non ci penserò più ma per adesso non ho la minima intenzione di perdonarlo. Comunque è una cosa che riguarda me e lui e basta. Non voglio condizionarvi, se volete parlargli o mettervi in contatto con lui fate pure, siete liberissimi e, soprattutto, a me non importa assolutamente nulla"&lt;br /&gt;Teodoro mi guarda senza fare il minimo sforzo per nascondere il suo scetticismo sulla mia ultima affermazione.&lt;br /&gt;Teodoro: “Innanzitutto i fantasmi non sono mai liberi, Carmilla. In secondo luogo... va beh, lasciamo perdere. Ma a te non manca mai? Non ti chiedi dove sia, cosa stia facendo?”&lt;br /&gt;Giro la testa dall'altra parte.&lt;br /&gt;Carmilla: "Non voglio saperlo Teo. Non voglio sapere più nulla di lui"&lt;br /&gt;Teodoro: "Va bene, come vuoi. Ci leggiamo un racconto di Hammett?"&lt;br /&gt;Carmilla: "Perché no?"&lt;br /&gt;...&lt;br /&gt;Carmilla: “Teodoro...”&lt;br /&gt;Teodoro: "Sì?"&lt;br /&gt;Carmilla: "Ma poi...&lt;br /&gt;aveva scritto Henri?"&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15768384-112847301838492327?l=storiedifantasmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/feeds/112847301838492327/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15768384&amp;postID=112847301838492327&amp;isPopup=true' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/112847301838492327'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/112847301838492327'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/2005/10/la-lettera.html' title='La lettera'/><author><name>Carmilla</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07575266222361802997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://static.flickr.com/90/254843952_ac4c2c320e_o.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15768384.post-112535603817543273</id><published>2005-08-29T15:46:00.000-07:00</published><updated>2006-09-28T04:46:52.766-07:00</updated><title type='text'>Altri personaggi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/1600/200px-Vincenzo_bellini.0.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/200/200px-Vincenzo_bellini.0.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(204, 204, 255);"&gt;Il Pianista&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il suo è un caso un po' diverso, non abita con noi. A dire il vero non l'ho nemmeno mai incontrato. So solo che spesso durante la sera, e talvolta anche di notte, si sente una musica dolcissima entrare dalle finestre e inevitabilmente il cuore mi si stringe. Per la musica o forse anche un po’ per lui.&lt;br /&gt;Come si fa a provare tenerezza per una persona che non si è mai vista e che non si sa nemmeno se rientri nella categoria dei morti o dei vivi? Non lo so, però è successo.&lt;br /&gt;Mi rendo conto che il pianista potrebbe, verosimilmente, anche essere UNA pianista o, peggio, un disco che gira.&lt;br /&gt;Ma a me piace immaginare che abbia più o meno questo aspetto qui e che suoni perché qualcosa nella sua vita lo rende inconsolabilmente malinconico. E che forse un giorno me lo racconterà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(204, 204, 255);"&gt;Muriel&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/1600/pecora_ritratto.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/200/pecora_ritratto.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;È una pecora.&lt;br /&gt;Lo so, non è un'icona del gotico però è così, è una pecora. La razza degli ovini non brilla per acume, si sa. Sospetto che Muriel non sia troppo intelligente nemmeno per la sua genia. Ma noi le vogliamo bene lo stesso e cerchiamo di proteggerla.&lt;br /&gt;E' molto ingenua e le piacciono le cose semplici. Altre più complesse le piacciono perché non le capisce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(204, 204, 255);"&gt;Ruthven&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Non è un fantasma ma un vampiro. Passa la quasi totalità del suo tempo in spoglie animali. In quelle di una grossa cornacchia, per la precisione.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/1600/ruthven.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/200/ruthven.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Lui sostiene di aver personalmente scelto la sua declinazione zoomorfa, chic proprio per la sua originalità. Non il solito corvo o, peggio, l'abusato pipistrello. Naturalmente nessuno di noi gli crede.&lt;br /&gt;Io, personalmente, non l'ho mai visto in forma diversa. Ma lui dice di avere più o meno questo aspetto qui.&lt;br /&gt;Ama rendersi sgradevole e ricordare al proprio interlocutore tutto ciò che cerca da anni (e con diverse ore di psicanalisi) di superare. Nonostante questo, lui e Teodoro sono diventati i miei più cari amici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Talvolta la casa è scossa da tonfi e altri catastrofici rumori.&lt;br /&gt; Si tratta del Giocatore di Football Senza Volto.&lt;br /&gt; Essendo senza volto non può parlare, si limita ad attraversare muto gli ambienti della casa. Ma, soprattutto, non vede. Quindi spesso e volentieri rovescia suppellettili o va a sbattere nelle infrastrutture.&lt;br /&gt; Vi starete chiedendo come mai uno spirito non possa attraversare agevolmente spazi materiali. La domanda non è futile. E' vero che i fantasmi attraversano la materia, ma solo quella con cui entrano in contatto occasionale. Una casa infestata da più d'un secolo come la nostra acquisisce parte della natura ectoplasmica dei suoi abitanti e quindi una materialità relativa al mondo dei fantasmi e dei non morti.&lt;br /&gt; &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/1600/football_1950.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/200/football_1950.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Di conseguenza se il Giocatore di Football Senza Volto va a sbattere contro una porta chiusa si fa male e fa anche parecchio rumore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Curiosando in soffitta con Teo, Muriel e Ruthven abbiamo trovato una sua foto, una volta. Crediamo sia sua perché è la foto di una squadra di football del dopoguerra. Lui deve essere senz'altro il quarto da sinistra. Sì, quello coperto. Quando ancora aveva i capelli...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; &lt;/div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15768384-112535603817543273?l=storiedifantasmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/feeds/112535603817543273/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15768384&amp;postID=112535603817543273&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/112535603817543273'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/112535603817543273'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/2005/08/altri-personaggi.html' title='Altri personaggi'/><author><name>Carmilla</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07575266222361802997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://static.flickr.com/90/254843952_ac4c2c320e_o.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15768384.post-112527571448027603</id><published>2005-08-28T17:27:00.000-07:00</published><updated>2006-09-28T04:37:48.276-07:00</updated><title type='text'>Personaggi</title><content type='html'>Certi ospiti sono fissi. Hanno la loro stanza, il loro letto, il loro armadio.&lt;br /&gt;Alcuni mi occupano il bagno per tempi spaventosamente lunghi. Solo per guardarsi allo specchio, immagino. Altri sono di passaggio. Mi fa piacere quando viene qualcuno a trovarci, a raccontarci qualcosa di sé e di quello che gli è capitato in vita. Anche perché, considerate le peculiari condizioni in cui mi sono mio malgrado ritrovata ad abitare, non è che possa invitare delle persone a casa mia. Delle persone in carne ed ossa, intendo.&lt;br /&gt;Quelli che dividono abitualmente la casa e la vita con me sono:&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/1600/young_simenon.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/200/young_simenon.gif" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 204, 255); font-style: italic;"&gt;Teodoro&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'essere più misurato e saggio che abbia mai conosciuto. E' affettuoso e ragionevole, un lucido analizzatore di situazioni. Le sue piccole manie sono la pipa e i libri gialli.&lt;br /&gt;Così è come si vede lui.&lt;br /&gt;In realtà è un grosso orso grizzly. Non che gli dispiaccia di essere un orso, però se avesse potuto somigliare a Simenon sarebbe stato davvero felice. Teodoro non ha l'aria aggressiva, anzi è di indole piuttosto mite. Anche se ho saputo che in precedenza usava sconvolgere gli inquilini della casa presentandosi come animale impagliato e cambiando posa ogni giorno. Ovviamente il suo gusto letterario lo ha ispirato nella scelta delle posture originando un climax di terrore che (mi hanno garantito) si rivelò molto efficace.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(204, 204, 255);"&gt;La Baronessa&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/1600/karenbTH.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/200/karenbTH.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;È un'anziana signora di cui ho profonda stima. È un'eccellente scrittrice. O almeno lo è stata in vita. Questo permette a tutti noi di sopportare il suo carattere decisamente difficile e la sua aria d'importanza. Non si fa vedere spesso, ama la solitudine. Ma quando decide di passare del tempo con noi vuole che le sia implicitamente riconosciuto il ruolo di primadonna assoluta.&lt;br /&gt;Le ho chiesto il permesso di mostrare un suo ritratto precedente al trapasso e lei si è fatta un po' pregare ma poi ha acconsentito.&lt;br /&gt;Ha cercato tra le sue cose e alla fine la scelta è ricaduta su una foto di quando aveva circa 20 anni. Protestare sarebbe stato quanto meno indelicato. Quindi, anche se l’immagine non è particolarmente rappresentativa, questa è lei.&lt;br /&gt;In fondo bisogna essere solidali con chi ha la sfortuna di morire in età avanzata.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15768384-112527571448027603?l=storiedifantasmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/feeds/112527571448027603/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15768384&amp;postID=112527571448027603&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/112527571448027603'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/112527571448027603'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/2005/08/personaggi.html' title='Personaggi'/><author><name>Carmilla</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07575266222361802997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://static.flickr.com/90/254843952_ac4c2c320e_o.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15768384.post-112523453068642707</id><published>2005-08-28T02:57:00.000-07:00</published><updated>2006-09-28T04:35:33.523-07:00</updated><title type='text'>Prologo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/1600/for_sale1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7947/1470/200/for_sale.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il giorno che l'agenzia mi ha telefonato, ormai non speravo più di trovare una casa decorosa per la somma di cui disponevo.&lt;br /&gt;A ricevermi sulla soglia c’era un simpatico giovanotto. Un tipo a modo, sembrava. Avrei dovuto pensarci che le persone oneste non fanno gli agenti immobiliari.&lt;br /&gt;Il ragazzo mi mostra la facciata "non la trova misteriosa e romantica?" mi chiede. Io penso che sia il figlio di Giuseppe D'Agata e non gli dico che io userei piuttosto gli aggettivi «isolata» e «fatiscente».&lt;br /&gt;Ma è una casa, finalmente, e anche molto grande. Certo, c'è da fare qualche restauro ma resta comunque un buon affare.&lt;br /&gt;L'agente apre la porta e mi cede il passo, mellifluo e infido come solo un venditore sa essere. Mi aspetto di vedergli spuntare un piede caprino.&lt;br /&gt;L'interno è bello e i mobili devono essere stati di buon gusto al loro tempo.&lt;br /&gt;C'è uno strato di polvere alto un dito e cose sparse un po' dovunque. Mi sento nella casa di Miss Havisham.&lt;br /&gt;Però mi piace. Perché negarlo, mi è piaciuta subito. Quindi, in un certo senso, non posso lamentarmi di quello che è successo dopo.&lt;br /&gt;"Va bene, la prendo" ho esclamato.&lt;br /&gt;Il giovanotto aveva già pronti contratto e penna. Ho firmato e ci siamo stretti la mano.&lt;br /&gt;Mi ha salutato cordialmente e si è allontanato in tutta fretta. Aveva un altro appuntamento, mi ha detto, ma, naturalmente, non era vero.&lt;br /&gt;Aprendo la porta del salone li ho trovati tutti lì, seduti ad aspettarmi.&lt;br /&gt;Non è facile descrivere la situazione. Una cosa è leggere storie di fantasmi, ben altra cosa è trovarseli di fronte.&lt;br /&gt;Sono corsa via e ho telefonato all'agenzia protestando perché nessuno mi aveva detto che la casa era ancora... abitata. Il loro esperto legale mi ha spiegato che purtroppo, essendo tutti gli inquilini morti (o in alcuni casi mai esistiti), non è possibile procedere legalmente nei loro confronti.&lt;br /&gt;Ci ho rimuginato un po' poi ho deciso di fare un secondo sopralluogo. Avrei provato a parlargli chiaramente: la casa ora è di mia proprietà e loro non sono più i benvenuti.&lt;br /&gt;Così sono arrivata, ho aperto il portone e ho percorso con il cuore il gola il corridoio, sono entrata nel salone e li ho trovati di nuovo tutti lì. Si erano riuniti per una piccola festicciola di benvenuto.&lt;br /&gt;Io non so resistere a queste cose. E poi la casa era troppo grande per me sola. Insomma, ora viviamo tutti insieme.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15768384-112523453068642707?l=storiedifantasmi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/feeds/112523453068642707/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15768384&amp;postID=112523453068642707&amp;isPopup=true' title='26 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/112523453068642707'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15768384/posts/default/112523453068642707'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://storiedifantasmi.blogspot.com/2005/08/prologo.html' title='Prologo'/><author><name>Carmilla</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07575266222361802997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://static.flickr.com/90/254843952_ac4c2c320e_o.gif'/></author><thr:total>26</thr:total></entry></feed>
